Wall Street scivola, Dow Jones giù fino a 150 punti. Ipo WingStop, boom titolo +62%

12 Giugno 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Wall Street in ribasso, con il Dow Jones che perde anche 150 punti. Gli indici principali Usa cedono fino a -0,81% Pesa anche qui il fattore Grecia.

Il fatto che il Fondo monetario internazionale abbia lasciato Bruxelles, segno che le discussioni tecniche sono ferme, porta alcuni analisti a dire che l’ottimismo che aleggiava nei giorni scorsi era falso. Inoltre la saga prosegue, con l’Eurozona che, per la prima volta in assoluto, sarebbe disposta a valutare l’opzione del default.

Sul fronte macro, rimbalzo dei prezzi alla produzione negli Stati Uniti. A maggio, secondo l’ufficio statistico del dipartimento del Lavoro, i prezzi su base destagionalizzata sono aumentati dello 0,5% mensile a fronte del -0,4% registrato ad aprile (dato confermato). Il consensus degli analisti stimava un incremento contenuto allo 0,4%. Il dato core e’ stato invece nelle previsioni: +0,1% per i prezzi al netto dei beni alimentari e dell’energia.

L’indice della fiducia dei consumatori di giugno, stilato dall’università del Michigan, è salito a 94,6 punti da 90,7, con la componente che misura le condizioni attuali salita da 100,8 a 106,8.

In linea di massima i dati hanno rispettato se non battuto le previsioni del mercato: di conseguenza, gli ultimi cinque giorni rappresentano un record dal punto di vista economico. E’ la prima volta dopo tanto tempo che i report macro sono andati bene per l’intera settimana. Aumentano le chance di un rialzo dei tassi entro fine anno della Federal Reserve.

Tra le singole aziende, Twitter, balzata fino a +9% nelle contrattazioni afterhours di ieri, dopo la notizia dell’addio del Ceo e il successivo rimpasto ai vertici, riduce notevolmente i guadagni. In premercato saliva +3% circa.

Focus sull’Ipo della società che gestisce ristoranti WingStop, il cui titolo approda su Wall Street con un balzo fino a +62%, salendo dal prezzo di collocamento di $19 fino a $30,50.

Sul valutario, l’euro scende sotto $1,12, con -0,65% a $1,1186, dopo le dichiarazioni della cancelliera tedesca Angela Merkel, che hanno lasciato intendere che la leader tedesca desidera anch’essa un euro debole. Ma poi torna a salire, +0,25% a $1,1285. Dollaro/yen -0,12% a JOY 123,24. Euro/franco svizzero -0,60% a CHF 1,0444. Euro/yen +0,09% a JPY 139,03.

Angus Campbell, analista senior presso FxPro, sottolinea che la moneta unica continua a sfidare i ribassisti e a tenere nei confronti del dollaro. Lo stesso Campbell afferma tuttavia che se la situazione rimarrà quella attuale “sarà difficile intravere un margine di rialzo sostenuto per l’euro, nell’arco delle prossime settimane”.

Tra le materie prime, i futures sul petrolio -1,45% a $59,89 a New York; Brent -1,14% a $64,37 al barile. Oro +0,14% a $1.182. Argento -0,56% a $15,87.

(Lna-DaC-MT)