Wall Street tonica, grazie Yellen

11 Febbraio 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Wall Street chiude la seduta in rialzo nel giorno della prima testimonianza in Congresso del nuovo presidente della Fed Janet Yellen, che sara’ ascoltata nuovamente questa volta in Senato, giovedi’. L’indice S&P500 sale sopra il livello chiavedi 1800 per la prima volta da metà gennaio, il Dow Jones torna sopra quota 16 mila punti per poi ripiegare leggermente nel finale mentre il Nasdaq porta in nero il bilancio annuale. Yellen ha ribadito che continueranno le scelte di politica monetaria gia’ iniziate dal suo predecessore Ben Bernanke, ossia una riduzione graduale del ritmo con cui acquista Treasury e bond ipotecari. I tassi di interesse inoltre resteranno bassi anche dopo che il tasso di disoccupazione sara’ sceso sotto il 6,5%.

A fine seduta il Dow guadagna l’1,22% a 15.995 punti, il Nasdaq sale dell’1,03% a 4.191 punti mentre lo S&P 500 cresce dell’1,12% a 1.820 punti.

Sugli altri mercati, il petrolio ha terminato in perdita invertendo la rotta sul finale: i future a marzo sono calati di 12 centesimi a 99,94 dollari il barile, segnando il primo ribasso in 6 sedute. Nel frattempo, i titoli di Stato americani chiudono negativi con rendimenti in aumento al 2,72% per il benchmark decennale e al 3,68% per il titolo trentennale. Sui mercati valutari, l’euro scende a 1,3639 dollari mentre il biglietto verde avanza a 102,65 yen.

Tutti gli occhi, come dicevamo, si sono concentrati sul debutto al Congresso della neo presidente della Fed, Janet Yellen, secondo la quale se l’economia Usa continuerà a migliorare la Fed proseguirà col tapering e cioè assicurerà un “graduale e ulteriore ritiro” delle misure di stimolo. La Yellen poi, di fronte alla commissione bancaria del Senato, dice di aspettarsi “una forte continuità” con la politica del suo predecessore Ben Bernanke.

Secondo la Yellen, dunque, l’economia Usa si sta rafforzando abbastanza da sopportare un ritiro degli stimoli, anche se i tassi d’interesse continueranno a restare bassi per alimentare la crescita. La Yellen dice anche di stare monitorando la volatilità sui mercati globali, anche se non pensa che essa possa rappresentare un serio rischio per l’economia Usa.Tutti gli occhi sono puntati sulla prima testimonianza al Congresso di Janet Yellen da neo presidente della Federal Reserve.

Gli economisti si aspettano che la Fed continui a ridurre il suo programma di acquisti di asset nella sua prossima riunione di metà marzo, dopo aver già dato una sforbiciata di 20 miliardi di dollari nelle riunioni di dicembre e gennaio. Al momento il piano di acquisti ammonta a 65 miliardi dollari ogni mese

Yellen ha inoltre rassicurato gli investitori, dicendo che la volatilità dei mercati globali non modificherà la posizione della Fed in materia di politica monetaria.

Per Phil Orlando, strategist presso Federated Investors, “Il fatto che Yellen abbia confermato che proseguirà con la politica di tapering significa che i problemi nei mercati emergenti non sono così significativi da trascinare gli Stati Uniti verso una recessione”. “Dopo il selloff sui mercati iniziato a metà gennaio e durato fino ai primi di febbraio, le obbligazioni sono entrate in una fase di ipercomprato mentre le azioni sono state ipervendute. Per il resto dell’anno non escludiamo ulteriori prese di beneficio. Tuttavia crediamo che i cali del 6% dello S & P 500 e dell’8% del Russell 2000 visti in questo inizio d’anno siano al capolinea”.

Sul fronte macro, delusione dalle scorte all’ingrosso che, in dicembre, sono aumentate dello 0,3%. Il dato riportato oggi dal dipartimento del Lavoro e’ peggiore delle attese degli analisti che si attendevano un rialzo dello 0,5%. Complessivamente nel 2013, la crescita delle scorte si è attestata al 3,9% annuale, il tasso più basso da quattro anni a questa parte.

Notizie positive sono invece arrivate sul fronte del debito. Almeno per il momento sembra allontanarsi lo spettro del default, quando mancano una manciata di giorni al 27 febbraio, scadenza ultima in cui finiranno le misure straordinarie messe in atto dal Dipartimento del tesoro americano. Oggi lo speaker della Camera, il repubblicano John Boehner, ha detto che l’assemblea da lui presieduta votera’ sul tetto al debito senza porre emendamenti o condizioni. Fino a questa mattina si credeva che i repubblicani avrebbero alzato il tetto al debito solo se i democratici avessero concesso lo stop alla prevista riduzione degli aggiustamenti al costo della vita delle pensioni dei militari.

Una spinta ulteriore arriva dalla Cina, dove uno dei suoi settori di punta è stato promosso di una big di Wall Street.

Sul fronte dei titoli: Apple è uscita sconfitta dall’ultimo tentativo di sospendere un monitoraggio antitrust deciso da un tribunale: una corte d’appello federale ha infatti respinto le argomentazioni del colosso Usa secondo cui i lavori della missione di sorveglianza causavano al gruppo danni irreparabili. La corte ha disposto che l’ispettore Michael Bromwich possa continuare a esaminare la politica di Apple in tema di concorrenza mentre la società porta avanti un ricorso più ampio per rimuovere del tutto la sorveglianza. Su un altro fronte, l’investitore attivista miliardario Carl Icahn ha interrotto la sua campagna che incitava Apple ad aumentare il programma di buy-back, citando i recenti acquisti di azioni proprie da parte del gruppo. GM e le sue joint ventures cinesi nel mese di gennaio hanno venduto in Cina 348.061 veicoli, il 12% in più rispetto all’anno scorso. BlackBerry ha annunciato ieri sera che Andrew Bocking, responsabile delle attività di instant messaging, ha lasciato il gruppo, senza fornire ulteriori spiegazioni.