Wall Street record, riparte immobiliare Usa: case +8,1%

26 Marzo 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Chiusura in positivo per Wall Street, che archivia la seduta in progresso grazie a una serie di dati macro che hanno alimentato l’ottimismo sulla ripresa dell’economia americana. A fine seduta il Dow guadagna lo 0,78% a 14.560 punti. In creascita anche il Nasdaq, che sale dello 0,52% a 3.252 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,8% a 1.564 punti, a due punti dal record storico.

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Si parte con il balzo oltre attese degliordini durevoli che, nel mese di febbraio, hanno segnato una crescita del 5,7% in recupero dal -3,8% di gennaio.

Notizie positive sono arrivate dal comparto immobiliare. Nel mese di gennaio l’indice che misura il trend dei prezzi delle case nelle 20 principali aree metropolitane degli Stati Uniti, ovvero il Case-Shiller 20-city Home Price Index, è salito +8,1%, ai massimi da sei anni.

“I dati in arrivo dall’economia americana continuano ad essere complessivamente positivi. E’ questa la ragione per cui l’S&P 500 è tornato ad avvicinarsi ai record storici”, ha commettao Paul Zemsky, analista di Ing, che sottolinea l’importanza del settore immobiliare nella ripresa Usa. “Se i prezzi salgono vuol dire che la gente è più fiduciosa sul futuro dell’economia”.

A fronte di questi dati positivi, scivola invece la fiducia dei consumatori. Complice il piano di tagli alle spese, il cosiddetto sequester, partito il primo marzo, l’indice è sceso a 59,7 punti dai 68 punti di febbraio, sotto le attese del consensus che puntava a 66,5 punti. Rivisto al ribasso anche il dato di febbraio da 69,7 punti. Male anche le vendite di nuove abitazioni, scese del 4,6% nel mese di febbraio, il calo maggiore da due anni a questa parte. Va tuttavia specificato che le vendite nel mese di febbraio sono spesso volatili a causa delle cattive condizioni meteo.

Tra le singole storie di giornata, Buy sui titoli Intel dopo che il gruppo di semiconduttori ha annunciato di essere in trattative avanzate con le emiittenti televisive americane per la creazione di un nuovo servizio di pay-tv. Time Warner, NBC Universal e Viacom hanno lasciato intendere di essere pronte a vendere un pacchetto di programmi e film a Intel.

Nel frattempo, Warren Buffett, tramite la sua Berkshire Hathaway, diventerà tra i primi dieci azionisti di Goldman Sachs. L’Oracolo di Omaha dovrebbe trasformare in azioni un pacchetto di warrant che detiene, assicurandosi una partecipazione di quasi il 2% nella grande banca d’investimento americana. La partecipazione – secondo quanto ha rivelato il Wall Street Journal – è superiore a quanto ipotizzato a causa del l’aumento del valore dei warrant, diritti a comprare titoli a prezzi prefissati.

Tra i titoli, rimbalza del 5,4% a 190,61 dollari Netflix, segnando il maggiori rialzo dello S&P 500, grazie all’aumento del target price di Pacific Crest che ha fissato il nuovo prezzo obiettivo a 225 dollari dai precedenti 160 dollari.

Bene anche Chevron, favorito dal balzo dei prezzi del petrolio, saliti ai massimi di cinque settimane.

Banche Usa paradossalmente favorite dalla crisi cipriota. Come sottolineato oggi dal reputato analista Dick Bove. L’Europa “sta diventando come l’America Latina”. Così come accadde nel 2001 con il default dell’Argentina, si sta assistendo ad una fuga di capitali dall’Europa verso gli Stati Uniti.

In ambito valutario, l’euro +0,20% a $1,2877, dollaro/yen +0,24% a JPY 94,38; euro/franco svizzero +0,16% a CHF 1,2207. Nonostante la forte perdita registrata dalla moneta unica nelle ultime ore, l’analisi tecnica dimostra che la valuta continua a mostrare nonostante tutto una forza paradossale e che la vera flessione contro il dollaro non è ancora iniziata.

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio con scadenza a giugno +0,76% a $95,53 al barile, quotazioni oro -0,45% a $1.599,30.