Wall Street: S&P a record, Google +13% sopra $1.000

18 Ottobre 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Chiusura in rialzo per Wall Street: Dow Jones +0,18%, a 15.399,33 punti, Nasdaq +1,32%, a 3.914,28 punti, S&P 500 +0,65 per cento, a 1.744,49 punti, nuovo massimo storico

Sotto i riflettori la discrepanza tra il balzo dello S&P degli ultimi giorni e il carry trader sul dollaro, in un contesto in cui il rischio del default Usa – solo rimandato – è ben conosciuto dagli operatori e in un momento in cui ci si interroga su quelle che saranno le prossime mosse della Fed.

Dollaro osservato speciale, con l’indice di riferimento Dollar Index che oscilla al minimo degli ultimi otto mesi e che secondo alcuni esperti del mercato valutario potrebbe segnare nuovi ribassi. Secondo Michael Woolfolk, managing director e strategist senior del mercato valutario presso BNY Mellon, “alcuni ritengono che a questo punto il tapering – ovvero la riduzione degli acquisti di Treasuries e di titoli legati ai mutui per un valore di $85 miliardi al mese, al fine di iniettare liquidità sui mercati finanziari – non avverrà prima della fine del 2014, e addirittura prima dell’inizio del 2015”. Se un tale scenario si concretizzasse il dollaro continuerebbe a essere meno appetibile rispetto all’euro, che in effetti si sta avvicinando a quota $1,37.

Google in grande spolvero, titolo fino a oltre +13% circa, supera la soglia dei $1.000, testa il nuovo massimo superando la soglia dei $1.004, dopo la comunicazione dei conti. Il colosso ha riportato un giro d’affari di $11,92 miliardi, meglio degli $11,64 miliardi attesi. Gli utili, escluse alcune voci, sono ammontati a $10,74 per azione, contro i $10,36 per azione attesi dal consensus. Su base netta, utili +36% su base annua, a $2,97 miliardi.

“E’ il 15esimo trimestre consecutivo che Google ha assistito a una crescita del fatturato core del 20%; un ritmo impressionante”, ha scritto in una nota ai clienti Mark Mahaney di RBC Capital. Mahabey ha alzato il proprio target sul prezzo di Google a $1.100 da $1.020.

Tra altri titoli, in controtendenza AMD, in flessione -11% dopo che il produttore di chip ha comunicato risultati trimestrali che hanno battuto le attese, ma non al ritmo atteso dagli analisti, stando alle voci che circolano a Wall Street. Titoli che salgono sulla scia di Google sono Facebook +5%, Amazon +3% e Yahoo +3%.

Sullo sfondo, ottimismo per i numeri positivi giunti dalla Cina. Il Pil è cresciuto del 7,8% nel terzo trimestre in linea con le attese. La crescita nei primi nove mesi è stata del 7,7%. Tuttavia, l’analista capo per la Cina dell’Economist Intelligence Unit (EIU), Tom Rafferty, ha avvertito che l’incremento del tasso di crescita di Pechino è un “balzo temporaneo” creato dalle misure di rilancio monetario straordinarie, i cui effetti potrebbero già essere in procinto di vanificarsi.

L’azionario mondiale avanza per la terza seduta di fila aggiornando i massimi di cinque anni, con l’indice MSCI All-Country World che fa segnare un +0,3% in area 394,71, il livello più alto da maggio 2008.

In ambito di altre notizie societarie, la banca Morgan Stanley ha battuto le attese e i titoli accelerano del 4%, per poi dimezzare i guadagni. Gli utili adjusted sono stati pari a 0,5 dollari per azione nell’ultimo trimestre fiscale. Il fatturato è stato di $8,1 miliardi, meglio dei $7,66 miliardi attesi dal consensus.

Tra altri titoli, focus su General Electric, fino a +3% circa dopo che la conglomerata ha reso noto di aver riportato un utile per azione di 36 centesimi, meglio dei 35 centesimi per azione attesi in media da 14 analisti intervistati da Bloomberg.

Verizon Communications in positivo dopo che Deutsche Bank ha rivisto al rialzo il rating del principale operatore wireless degli Stati Uniti da “hold” a “buy”, a seguito della comunicazione di un bilancio che ha messo in evidenza profitti migliori delle attese.

In ambito valutario, l’euro +0,05% a $1,3682, dollaro/yen -0,09% a JPY 97,80. Euro/franco svizzero +0,06% a CHF 1,2348, euro/yen -0,02% a JPY 133,83.

Riguardo alle materie prime, i commodities, i futures sul petrolio +0,24% a $100,91 al barile, mentre le quotazioni dell’oro -0,43% a 1.317 l’oncia.

Quanto ai Treasuries, acquisti sui Treasuries, con i rendimenti decennali che scendono ai minimi di due mesi, al 2,57% circa.

I TITOLI MARKET MOVER

S&P AL RECORD, IL COMMENTO DEGLI ESPERTI