Unicredit: la scalata a Commerzbank fa un altro passo avanti, ora la partita si sposta sulla governance
Fonte: getty
Unicredit archivia l’offerta pubblica di scambio volontaria su Commerzbank con adesioni oltre le attese pari al 17,60% del capitale al termine del periodo supplementare. Il dato, superiore al 12,51% registrato alla chiusura della prima fase dell’offerta il 16 giugno, consente al gruppo di Piazza Gae Aulenti di rafforzare significativamente la propria posizione nella seconda banca tedesca.
Sommando la quota già detenuta prima dell’operazione, pari al 26,77%, UniCredit arriva a possedere direttamente il 44,37% del capitale di Commerzbank. A questa si aggiunge un ulteriore 3,22% detenuto attraverso strumenti finanziari convertibili con consegna fisica delle azioni, portando la partecipazione complessiva al 47,59%.
La posizione sui diritti di voto
Nel comunicato diffuso al termine dell’operazione, UniCredit sottolinea che “la posizione complessiva di UniCredit è pari al 47,59% del capitale di Commerzbank”, che “corrisponde al 49,65% dei diritti di voto di Commerzbank” alla luce della presenza di azioni proprie prive del diritto di voto. L’istituto precisa inoltre che “la percentuale salirà comunque a tale livello una volta che Commerzbank avrà effettuato l’annullamento delle azioni proprie, operazione che la banca si è impegnata a realizzare”.
La banca italiana conferma inoltre il 26,77% già detenuto direttamente e il derivato con consegna fisica sul 3,22%, mentre riduce dal 13,19% all’11,48% la quota potenziale rappresentata dai derivati con regolamento esclusivamente in contanti. Considerando anche questi ultimi strumenti, l’esposizione potenziale complessiva di UniCredit in Commerzbank sale al 59,07% del capitale, superando il 60% dei diritti di voto.
L’istituto aggiunge che “la conclusione dei periodi di offerta pubblica rappresenta un ulteriore passo avanti nell’attuazione dell’investimento strategico di Unicredit in Commerzbank” e conferma che l’istituto italiano “continuerà a ricercare un dialogo costruttivo con tutte le parti interessate, proseguendo al contempo i necessari iter regolamentari e autorizzativi connessi al proprio investimento”.
Il nodo politico e la governance
C’è da dire che il rafforzamento della partecipazione non produce effetti immediati sugli assetti di governo societario, poiché il regolamento dell’offerta resta subordinato al completamento dell’iter autorizzativo, a partire dal via libera delle autorità di vigilanza.
Ciò detto, l’avanzata di UniCredit riapre ora il dossier dei rapporti con Berlino. Fin dall’avvio della scalata, iniziata nel settembre 2024 con l’acquisto di una prima quota del 9% attraverso il collocamento sul mercato della partecipazione detenuta dal governo tedesco, sia l’esecutivo federale sia il management di Commerzbank, guidato da Bettina Orlopp, hanno espresso la propria contrarietà all’operazione.
I tentativi di dialogo avviati negli ultimi mesi non hanno finora prodotto risultati concreti. Tuttavia, una partecipazione ormai prossima alla maggioranza assoluta potrebbe modificare gli equilibri in vista delle prossime tappe della governance. Con una quota del 47,59%, UniCredit potrà infatti aspirare a esprimere fino a dieci componenti del Consiglio di sorveglianza di Commerzbank, organo chiamato a nominare il Consiglio di gestione. Un passaggio destinato comunque a concretizzarsi non prima dell’assemblea della primavera del 2027, subordinatamente al completamento delle autorizzazioni regolamentari.