Welfare a rischio: Irpef pagata da un autonomo su tre

1 Agosto 2016, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI)- Un’amara sorpresa è quella che arriva dalle dichiarazioni dei redditi degli italiani. Su 60,79 milioni di abitanti quelli che presentano una dichiarazione dei redditi sono solo 40,7 milioni e di questi solo 30,72 milioni dichiarano almeno 1 euro di reddito.  Il 46% dichiara solo il 5,1% di tutta l’Irpef pagando in media 305 euro l’anno, mentre il 15%, altri 9 milioni di italiani, paga il 9% dell’intero ammontare Irpef, per una imposta media di 1.665 euro l’anno. Questi i dati snocciolati da Il Corriere della Sera su varie categorie di lavoratori da cui emerge una triste verità: finanziare il nostro welfare sarà sempre più difficile. Partendo dai lavoratori dipendenti, su un totale Irpef versata di 167 miliardi, essi ne pagano 99 miliardi, circa il 60%. Rappresentano la metà dei contribuenti (sono 20,459 milioni su un totale di 40,7) ma ben il 54% dei dichiaranti redditi positivi (16,462 milioni su 30,728 milioni). “In termini di redditi troviamo 19mila soggetti con redditi dichiarati oltre i 300 mila euro; pagano una imposta pro capite di 182.650 euro l’anno esattamente come 609 lavoratori con redditi da zero a 15mila euro. Giusto per rendere evidente la situazione i suddetti 19.000, pari allo 0,09% dei contribuenti, pagano più tasse del 36,5% dei contribuenti con redditi fino a 15.000 € (il 5,26% contro il 3,41%). I lavoratori con oltre 100 mila euro di reddito sono l’1,17% (circa 240mila) e versano il 17,5% dell’Irpef. Tra i 20 e i 55 mila euro troviamo il 43,2% dei lavoratori dipendenti che versano il 55% di Irpef, per una media tra 3.277 e 7.476 €”. Per quanto riguarda i lavoratori autonomi, se ne stimano circa 7,5 milioni ma i dichiaranti sono 5,457 milioni di cui i versanti con redditi positivi solo 2,8 milioni. “Il primo gruppo di cittadini autonomi (pari al 77%), dichiara redditi tra 3.500 e 11.000 euro lordi l’anno. Il successivo 15,90% di autonomi con redditi tra i 15 e i 35.000 euro, paga un’Irpef media di circa 1.500 euro, insufficiente per coprire i costi della sola sanità. Solo il 6,45% degli autonomi (351 mila) paga imposte sufficienti mentre il restante 93,55% è a carico di altri lavoratori. Il totale Irpef pagata da questi lavoratori è pari a 9,6 miliardi cioè il 5,7% del totale”. Infine troviamo i pensionati che pagano 58,581 miliardi di Irpef (il 35% del totale Italia) di cui il 46,1% paga un’imposta sul reddito media di circa 350 euro l’anno da imputare non tanto alla pensione quanto ad altre entrate o rendite. “Occorre considerare che sulle 3.964.000 prestazioni assistenziali (invalidità, accompagnamento, pensione e assegno sociale e pensioni di guerra) e sulle prestazioni con integrazione al minimo e maggiorazione sociale (altre 4,467 milioni) non si paga l’Irpef salvo che il pensionato possegga altre rendite. Da tener presente che gran parte dei pensionati assistiti non ha pagato i contributi sociali nei 65 anni di vita attiva e neppure l’Irpef; tra questi una buona parte sono ex lavoratori autonomi”. Il Corriere della Sera su varie categorie di lavoratori da cui emerge una triste verità: finanziare il nostro welfare sarà sempre più difficile.

Partendo dai lavoratori dipendenti, su un totale Irpef versata di 167 miliardi, essi ne pagano 99 miliardi, circa il 60%. Rappresentano la metà dei contribuenti (sono 20,459 milioni su un totale di 40,7) ma ben il 54% dei dichiaranti redditi positivi (16,462 milioni su 30,728 milioni).

“In termini di redditi troviamo 19mila soggetti con redditi dichiarati oltre i 300 mila euro; pagano una imposta pro capite di 182.650 euro l’anno esattamente come 609 lavoratori con redditi da zero a 15mila euro. Giusto per rendere evidente la situazione i suddetti 19.000, pari allo 0,09% dei contribuenti, pagano più tasse del 36,5% dei contribuenti con redditi fino a 15.000 € (il 5,26% contro il 3,41%). I lavoratori con oltre 100 mila euro di reddito sono l’1,17% (circa 240mila) e versano il 17,5% dell’Irpef. Tra i 20 e i 55 mila euro troviamo il 43,2% dei lavoratori dipendenti che versano il 55% di Irpef, per una media tra 3.277 e 7.476 €”.

Per quanto riguarda i lavoratori autonomi, se ne stimano circa 7,5 milioni ma i dichiaranti sono 5,457 milioni di cui i versanti con redditi positivi solo 2,8 milioni.

“Il primo gruppo di cittadini autonomi (pari al 77%), dichiara redditi tra 3.500 e 11.000 euro lordi l’anno. Il successivo 15,90% di autonomi con redditi tra i 15 e i 35.000 euro, paga un’Irpef media di circa 1.500 euro, insufficiente per coprire i costi della sola sanità. Solo il 6,45% degli autonomi (351 mila) paga imposte sufficienti mentre il restante 93,55% è a carico di altri lavoratori. Il totale Irpef pagata da questi lavoratori è pari a 9,6 miliardi cioè il 5,7% del totale”.

 Infine troviamo i pensionati che pagano 58,581 miliardi di Irpef (il 35% del totale Italia) di cui il 46,1% paga un’imposta sul reddito  media di circa 350 euro l’anno da imputare non tanto alla pensione quanto ad altre entrate o rendite.

“Occorre considerare che sulle 3.964.000 prestazioni assistenziali (invalidità, accompagnamento, pensione e assegno sociale e pensioni di guerra) e sulle prestazioni con integrazione al minimo e maggiorazione sociale (altre 4,467 milioni) non si paga l’Irpef salvo che il pensionato possegga altre rendite. Da tener presente che gran parte dei pensionati assistiti non ha pagato i contributi sociali nei 65 anni di vita attiva e neppure l’Irpef; tra questi una buona parte sono ex lavoratori autonomi”.