Wall Street spaventata dal “tapering”, S&P sotto 1.700

6 Agosto 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Seconda seduta di fila per Wall Street con il segno meno sotto il peso delle parole di Charles Evans, governatore della Fed di Chicago, che ha fatto eco al suo collega Dennis Lockhart della Fed di Atlanta, ripetendo che la Banca centrale potrebbe presto ridurre il suo programma di acquisto di bond, attualmente al ritmo di 85 miliardi di dollari al mese. Evans è considerato uno tra le colombe della Federal Reserve. A fine seduta, il Dow Jones cede lo 0,60% a 15.519,29 punti, il Nasdaq arretra dello 0,73% a 3.666 punti e lo S&P 500 scende dello 0,59% a 1.670 punti. Il petrolio perde l’1,02% a 105,47 dollari il barile.

Nel frattempo, i titoli di Stato americani hanno azzerato le perdite e continuano sulla parità con rendimenti al 2,64% per il bond decennale e al 3,73% per il bond trentennale. Sui mercati valutari, l’euro avanza a 1,3307 dollari, mentre il biglietto verde perde terreno contro lo yen a 97,70. Ieri Richard Fisher, presidente della Fed di Dallas, ha detto che un passo indietro della Fed sul fronte del terzo round di allentamento monetario e’ vicino, ma non ha suggerito alcuna tempistica precisa. Dennis Lockhart, presidente della Fed di Atlanta, ha dichiarato oggi in un’intervista che il rallentamento del piano di acquisto di Treasury e bond ipotecari potrebbe arrivare a settembre ma – in linea con la posizione del governatore Ben Bernanke – ha spiegato che tutto dipende dall’andamento dell’economia.

A livello societario, si mette in mostra il Washington Post (+5,64%) all’indomani dell’annuncio del cambio di proprieta’. Il fondatore di Amazon (-0,35%) Jeff Bezos ha messo di tasca propria 250 milioni di dollari per rilevare il gruppo editoriale, l’ultimo segno del consolidamento del settore americano. Nel fine settimana il New York Times (+2%) ha ceduto – in perdita – il Boston Globe al proprietario dei Red Sox per 70 milioni di dollari. Ibmperde terreno (-2,2%) dopo la bocciatura degli analistidi Credit Suisse. Nell’abbigliamento, tonfo per American Eagle Outfitters (-15,45%) dopo una trimestrale deludente.

Sul fronte macro, migliora intanto a giugno deficit commerciale degli Stati Uniti, che si è attestato $34,2 miliardi, al minimo dall’autunno del 2009.

I prezzi del rame fanno un balzo dell’1% e anche le quotazioni del petrolio avanzano, aiutate dall’indebolimento del dollaro nei confronti dell’euro.

Il rendimento dei Bund decennali tedeschi è salito di un punto base all’1,7%, mentre i tassi sui Treasuries con scadenza analoga scivolano per il secondo giorno di fila, di pari passo con l’indebolimento di Wall Street. Il Tesoro Usa si prepara a collocare sul primario titoli per 72 miliardi di dollari a partire da oggi.

“L’economia mondiale sta migliorando”, ha dichiarato in una email a Bloomberg Neil Jones, head of European hedge-fund sales presso Mizuho Bank. “I dati pubblicati oggi in Italia e nel Regno Unito continuano ad andare nella direzione che indicano le attese, in particolare considerando che entrambe le due economie sono state colpite duramente durante la crisi”.

In ambito valutario, euro +0,23% a $1,3287; dollaro/yen -0,22% a JPY 98,08; euro/franco svizzero +0,11% a CHF 1,2306; euro/yen +0,02% a JPY 130,32.

Sui mercati delle commodities, i futures sul petrolio +0,38% a $106,96 al barile, oro -0,58% a $1.285.