Scandalo Wells Fargo, Ceo al Senato: “è colpa nostra”

3 Ottobre 2017, di Alberto Battaglia

Il Ceo di Wells Fargo, ha recitato il mea culpa. Tim Sloan, presidente e Ceo della banca si è presentato all’audizione della commissione bancaria del Senato Usa per rispondere delle condotte di cui la quarta banca degli Stati Uniti si è resa protagonista in passato:

“I cambiamenti apportati dal signor Sloan e il suo team nono sono sufficienti a riformare la cultura aziendale che ha abusato dei clienti e dei dipendenti nel tentativo di gonfiare i suoi numeri e aumentare i compensi dei dirigenti”, ha tuonato all’inizio dell’audizione il senatore Sherrod Brown.

Gli obiettivi di vendita venivano raggiunti aprendo conti a insaputa dei clienti: 3,5 milioni di soggetti sono stati interessati da questa pratica illegale. In più, la banca ha confermato di aver forzato la sottoscrizione di 570mila polizze auto non richieste. Oltre 1780 dei 5200 lavoratori allontanati dall’istituto dopo lo scandalo dei conti falsi sono tornati al proprio posto.

Finora Well Fargo ha dovuto sborsare in in multe e risarcimenti dovuti a una class action oltre 300 milioni di dollari. Contestualmente c’è stato un cambio alla guida con l’addio all’ex ceo di lunga data, John Stumpf.

“Abbiamo capito troppo tardi la piena portata e la serietà dei problemi”, ha detto Sloan ai senatori, “i leader della banca hanno agito troppo tardi e in modo troppo incrementale. È stato inaccettabile”, ha ammesso il presidente di Wells Fargo, “sono profondamente dispiaciuto di aver deluso i nostri clienti e membri della squadra. Mi scuso per il danno fatto a tutte le persone che lavorano per quest’importante istituto”.