Wsj a Merkel: alert Eurozona, “salvi Deutsche bank e banche italiane”

29 Settembre 2016, di Alessandra Caparello

LONDRA (WSI) – La Germania salvi Deutsche bank e le banche italiane, smettendola di porre paletti. Così scrive in un lungo editoriale pubblicato su Marketwatch, portale del gruppo Wall Street Journal, Matthew Lynn, financial columnist inglese.

Lynn lancia un appello alla cancelliera tedesca Angela Merkel affinchè agisca in fretta per evitare una nuova grave crisi finanziaria come quella del 2008.

“Angela Merkel deve dire a chiare lettere che  il governo tedesco sta dietro Deutsche Bank  per sostenerla se necessario (…) Berlino dovrebbe entrare nel capitale della banca come fece la Gran Bretagna nel 2008 con i Lloyds (…) ciò deve avvenire subito, perché anche solo la minaccia di lasciar andare il problema è follia pura e prima Merkel lo capisce meglio è”.

Nei fatti, Lynn suggerisce alla cancelliera di “trattare” con il Dipartimento di giustizia americano per tagliare la maxi multa da 14 miliardi di dollari comminata a Deutsche bank per i mutui subprime, rivolgendosi magari al presidente Barack Obama.

Ma la parola d’ordine è agire subito visto che a novembre ci saranno le presidenziali e se dovesse vincere il repubblicano Donald Trump margini di trattativa saranno pressochè inesistenti.

Salvando la banca tedesca si salveranno altri istituti in difficoltà, in primis quelli italiani che necessitano di una urgente ricapitalizzazione ma a causa dell’insistenza tedesca per il bail-in non ci riescono.

Salvando Deutsche bank si salverebbero le altre banche in tutta l’Eurozona.

A rispondere alle osservazioni di Matthew Lynn proprio l’amministratore delegato di Deutsche Bank John Cryan, che dalle colonne del quotidiano Bild ha precisato che la banca non ha mai preso in considerazione gli aiuti di Stato – “Non ho mai chiesto una mano al cancelliere”- nascondendo la testa sotto la sabbia.

“La banca non ha bisogno di aumenti di capitale, oggi corre meno rischi in bilancio di un tempo e non ha problemi di liquidità”.

Vengono elencate anche cinque ragioni per cui Merkel dovrebbe intervenire subito.

Prima si risolverà il problema e meglio sarà. Come abbiamo visto nel 2008, una volta che gli investitori iniziano a dubitare della credibilità di una banca, allora il gioco è fatto, a prescindere da quanto i fondamentali siano solidi o meno. Deutsche Bank non versa in una condizione da corsa agli sportelli, ma è pericolosamente vicina a essa.

Deutsche Bank sta impedendo che avvengano altri salvataggi. Deutsche è infatti ben lontana dall’essere l’unica banca nei guai. Le banche italiane si portano dietro una ferita infettata da quasi un anno, e hanno bisogno di essere ricapitalizzate in modo veloce, ma l’insistenza della Germania sul bail-in sta impedendo che ciò avvenga. Un salvataggio per Deutsche Bank potrebbe aprire la porta alla possibilità di salvare altre banche dell’Eurozona, e potrebbe aiutare a sistemare l’economia debole del Continente.

Terzo fattore, guardate alle elezioni Usa. La Germania deve mettere sotto pressione l’America, affinché la multa da $14 miliardi (imposta a Deutsche Bank) venga ridotta. Gli Usa non hanno interesse ad assistere a una nuova crisi finanziaria in Europa, così come nessun altro, per cui ci dovrebbero essere spazi per trattare – anche se al dipartimento di Giustizia questa opzione non piace. Ma le trattative sarebbero possibili se Donald Trump diventasse presidente? No. E sarebbero difficili anche con Hillary Clinton. Ma il presidente Barack Obama potrebbe riuscire a siglare un accordo negli ultimi 2 mesi o ultimo mesi del suo mandato.

Quarto punto: l’Eurozona ha bisogno di un sistema bancario tedesco che versi in buone condizioni di salute. Il surplus commerciale della Germania ora rappresenta un’alta percentuale del Pil pari al 9%, gran parte della quale verso il resto dell’Eurozona. Questi soldi devono tornare all’economia, e ciò può accadere solo se attraverso i prestiti erogati dalle banche tedesche nel Continente. Le banche solide possono farlo, quelle deboli no. Se tale situazione si protrae per troppo tempo, l’area euro tornerà presto in recessione, e questa è l’ultima cosa che sia la Germania sia qualsiasi altro paese desidera.

Quinto punto. Qualcuno immagina lontanamente che Deutsche Bank sia forte abbastanza da sopravvivere a una crisi? L’economia tedesca sta andando piuttosto bene. L’Eurozona sta assistendo a una ripresa tiepida. E c’è la Bce, che sta iniettando liquidità in modo furioso nel sistema. Nonostante tutto ciò, Deutsche Bank ha problemi. Quando l’economia peggiorerà, e succederà un giorno, allora la situazione peggiorerà notevolmente. E sarà molto più difficile sanarla.