Wall Street si risolleva con i tech

22 Novembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Wall Street, grazie a un recupero iniziato nelle ultime due ore di contrattazioni, riesce a cancellare gran parte delle perdite intraday. E’ il Nasdaq a registrate un buon rialzo, dimostrazione di come sia stato proprio il comparto tecnologico a distinguersi.

Il Dow ha ceduti lo 0.22% a 11178.58 (-24.97 punti), su dello 0.55% il Nasdaq a 2532.02 (+13.90 punti). Calo dello 0.16% a 1197.84 per l’S&P 500 (-1.89 punti). Per il benchmark Usa il livello di supporto resta a 1190.

Quello bancario (-1.31% ma e’ arrivato a cedere il 2%) e’ restano sul fondo: Fbi e Sec stanno indagando su quello che potrebbe essere il maggiore caso di insider trading. Svolte irruzioni negli uffici di tre hedge fund. Tra i titoli piu’ penalizzati Goldman Sachs (GS, $161.05, -$5.62).

E’ passato in sordina il salvataggio dell’Irlanda. Gli operatori si domandano se il salvataggio dell’Irlanda sia o meno sufficiente a ristabilire fiducia utile per una stabilita’ finanziaria nell’Eurozona.

“La notizia che il governo irlandese era vicino ad accettare gli aiuti aveva dato ai trader motivo di festeggiamenti per l’inizio della settimana ma ora c’e’ la consapevolezza che tutto cio’ non sara’ sufficiente per porre fine alla crisi del debito sovrano in Europa”, ha dichiarato a MarketWatch Will Hedden, trader di IG Index.

Jim Reid, di Deutsche Bank, dal canto suo ha spiegato che “e’ solo questione di tempo su quando si presentera’ un prossimo problema”. In generale ci si domanda quale sara’ il prossimo paese a ricorrere al salvagente dell’Unione Europea, per la prima volta scesa in campo otto mesi con la Grecia: Portogallo o Spagna?

Sebbene Fmi e Ue abbiano ben accolto la decisione di Dublino di accedere agli aiuti, impietosa e’ l’agenzia di rating Moody’s, pronta a una sforbiciata del debito dell’Irlanda. Non usa mezzi termini il famoso investitore Jim Rogers, secondo cui Dublino dovrebbe essere lasciata fallire.

I dettagli del piano saranno discussi in settimana ma certo e’ che l’attuale governo scricchiola: secondo il partito dei verdi a meta’ gennaio bisogna indire le elezioni generali. A trarre un sospiro di sollievo e’ comunque il mercato del reddito fisso: il rendimento sul decennale irlandese si e’ riportato sotto l’8% (venerdi’ era all’8.1%) dopo essersi spinto fino al 9% a inizio mese. In calo anche il costo per assicurarsi contro un fallimento del paese.

Che il salvagente accettato dall’Irlanda sia insufficiente per spegnere i timori sul debito sovrano in Europa e’ chiaro dall’andamento dei listini. Il FTSE a Londra ha chiuso in calo dello 0.8%, il CAC a Parigi ha perso l’1%, -0.35% per il DAX a Francoforte. E’ andata molto peggio in Spagna (-2.7%) e Italia (-2%) cosi’ come in Irlanda, Portogallo e Grecia.

Ecco la fotografia dei mercati asiatici: in Giappone +0.9% per il Nikkei, Hang Seng a Hong Kong ha perso lo 0.4%, in Cina lo Shanghai Composite ha registrato -0.2%, il Sensex in India e’ rimbalzato dell’1.9%.

In Usa i trader, in una giornata priva di dati macro, non riescono a trovare spunti nemmeno dal riaccendersi dell’M&A. Humana (HUM, +4.12%) compra Concentra (societa’ privata dell’health care con sede in Texas) per $790 milioni. Attachmate e’ disposta a pagare $2.2 miliardi, pari a $6.10 ad azione, per aggiudicarsi Novell (NOVL, +6.44%).

Netflix (nflx, +8.89%) ha svelato una nuova offerta: per $7.99 al mese sara’ possibile vedere in streaming tutti i film di cui la societa’ di videonoleggio dispone. L’idea e’ che sempre piu’ utenti preferiscono guardare una pellicola in streaming piuttosto che su DVD. Tyson Food (TSN, +6.14%) ha registrato nel quarto trimestre utili netti per $208 milioni contro una perdita da $457 milioni messa a segno nello stesso periodo dell’anno scorso. Il risultato e’ in linea alle attese. Al suono della campanella Hewlett-Packard (HPQ, +1.79%) ha registrato conti superiori alle attese.

Sugli altri mercati, nel comparto energetico, i futures sul petrolio con consegna gennaio hanno ceduto $0.24 a quota $81.74 il barile. Il derivato con scadenza gennaio dell’oro ha segna +0.7% a $1357.80 l’oncia. Sul fronte valutario l’euro e’ in calo dello 0.36% a quota $1.3624. Il rendimento dei titoli di stato Usa a 10 anni termina la sedura al 2.8130% dal 2.87% di venerdi’.