Wall Street: S&P500 ai massimi di 5 anni, crolla Apple (-12%)

24 Gennaio 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Chiusura contrastata per Wall Street con il Dow Jones e lo S&P500 che tengono grazie alla spinta emotiva offerta dall’ultimo report sul mercato del lavoro, mentre la delusione degli investitori per i risultati di bilancio di Apple pesa sul settore dei tecnologici. A fine seduta, Il Dow Jones ha segnato +0,33% (13.825 punti) mentre lo l’S&P 500 ha guadagnano lo 0,01% a 1.495 punti dopo aver testato quota 1.500 punti per la prima volta da dicembre 2007. Segno meno per il Nasdaq, che a fine seduta ha lasciato sul terreno lo 0,74% a 3.130 punti spinto in basso dal titolo della casa di Cupertino (-12% a 450,50 dollari). Apple ha perso in una solo seduta $59.63 miliardi di capitalizzazione, uno dei maggiori crolli di sempre per un titolo azionario Usa (il record spetta a Microsoft che perse $77.18 miliardi il 3 aprile 2000).

Adesso non ci sono più dubbi. Apple a Wall Street era troppo cara, visto cha asetembre aveva superato quota $700. Jeff Gundlach, amministratore delegato della società di investimento, Capital DoubleLine, ne è convinto. Dice che il suo obiettivo di prezzo pari a 425 dollari sul gruppo di Cupertino oggi è eccessivo. Secondo l’esperto basta un semplice “fattaccio” per farlo precipitare. “Se il titolo dovesse chiudere al di sotto della quota dei 483 dollari, potrebbe scendere a 425 dollari molto rapidamente”, è la sua posizione da qui alla fine dell’anno. Il tutto si e’ gia’ verificato in poche nella seduta odierna.

Leggere: Apple in picchiata dopo i conti. Obiettivo al ribasso $300

Sul versante macro, notizie positive arrivate dal mercato del lavoro: nella settimana chiusa il 19 gennaio, le richieste settimanali per i sussidi di disoccupazione hanno registrato un calo pari a 5mila unità portandosi a 330 mila, il livello più basso dal 2008.

In linea con le stime il Superindice: a dicembre rialzo dello 0,5%.

Tra i singoli titoli si mette in luce la banca JP Morgan, salita ai massimi di $46,72. Apple crolla anche -11% dopo che il colosso dell’iPhone ha annunciato di aver sofferto la crescita degli utili più lenta dal 2003 e le vendite più deboli dal 2009, a causa della competizione e dell’aumento dei costi. E c’è chi a questo punto pronostica uno scivolone del titolo fino a quota $300. Ieri lo S&P ha chiuso in lieve rialzo, dopo che il Congresso ha votato a favore della sospensione temporanea del limite sul debito federale Usa.

Tra i titoli si mette in rilievo anche il balzo di Netflix, +42%, dopo che la società di servizi di noleggio video numero uno al mondo ha reso noto che nel quarto trimestre del 2012 la crescita degli abbonati è salita a un livello più alto delle attese.

Tuttavia, spiega in una intervista a Bloomberg John Plassard, vice direttore generale presso Mirabaud Securities, a Ginevra, “sembra che gli investitori siano concentrati più sul fatto che ci dovrebbe essere una correzione (dell’azionario) che non sugli utili. Certo i risultati di Apple non aiutano. Il sentiment è comunque ancora solido”.

In ambito valutario, l’euro +0,05% a $1,3323; dollaro/yen +1,08% a JPY 89,55.

I commodities, i futures sul petrolio +0,20% a $95,42 al barile, mentre le quotazioni dell’oro -0,55% a $1.677,40l’oncia.