Mercati

Wall Street, nuovi record. Ecco la mossa di Soros

Questa notizia è stata scritta più di un anno fa old news

NEW YORK (WSI) – Nuova chiusura a livelli record per Wall Street, con l’indice Dow Jones che guadagna lo 0,54% a un passo dai 16 mila punti (15.961,70). Bene anche il Nasdaq che sale dello 0,33% attestandosi a quota 3.985 punti, e l’indice S&p500 che guadagna lo 0,42% a 1.798,18 punti.

Il paniere allargato S&P 500 e quello delle blue chip, Dow Jones, hanno esteso i rialzi degli ultimi tempi dopo che la futura presidente della Federal Reserve, Janet Yellen, ha annunciato che continuerà nelle politiche monetarie ultra accomodanti che hanno caratterizzato gli ultimi anni del mandato di Bernanke.

Le rassicurazioni di Yellen hanno portato Wall Street a testare nuovi record.

Un allarme è arrivato però da Scotiabank che, in una nota, ha scritto che l’azionario rischia un crash; crash che la stessa Yellen, che fa finta di ignorare la situazione di bolla e di eccessiva propensione al rischio che si sta creando sui mercati, sta “rendendo inevitabile”.

Detto questo, focus sulle mosse di George Soros che, stando agli ultimi dati, sarebbe meno ribassista sulla performance dello S&P500.

Nel mese di agosto, i mercati avevano appreso che il fondo Soros Fund Management aveva acquistato una enorme posizione put sullo S&P 500 ETF. Di norma, una opzione put indica aspettative su un ribasso di un asset, e si concretizza con l’acquisto da parte degli investitori di un contratto che attribuisce il diritto, al possessore – in questo caso a Soros – di vendere uno strumento finanziario a un prezzo garantito e a una certa data. Tale posizione è stata accumulata in diversi trimestri.

Tuttavia, gli ultimi aggiornamenti segnalano che il fondo di Soros avrebbe tagliato la posizione ribassista sullo S&P di due terzi circa, riducendo il valore del contratto put da $1,25 miliardi a $470 milioni. (l’opzione put rimane comunque la maggiore posizione detenuta dal fondo).

Secondo gli analisti, è possibile che Soros abbia cambiato in qualche modo idea sull’azionario proprio grazie alla nomina di Janet Yellen a futuro timoniere della Fed e che dunque non sia sicuro al momento “se mercati subiranno una correzione”, o se “la correzione sarà minore rispetto a quanto temuto”.

Riguardo ai singoli titoli, il fondo del magnate ha acquisito una grande quota in FedEx e Microsoft, diminuendo invece l’esposizione su Google.

Da segnalare che le continue iniezioni di liquidità da parte della Fed hanno portato lo S&P 500 a un valore superiore +165% rispetto ai minimi del marzo del 2009. L’indice ha segnato un balzo +26% dall’inizio dell’anno ed è scambiato a 16,2 volte gli utili attesi.

A livello di notizie societarie, si mette in luce Exxon Mobil, dopo che il gruppo di Warren Buffett, Berkshire Hathaway, ha svelato la quota posseduta nella compagnia petrolifera, per un valore di $3,7 miliardi circa. Le quotazioni salgono oltre +1%.

Occhio alle banche JPM, Goldman Sachs e Morgan Stanley, i cui rating sono stati rivisti al ribasso da Moody’s. Ma i titoli avanzano, con JPM +0,50%, Goldman +0,63%, Morgan Stanley +0,40%.

Dal fronte economico, reso noto l’indice NY Fed manufacturing index, ovvero l’indice che misura le condizioni di salute del settore manifatturiero di New York, che a novembre è tornato negativo per la prima volta dallo scorso maggio, scendendo a -2,2 da +1,5 di ottobre, contro i +5,5 attesi dal consensus di MarketWatch.

Comunicati anche i prezzi alle importazioni, che a ottobre sono calati -0,7%, principalmengte a causa dei prezzi sui carburanti più bassi. Gli analisti avevano previsto una flessione limitata a -0,4%.

Pubblicato l’indice relativo alla produzione industriale Usa, che a ottobre è sceso -0,1%, segnando la prima flessione dallo scorso luglio. Il tasso di utilizzo della capacità è diminuito al 78,1% dal 78,3% di settembre. Infine, le scorte all’ingrosso di settembre sono avanzate +0,4% rispetto al +0,3% atteso.

Sul valutario euro +0,30% a $1,3496; dollaro/yen +0,10% a JPY 100,11, euro/franco svizzero -0,03 a CHF 1,2329; euro/yen +0,41% a JPY 135,10.

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio +0,37% a $94,11 al barile, quotazioni oro +0,12% a $1.287,80.