Zingales: “Via da euro. Italia, basta elemosina per scopi elettorali”

26 Settembre 2016, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – “Alle condizioni attuali l’euro è insostenibile”. A dirlo Luigi Zingales, economista della University of Chicago nel corso di una lunga intervista al quotidiano Repubblica in cui centrale è il tema dell’austerity in Italia e la stagnazione indotta dalla rigidità tedesca.

In merito proprio alla Germania, il noto economista spiega il perché a suo dire il paese di Angela Merkel rimane un forte sostenitore tenace dell’austerità fiscale.

“Perché le conviene che questa situazione continui all’infinito. È difficile che qualcuno cambi idea se non gli conviene, a meno che non sia costretto a farlo. I tedeschi temono di pagare il conto delle spese altrui e su questo non hanno tutti i torti. Per questo è necessaria una politica fiscale comune che non sia un semplice trasferimento dal Nord al Sud, ma un meccanismo bilanciato di aiuto reciproco nei momenti di difficoltà. Il ministro Padoan ha fatto bene a lanciare la proposta di un’assicurazione europea sulla disoccupazione: purtroppo questo non sembra essere il tema centrale della politica europea dell’Italia”.

Il consiglio di Zingales all’Italia per sbloccare l‘austerity di marca tedesca è quello di non “piangersi addosso” e dire chiaramente che oggi così com’è l’euro è insostenibile.

“Di certo smetterla di elemosinare decimali da spendere a scopi elettorali rendendosi poco credibile. Dovrebbe invece iniziare una battaglia politica a livello europeo. Dire chiaramente che alle condizioni attuali l’euro è insostenibile. O introduciamo una politica fiscale comune che aiuti i paesi in difficoltà o dobbiamo recuperare la nostra flessibilità di cambio. Tertium non datur. Il rischio per gli italiani è quello di finire come la rana in pentola: se la temperatura aumenta lentamente non ha la forza per saltare fuori e finisce bollita. Il nostro Paese non cresce da vent’anni. Quanto ancora possiamo andare avanti? Certo, la battaglia per completare l’unione monetaria o scioglierla è tremendamente difficile”.