Eurozona: un superministro delle finanze, Padoan esulta

14 Settembre 2017, di Giovanni Falcone

Eurozona: un Superministro delle finanze

Un ministro super per fare cose semplici, fattibili e alla portata dell’Unione Europea. Nel rivolgersi alla Commissione di cui è Presidente, Jean Claude Junker, ha tratteggiato la sua visione per il prossimo futuro dell’Unione, a cominciare dalla nomina di un Super ministro dell’economia e delle finanze per l’Eurozona ma anche per il blocco allargato.

Obiettivo alla portata ma molto ambizioso, considerata la proverbiale riservatezza interna quando si parla di soldi, bilanci e strumenti finanziari da coordinare in forma strutturale, come proposto dall’europresidente lussemburghese.

La proposta mi ha ricordato una esperienza di servizio quando, da Ufficiale della Guardia di finanza ero impegnato in terra di Bari a svolgere una indagine sulle cc.dd. “frodi carosello”, ahimè sempre attuali, con grave danno alle casse della economia comunitaria.

All’epoca, un imprenditore spagnolo, operante nel settore del commercio al dettaglio di “Telefonini e componentistica per Personal computer”, nel rivolgersi ad un suo omologo pugliese (cui controllavamo il traffico telefonico), ebbe a dire:

“Beati voi che avete l’IVA al 20% perché da noi è solo al 16%”.

L’apparente contraddizione, vale solo per l’imprenditore  disonesto che fa concorrenza sleale e che non intende sottoporsi alle leggi del libero mercato.

Acquisti intracomunitari

Per gli acquisti di beni e servizi, l’Imposta sul Valore Aggiunto viene pagata nel Paese di destinazione[1].

Questo sistema, apparentemente inocuo, è in grado di provocare ingentissimi danni agli operatori economici onesti in ambito comunitario, a tutto vantaggio di chi, al contrario, avvalendosi di “teste di legno” in servizio permanente effettivo che pochi o nessuno controlla, frodando il fisco del Paese di riferimento, attraverso una concorrenza sleale, riesce a pagare la materia prima con un abbattimento di circa il 20%.

Il meccanismo è molto semplice:

  1. Se io operatore economico italiano acquisto direttamente il Personal computer in Olanda, lo pago mille a cui devo aggiungere il 22% d’IVA per venderlo sul territorio nazionale;
  2. Se invece utilizzo una “testa di legno” che lo acquista per mio conto, lo stesso computer di cui sopra lo acquisto sotto costo pagandolo 850 più IVA al 22%, totalizzando la somma complessiva di €. 1037;
  3. La “testa di legno”, a sua volta, che non ha dipendenti, magazzini, organizzazione logistico imprenditoriale essendo soltanto titolare della sola Partita IVA mi fattura, per come appena detto, 850 più 22% d’IVA. Allo Stato non versa nulla, non avendo neanche istituito le scritture contabili e, quale evasore totale, non presenta manco le dichiarazioni fiscali. La Sogei[2], le definisce Partite IVA morte: morti che camminano, anzi che dico, morti che corrono!;
  4. Insomma, “compra a mille e vende a ottocentocinquanta” e ci guadagna pure, sembra un gioco di prestigio.

Armonizzazione fiscale

Se passasse l’idea del Superministro delle finanze in ambito europeo come minimo si potrebbe pensare ad una armonizzazione fiscale in grado di assicurare che, acquistare in Olanda equivarrà acquistare a Roma. Il ministro italiano dell’Economia Pier Carlo Padoan ha già fatto sapere di essere favorevole all’idea.

Sarebbe un passaggio epocale per la lotta alle frodi carosello e alle frodi all’IVA comunitaria che da sempre, sembra rappresentare il vero tallone d’Achille del complessivo sistema di contrasto.

Per queste ragioni trovo la proposta Junker eccellente e di una efficacia straordinaria, idonea a contenere gli abusi ed aiutare l’economia sana a crescere.

Ma si sa che per noialtri umani le cose semplici stentano a decollare.

Noi siamo complicati per natura, per definizione!

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[1] Perché si possa parlare di operazioni intracomunitarie, relativamente alle merci, occorre essere in presenza dei  seguenti elementi:

  • soggettivo: i due operatori che intervengono nella transazione devono essere due soggetti identificati ai fini IVA in due territori comunitari (iscrizione nella banca dati Vies);
  • oggettivo: l’operazione deve comportare il passaggio della proprietà del bene dal cedente al cessionario, con trasferimento a titolo oneroso;
  • territoriale: la transazione deve comportare la movimentazione fisica dei beni da un territorio comunitario ad altro territorio intra-Ue

[2] Società Generale Informatica che gestisce l’Anagrafe tributaria (società partecipata dal Mef)

NOTA BENE: Le opinioni espresse e le raccomandazioni formulate sono da considerare personali e non rispecchiano necessariamente quelle di Wall Street Italia, i cui orientamento e linea editoriale rimangono indipendenti e neutri.