Wall Street si riprende dallo shock svizzero, chiusura sui massimi

16 Gennaio 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Wall Street chiude in rialzo, interrompendo così una serie di cinque sedute consecutive al ribasso. In una seduta particolarmente volatile, gli investitori hanno riscoperto ottimismo grazie al rimbalzo del greggio e alla fiducia dei consumatori: il dato preliminare di gennaio calcolato dall’Universita’ del Michigan e’ tornato ai massimi di un decennio.

Intanto i gruppi finanziari fanno i conti dello “tsunami” svizzero: Citigroup per esempio sembra abbia perso almeno 150 milioni di dollari a causa della mossa della Banca nazionale svizzera, che ieri a sganciato il franco svizzero dell’euro.

Nel finale, il Dow guadagna l’1,10% a quota 17.512, l’S&P 500 aumenta dell’1,32% a quota 2.019, il Nasdaq cresce dell’1,38% a quota 4.634 punti.

Il petrolio ha chiuso la seduta odierna in aumento di 2,44 dollari, il 5,3%, a 48,69 dollari al barile. Grazie anche alle stime odierne dell’Agenzia internazionale dell’energia, il greggio e’ riuscito ad archiviare la prima settimana in positivo dopo sette consecutive in calo. La performance nell’ottava e’ stata di un risicato +0,68%.

Sul fronte macro, fari puntati sull’inflazione in discesa. I prezzi al consumo americani lo scorso dicembre sono calati dello 0,4% rispetto a novembre, secondo i dati diffusi dal Dipartimento del Lavoro. Si tratta del calo maggiore su base mensile dal dicembre 2008. A pesare sull’inflazione Usa e’ stato il calo del 4,7% accusato dal prezzo dell’energia e in particolare di quello del 9,4% del prezzo della benzina.

Escludendo le voci alimentari ed energia, i prezzi sono rimasti invariati. Il dato e’ in linea con le attese degli analisti. Su base annua, invece, l’indice dei prezzi e’ salito dello 0,8%, in rallentamento rispetto al +1,3% di novembre. Si tratta della variazione piu’ piccola dall’ottobre 2009, quando i prezzi calarono dello 0,2%.

Se l’inflazione bassa persiste, la Federal Reserve ha piu’ tempo a disposizione prima di alzare i tassi. Tanto piu’ che a livello annuale l’indice e’ cresciuto dello 0,8%, il passo piu’ lento dall’ottobre 2009.

Sempre sul fronte macro, a dicembre la produzione industriale negli Stati Uniti e’ calata dello 0,1% praticamente in linea con le attese (che erano per un dato invariato). A novembre la produzione industriale era invece cresciuta dell’1,3%

Sotto i riflettori dal fronte societario gli utili di Goldman Sachs, che hanno messo in evidenza come la banca abbia riportato un fatturato legato alle operazioni di trading, su base annua, al minimo dal 2005. Il calo ha portato gli utili netti del quarto trimestre a scendere -7,1% a $2,17 miliardi, o $4,38 per azione, da $2,33 miliardi, o $4,60 per azione, dello stesso periodo dello scorso anno. Goldman ha comunque battuto le attese di $4,36 per azione.

Nel frattempo, Intel ha chiuso il quarto trimestre con utili oltre le attese, ma il fatturato e i margini del trimestre in corso hanno deluso le attese. Diversi broker sono intervenuti sul titolo, per lo più alzando i target price.

Sul fronte valutario l’euro -0,29% a $1,1594. Dollaro/yen +0,28% a JPY 116,51. Euro/franco in recupero, +2,24% a CHF 1,0132. Euro/yen -0,04% a JPY 135,04. Dollari/franco svizzero +1,78% a CHF 0,8734.

Per la prima volta dopo cinque sedute di fila al rialzo, i prezzi dei Treasury perdono quota. Nonostante avessero iniziato la giornata all’insegna del rafforzamento, i titoli di stato americani si sono indeboliti dopo il dato preliminare della fiducia dei consumatori calcolata dall’Universita’ del Michigan, a gennaio salito sui massimi di un decennio. Il decennale vede rendimenti – che si muovono inversamente ai prezzi – in aumento all’1,8205%. Il rendimento del titolo a tre mesi invece e’ in calo allo 0,0253%.

(Lna- Mt)