Banche venete, Ue: “Manca 1 miliardo dai privati”

19 maggio 2017, di Alessandra Caparello

MILANO (WSI) – Per salvare le due banche venete occorre ancora 1 miliardo di euro in più che dovrà essere elargito non dallo Stato ma da privati. A riferire l’indiscrezione è stato Il Sole 24 Ore e poi la conferma è arrivata anche dall’agenzia di stampa internazionale Reuters.

Secondo Il Sole, il totale dell’operazione di salvataggio dovrebbe rimanere lo stesso, 6,4 miliardi di euro, ma il contributo a carico dei privati – attualmente pari ai 940 milioni dell’anticipo versato da Atlante a dicembre più i 700 milioni derivanti dalla conversione dei bond subordinati – potrebbe aumentare, mentre quello da parte dello Stato verrebbe tagliato da 4,7 a 3,7 miliardi di euro.

Negli ultimi giorni dal confronto a Bruxelles in merito alle banche venete  sarebbe emerso però il problema delle perdite previste e prevedibili che non possono essere coperte da fondi pubblici. A quanto ammontano tali perdite? La cifra non è nota ma potrebbe superare 1 miliardo di euro e se lo Stato non può intervenire chi lo farà?

L’ipotesi sul tavolo prevede un contributo da parte del sistema bancario italiano ma le nostre banche hanno già i loro problemi. La decisione in ogni caso, come scrive Il Fatto Quotidiano, dipenderà dalla scelta che faranno gli azionisti di maggioranza, ossia Unicredit, Intesa Sanpaolo, Ubi e Banco Bpm.

Unicredit è impegnata a implementare il suo piano industriale e a conseguire gli ambiziosi obiettivi illustrati agli azionisti e alla comunità finanziaria e difficilmente potrà assecondare richieste di questo tenore. Ubi deve digerire l’acquisto delle tre good bank, gestire la loro integrazione e la ristrutturazione a livello di gruppo, mentre Banco Bpm è alle prese con i suoi di problemi, che non sono pochi. Quanto a Intesa Sanpaolo, a meno di ripensamenti dell’ultimo minuto una scelta netta già l’ha fatta decidendo di non effettuare investimenti aggiuntivi nel fondo Atlante”.

In ogni caso senza l’intervento delle banche il destino della Popolare di Vicenza e Veneto Banca sembra segnato e si attiverà il bail-in, il che significa obbligazionisti azzerati e debitori a cui verrà richiesto il rientro immediato.

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