Wall Street rimbalza dopo le due peggiori sedute dell’anno

12 Marzo 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Wall Street ha chiuso in rally dopo la peggiore due-giorni di sell-off da fine gennaio. Dow Jones e S&P 500 sono tornati in positivo da inizio anno mentre la corsa del dollaro per oggi si è fermata.

Il Dow Jones ha guadagnato 258,86 punti, l’1,47%, a quota 17.894.25. L’S&P 500 ha aggiunto 25,62 punti, l’1,26%, a quota 2.065,86. Il Nasdaq è salito di 43,35 punti, lo 0,89%, a quota 4.893. I rendimenti dei Treasury sono scesi per il quarto giorno di fila. Il petrolio ad aprile ha perso il 2,3% a quota 47,05 dollari al barile, minimi del 29 gennaio scorso.

Gli investitori hanno attribuito il rimbalzo odierno degli indici in parte alle vendite al dettaglio calate per il terzo mese di fila a febbraio. Con il mercato in attesa di un rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve, un dato macroeconomico negativo viene visto come una buona notizia perché potrebbe implicare il posticipo di una stretta monetaria. E’ ampiamente atteso che al termine della riunione della settimana prossima non si dirà più”paziente” in materia di tassi.

Le vendite al dettaglio hanno deluso, mostrando un calo dello 0,6% – il terzo mensile consecutivo – contro le attese che erano per un miglioramento dello 0,2% grazie anche alla continua svalutazione del petrolio. È la striscia più negativa dal crac di Lehman. In dicembre il calo è stato dello 0,9%, in gennaio dello 0,8%. C’e’ tuttavia chi fa notare che il dato e’ il riflesso del maltempo che il mese scorso ha colpito il Paese, segno che la Fed resta sulla sua strada.

Al contempo giungono nuove buone notizie dal fronte occupazionale. Il numero degli americani che ha fatto richiesta di sussidio di disoccupazione nell’ultima settimana è sceso più del previsto, offrendo nuovi segnali di una stabilizzazione del mercato del lavoro Usa.

Per mesi gli analisti hanno pronosticato che i prezzi in ribasso di petrolio e gas avrebbe alimentato le spese al consumo. Il valore del greggio è crollato di oltre il 50% da giugno dell’anno scorso. Un incremento dei consumi, che rappresentano circa un terzo dell’attività economica americana, si riverserebbero positivamente sui profitti aziendali.

Ma la ripresa delle spese non si è ancora materializzata, anche se l’economia continua a creare nuovi posti di lavoro.

L’euro allontana leggermente lo spauracchio della parità sul dollaro con un rimbalzo dell’1% dopo che aveva aggiornato sui mercati asiatici i minimi di 12 anni sotto 1,05 dollari. Brent sopra i $58 al barile: pesano i nuovi scontri in Iraq con le forze irachene che hanno ripreso il controllo della roccaforte dell’ISIS di Tirkit.

Sul valutario protagonista indiscusso (in negativo) rimane l’euro, che ha bucato anche quota $1,05 nelle contrattazioni asiatiche, per poi recuperare terreno e riagguantare la soglia di $1,06. Al momento la moneta unica segna un rialzo dell’1,04% a quota $1,0657.

A livello societario, Intel (-5,2%) soffre il taglio di outlook sui ricavi del primo trimestre, che verranno annunciati il prossimo 14 aprile. Il colosso tecnologico stima un fatturato di 12,8 miliardi di dollari, con un margine di 300 milioni, rispetto ai 13,7 miliardi visti in precedenza. Le previsioni degli analisti, secondo Thomson Reuters Ibes, sono attestate a 13,7 miliardi. La revisione è dovuta alla domanda in calo di pc aziendali e alla riduzione delle scorte lungo la catena dei fornitori. Il gruppo cita tra le cause la debolezza del mercato europeo.

General Electric (+0,04%) pensa a una riorganizzazione puntando piu’ sul lato industriale del suo business e meno su quello finanziario, fonte quest’ultimo di preoccupazione per gli investitori.

Il discount retail Dollar General (+3,12%) ha fornito un outlook conservativo per il suo anno fiscale appena iniziato. Ha annunciato un piano di buyback da 1 miliardo di dollari. Lumber Liquidators Holdings ha detto che le sue vendite sono calate del 7,5% da quando la trasmissione tv “60 Minutes” ha accusato il gruppo di avere venduto pavimenti in laminato prodotti in Cina e contenenti livelli oltre i limiti di formaldeide (un battericida cancerogeno). Il titolo tuttavia corre (+6,69%). All’indomani dell’esito positivo del secondo round di stress test, il settore finanziario corre dell’1,25%.

(DC-Mt)