Wall Street Journal: “Italia ha dimenticato come si cresce”

1 Marzo 2018, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – L’Italia è un paese che ha dimenticato la crescita. Così scrive il Wall Street Journal che dedica un ampio articolo alla situazione del paese alla vigilia del voto del 4 marzo.

“La campagna che ha preceduto le elezioni nazionali del 4 marzo scorso ha avuto come protagonisti promesse populiste di grandi dimensioni, ma ha trascurato ciò che gli economisti hanno da tempo detto è la vera malattia italiana: il paese ha dimenticato come crescere”.

Secondo l’articolo del WSJ, l’economia si sta riprendendo dagli sconvolgimenti degli ultimi anni ad un ritmo più lento rispetto al resto d’Europa.

“Il nocciolo del problema è la mancanza di crescita della produttività, il che significa che il paese ha perso costantemente il contatto con un mondo in rapido cambiamento nell’ultimo quarto di secolo (…) L’ economia italiana si è fortemente contratta nella crisi del debito europeo all’inizio di questo decennio. Una tardiva ripresa in atto ha determinato nel 2017 una crescita dell’ 1,5%, inferiore di un punto percentuale rispetto all’intera area dell’ euro e insufficiente a dissipare il pervasivo senso di declino nazionale degli italiani. Molti politici europei considerano la stasi dell’Italia come la causa più probabile di una futura crisi della zona euro, anche se la moneta comune sembra ormai sicura”.

Secondo i ricercatori dell’Istituto Einaudi per l’Economia e la Finanza, un think tank di Roma finanziato dalla banca centrale italiana, il problema della produttività dell’ Italia è dovuto in parte alla disfunzionalità del governo e in parte alle abitudini imprenditoriali radicate.

“Le grandi imprese che costituiscono la spina dorsale dell’economia italiana sono troppo spesso gestite da anziani (…) La mentalità in Italia è quella di vedere l’ azienda come parte della famiglia. Questo è il nemico dello sviluppo del business “.