WORLDCOM: ASSOGESTIONI CHIEDE CHIAREZZA

26 Giugno 2002, di Redazione Wall Street Italia

Il Comitato esecutivo di Assogestioni, l’associazione del Risparmio Gestito, interviene nell’analisi della situazione finanziaria alla luce anche della vicenda WorldCom, evidenziando le differenze tra il sistema Usa e quello Unione Europea e invitando le autorità a prendere posizione a difesa del mercato.

“Manderemo una lettera a Consob e Banca d’Italia” ha dichiarato il Presidente, Prof. Guido Cammarano “come appello perché le autorità mettano in luce le profonde differenze tra il sistema di regolamentazione italiano ed europeo e quello Usa”.

“Ci rivolgiamo alle autorità perché sottolineino in tutte le sedi, che le regole del Vecchio Continente garantiscono in misura assai maggiore gli investitori”. In Europa, infatti, il sistema di organizzazione delle imprese prevede un organo di controllo esterno al consiglio di amministrazione (in Italia il collegio sindacale, per i tedeschi il board dei supervisor), ovvero un organo di controllo che garantisce relativamente alle malversazioni.

“Nel mercato americano l’assenza di questi organismi produce minor controllo, maggior rischio e dunque maggiori effetti negativi potenziali sul mercato”.
“Ci aspettiamo che le autorità di vigilanza agiscano in un coordinamento pan-europeo” sostiene ancora Cammarano “per affermare fortemente la robustezza della tutela del risparmiatore nel nostro continente”.

Secondo i massimi rappresentanti del Risparmio Gestito, in Europa l’elemento di rischiosità che si sta manifestando nelle disavventure di alcune società americane è fortemente inferiore. “Il mercato azionario Europeo appare decisamente sottovalutato rispetto alle prospettive degli utili delle società”, ha dichiarato Marco Mazzucchelli Amministratore delegato di San Paolo IMI Asset Management SGR. “Analoghi livelli di sottovalutazione, quando toccati nel corso degli ultimi 20 anni, hanno tipicamente rappresentato una buona occasione di acquisto per gli investitori. Il problema della trasparenza dei bilanci, peraltro, non è generalizzato: si concentra negli Stati Uniti ed è particolarmente evidente in quei settori che più hanno beneficiato della salita dei mercati azionari alla fine degli anni ‘90”.

“Non si tratta ne’ di crisi sistemica ne’ di crisi finanziaria” ha commentato Giovanni Landi, AD di Nextra I.M. SGR (Gruppo IntesaBci) “ma di situazioni specifiche e di comportamenti molto gravi di alcune società americane, dove il contesto dei controlli e’ assai meno tutelante di quello europeo ed italiano. Gli eccessi che si stanno manifestando sono di sfiducia e non sono coerenti con i fondamentali”.

“La nostra valutazione” ha dichiarato Massimo Ferrari, AD di Romagest, “è che questi fatti non dovrebbero accecare la razionalità degli investitori e portarli a prendere decisioni in condizioni non serene. Un buon numero di blue chip europee vengono trattate a prezzi chiaramente sottovalutati e molte società a piccola e media capitalizzazione mostrano utili in crescita. E’ importante quindi ricordare che il sistema è sano e che proprio in questi casi si rivela il beneficio della diversificazione.”

“Siamo ottimisti che la freddezza degli operatori e la maturità degli investitori sapranno operare i necessari distinguo a vantaggio del sistema” ha concluso Fabio Galli, Segretario Generale di Assogestioni. “E’ proprio in questi momenti che la gestione professionale del risparmio può guidare i risparmiatori al riparo dalle insidie, mentre il ‘fai-da-te’ può rivelarsi estremamente pericoloso. Disinvestire ora appare la decisione meno razionale”.