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Il 2025 si prospetta come un anno cruciale per l’espansione degli investimenti istituzionali negli asset digitali. Secondo una nuova ricerca condotta da Nickel Digital Asset Management, hedge fund londinese specializzato in criptofondi, una quota significativa di investitori istituzionali e wealth manager prevede di aumentare ulteriormente la propria esposizione al settore nel corso dell’anno.
Cripto sempre più integrate nei portafogli professionali
In particolare, quasi 9 investitori su 10 (88%) dichiarano che aumenteranno la propria esposizione alle criptovalute nel 2025, consolidando un trend già osservato nel 2024, quando il 67% ha incrementato gli investimenti. Non si tratta più di operazioni marginali: attualmente il 43% ha allocato almeno il 2% dei propri asset in cripto, ma questa percentuale dovrebbe salire al 92% entro tre anni.
La visione di lungo periodo è chiara: il 98% degli investitori interpellati considera il settore attraente su un orizzonte quinquennale, e il 96% lo giudica promettente anche su base annuale.
Bitcoin verso quota $ 500 mila?
Le aspettative su Bitcoin sono particolarmente ambiziose: il 100% degli intervistati ritiene che il prezzo raggiungerà i 500.000 dollari. Il 10% si spinge a dire che ciò avverrà entro due anni, mentre l’83% vede questo traguardo realizzabile entro un arco temporale di due-cinque anni. Per il 59% il prezzo di fine 2025 si collocherà tra i 100.000 e i 125.000 dollari, mentre il 36% prevede livelli ancora superiori.
“Bitcoin a 500.000 dollari non è più un’ipotesi estrema – spiega Anatoly Crachilov, CEO e founding partner di Nickel Digital –. È diventato un obiettivo plausibile, inserito nei modelli strategici di lungo periodo degli investitori istituzionali. Questo slancio non è dettato dalla speculazione, ma da una pianificata integrazione delle criptovalute nei portafogli diversificati”.
Anche Ethereum gode del favore degli operatori. Il 98% degli intervistati ritiene che l’introduzione degli ETF su Ethereum avrà un impatto positivo sul prezzo, con il 25% che prevede effetti “molto positivi”. Il 93% degli investitori si aspetta un aumento delle quotazioni, e il 37% prevede che ETH supererà i 5.000 dollari entro la fine dell’anno.
I fondi pensione guideranno la carica
Tra i gruppi di investitori istituzionali, i fondi pensione sono ritenuti i più propensi ad aumentare in modo significativo la propria esposizione agli asset digitali: il 70% degli intervistati prevede un incremento marcato degli investimenti da parte di questa categoria nei prossimi due anni, mentre il restante 30% si divide tra aumenti più moderati o mantenimento dei livelli attuali. Nessuno prevede riduzioni.
I wealth manager seguono da vicino: il 57% dovrebbe aumentare significativamente gli investimenti in cripto, mentre un ulteriore 31% si attende un incremento più contenuto. Anche in questo caso, nessuno prevede tagli.
Più cauti, ma comunque in crescita, i family office: il 40% li ritiene pronti a un’espansione rilevante, il 42% prevede aumenti moderati, il 17% non prevede cambiamenti e solo l’1% si dichiara incerto o negativo. Anche gli hedge fund mostrano un trend analogo, con il 35% orientato a rafforzare in modo deciso l’esposizione e il 46% che prevede un incremento più contenuto.
Infine, pur partendo da livelli generalmente più conservativi, anche i fondi sovrani sono destinati a muoversi: il 17% dovrebbe aumentare significativamente gli investimenti, mentre un sorprendente 72% adotterà un approccio più graduale. Nessuno, però, prevede un disimpegno.