Wall Street positiva ma settimana in perdita. Analisi tecnica: I tre corvi neri che fanno paura

27 Marzo 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Per la prima volta questa settimana Wall Street ha chiuso in positivo, con gli indici che hanno accelerato al rialzo sul finire della seduta grazie alle parole del governatore della Federal Reserve: secondo Janet Yellen, i tassi di interesse saliranno in modo “graduale”.

Resta il fatto che la prima stretta monetaria dal 2006 si verifichera’ probabilmente quest’anno. Gli investitori archiviano comunque un’ottava pesante con l’S&P 500 che ha lasciato sul terreno il 2,2% mentre il Nasdaq ha perso in settimana il 2,7%. Il Dow Jones oggi ha aggiunto 33,3 punti, lo 0,19%, a quota 17,711,53. L’S&P 500 e’ salito di 4,79 punti, lo 0,23%, a quota 2.060,94. Il Nasdaq Composite ha guadagnato 27,86 punti, lo 0,57%, a quota 4.891,22.

Il listino non è riuscito a salire per due giorni consecutivi dallo scorso 17 febbraio, per il periodo di tempo più duraturo dal 1994.

Gli investitori stanno digerendo la lettura finale del Pil del quarto trimestre 2014 degli Stati Uniti, cresciuto al ritmo del 2,2%.

A sostenere il prodotto interno lordo americano sono stati soprattutto i consumi – che incidono sulla composizione del Pil Usa per il 70% circa – che hanno registrato la crescita più forte dal 2006, ovvero in otto anni. Ma il dato ha presentato toni chiaro-scuri se si considera che gli utili aziendali sono calati, riportando la performance peggiore, su base annua, dalla recessione.

Inoltre, è improbabile che la performance del quarto trimestre si sia ripetuta nel primo trimestre di quest’anno dal momento che, secondo il modello di previsione della Fed di Atlanta, il Pil Usa starebbe crescendo a un tasso decisamente ridotto, pari allo 0,2%. Cio’ solleva dubbi sull’andamento dell’economia nel periodo gennaio-marzo, vista anche una serie di dati macroeconomici deludenti e il rally del dollaro che probabilmente si fara’ sentire sui bilanci della Corporate America.

Sempre oggi è stato reso noto l’indice della fiducia dei consumatori stilato dall’Università del Michigan, che è sceso a 93 punti a marzo, dai 95,4 di febbraio. Gli analisti di Bloomberg avevano previsto in media un valore a 92 punti, dopo il dato preliminare, pari a 91,2 punti. La media della fiducia dei consumatori dal mese di gennaio a marzo è stata la più alta dal terzo trimestre del 2004. Ma per la prima volta dall’ottobre del 2013 l’indicatore è sceso per due mesi consecutivi.

Il mercato ora aspetta le parole di Janet Yellen. Il governatore della Federal Reserve iniziera’ a parlare da San Francisco (California) poco prima della fine della seduta. Per ora, i trader non si aspettano a giugno un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve.

Trepidazione per la stagione degli utili che inizierà ufficialmente l’8 aprile con il bilancio di Alcoa. Le stime degli analisti prevedono una contrazione dei profitti del 5,6% nel primo trimestre del 2015 per le aziende quotate sullo S&P 500.

In un articolo pubblicato su MarketWatch, si mette in evidenza intanto la fase particolare che starebbe vivendo Wall Street. Si segnala che, dopo una fase rialzista “decente”, lo S&P 500 ha concluso tre sessioni di trading ai minimi intraday. “Si tratta di uno scenario raro e ribassista conosciuto come quello dei Tre corvi neri”.

Il termine tre corvi neri descrive una fase di contrazione del mercato e graficamente è rappresentato con tre candele lunghe che vanno in basso come in una scala. Il problema è che la presenza di questo pattern indica spesso che la fase di mercato toro si sta avviando alla conclusione. Contraddittorio è dunque l’atteggiamento degli investitori, se si segnala come, stando ai dati dell’American Association of Individual Investors, il sentiment bullish è salito più dell’11% rispetto alla scorsa settimana, al 38,4%. Si tratta del rialzo maggiore del 2015, anche se la cifra è sempre inferiore alla media dei mercati toro, del 38,8%.

Tra i titoli bene Yahoo dopo la decisione di aumentare il programma di buy back azionario di $2 miliardi. In rialzo anche BlackBerry, dopo aver riportato utili nel quarto trimestre che hanno sorpreso i mercati, annunciando contestualmente un aumento dei prezzi medi dei suoi smartphone.

Sul valutario, l’euro piatto sul biglietto verde (-0,09%) attestandosi a 1,0873 dollari, molto distante dai massimi di $1,10525 toccati ieri. Euro/franco svizzero -0,17% a CHF 1,046. Dollaro/yen invariato a JPY 119,18. Euro/yen -0,08% a JPY 129,56.

I futures sul greggio a New York rallentano bruscamente dopo il balzo di anche +5% messo a segno ieri dopo i bombardamenti di una coalizione del Golfo capitanata dall’Arabia Saudita in Yemen. Al momento i contratti in Usa cedono -2,47% a 50,16 dollari al barile. I contratti sul Brent londinese fanno -2,20% a 57,89 dollari al barile. L’oro perde lo 0,57% a 1.197,90 dollari l’oncia. L’argento lascia sul campo -0,96% a 16,98 dollari. (Lna)