Wall Street senza bussola: si sgonfia euforia Fed

12 Febbraio 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Dopo un avvio euforico, Wall Street si sgonfia nel finale e chiude a due velocità. Sembra essersi dunque già esaurito l’entusiasmo mostrato ieri dagli investitori sul proseguimento della politica espansiva della Fed. A fine seduta, il Dow segna un calo dello 0,19% a 15.964 punti, dopo aver superato in avvio la soglia dei 16 mila punti. Sale il Nasdaq: +0,12% a 4.201. Mentre lo S&P arretra dello 0,04% a 1.819 punti.

Nella serata americana di ieri la Camera ha approvato la sospensione del tetto al debito fino al marzo 2015 dando slancio ai mercato asiatici, aiutati anche da dati migliori del previsto sull’export cinese. Quelli europei si muovono al rialzo complice l’aggiornamento dell’outlook dell’economia inglese da parte della Bank of England.

Le parole di Janet Yellen hanno alimentato le speranze per un sostegno continuativo della Federal Reserve alla ripresa dell’economia. Grazie alle dichiarazioni della neo governatrice, la vigilia Wall Street ha portato a termine il rally di quattro giorni più poderoso da oltre un anno.

Nonostante le rassicurazioni sul sostegno della Fed all’economia, le notizie che arrivano sul fronte immobiliare sono tutt’altro che positive. La domanda di mutui negli Usa è scesa nell’ultima settimana del 5%, muovendosi intorno ai minimi del 1995. Lo rivela la Mortgage Bankers Association, secondo la quale i rifinanziamenti arretrano dello 0,2%. In un periodo più lungo (grafico), emerge che dall’inizio della politica di QE della Fed, la domanda dei mutui è stata complessivamente piatta.

Nel frattempo, il presidente della Fed di St. Louis, James Bullard, ha comunicato le nuove stime sul Pil Usa per l’anno in corso, riviste al rialzo al 4%.

Al di là del recupero messo in atto nelle ultime sedute, nelle sale operative la domanda resta la stessa in circolazione da inizio anno: i mercati saranno in grado di tenere i livelli raggiunti, o addirittura incrementarli, in presenza di un rallentamento del sostegno della Fed. Di qui, una secondo domanda: la correzione è finita o, quella vista in queste prime settimane dell’anno, è solo un primo assaggio? Secondo un operatore di Wall Street, in questi giorni, come non mai prima, è importante guardare il grafico dello S&P 500. “L’indice si sta muovendo all’interno di un range di resistenza particolarmente significativo, ovvero 1820-1830 punti. Dalla rottura o meno di questa soglia si giocherà l’andamento futuro della Borsa Usa”.

Tra le storie societarie in evidenza oggi: Procter & Gamble perde l’1% dopo aver tagliato le previsioni di vendite e utili per l’anno, a causa del cambio sfavorevole in Venezuela e della svalutazione in diversi Paesi emergenti. Deere & Co sale del 2%, dopo aver diffuso risultati del primo trimestre. Attese per i dati di Cisco con gli investitori che temono altre notizie negative, dopo le previsioni diffuse con i numeri del trimestre precedente. Ford Motor è in lieve rialzo, dopo che le joint venture cinesi hanno registrato un aumento delle vendite del 53%.

Sugli altri mercati, il petrolio ha finito in rialzo: il contratto a marzo ha guadagnato 43 centesimi, lo 0,4%, a 100,37 dollari il barile. Nel frattempo, i titoli di Stato americani si avviano a chiudere negativi con rendimento in aumento al 2,76% per il benchmark decennale e al 3,72% per il titolo trentennale. Sui mercati valutari, l’euro cala a 1,3590 dollari mentre il biglietto verde perde terreno a 102,48 yen.