Wall Street negativa in attesa della Fed

29 Luglio 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Wall Street archivia la seduta in rosso in attesa delle riunioni del FOMC, il comitato monetario della Federal Reserve, previste per domani e mercoledi’. A fine seduta il Dow Jones e’ in ribasso dello 0,24% a 15.522 punti, il Nasdaq perde lo 0,39% a 3.599 punti e lo S&P 500 cede lo 0,39% a 1.685 punti. Il petrolio prosegue in lieve rialzo: i future a settembre aggiungono lo 0,1% a 104,8 dollari il barile. I titoli di Stato americani mantengono i ribasso e continuano con rendimenti in aumento al 2,6% per il bond decennale, benchmark decennale, e al 3,69% per il bond trentennale. Sui mercati valutari, l’euro cala a 1,3257 dollari e il biglietto verde arretra a 97,85 yen.

Il benchmark di riferimento di Wall Street ha perso lo 0,1% la scorsa settimana interrompendo così la striscia di settimane positive più lunga dal 17 maggio. Gli investitori guardano alla nuova serie di trimestrali in arrivo, alla riunione della Federal Reserve che inizia domani e terminerà mercoledì e ai dato macroeconomici che culmineranno venerdì prossimo con il rapporto sull’occupazione di luglio. Un sondaggio condotto da Reuters lo scorso 22 luglio ha indicato che la Banca centrale statunitenese potrà iniziare a ridurre l’importo del programma di quantitative easing a settembre. Il mercato, dopo avere scommesso su un proseguimento della politica di stimolo alla luce di alcuni deboli dati macro, ultimamente ha iniziato a vedere una Fed meno accomodante a breve anche perchè sono migliorate le prospettive dell’economia. “L’attenzione adesso è per la riunione della Fed e poi per i numeri dell’occupazione” in agenda venerdì , ha detto Peter Jankovskis, co-responsabile degli investimenti a OakBrook Investments a Lisle, Illinois.

Secondo Jankovskis, gli investitori cercheranno di decifrare quello che la Fed conosce sul mercato del lavoro un paio di giorni in anticipo e questo potrebbe rendere la giornata di mercoledì, quando è atteso il comunicato della Fed, particolarmente volatilte.

Nel frattempo, le operazioni di fusione e acquisizione tornano a fare notizia: vola Saks (+3,5%): la catena di grandi magazzini di lusso, di cui il patron di Tod’s Diego della Valle è il secondo maggiore azionista verrà comprata da Hudson’s Bay per 2,4 miliardi di dollari in contanti. A spingere le azioni della catena di grandi magazzini del lusso è l’offerta di 16 dollari per azione, senza escludere la possibilità che altri pretendenti si facciano avanti con un’offerta piiù succulenta. Il tempio dell’alta moda, di cui il patron Diego Della Valle è il secondo maggiore azionista dietro al messicano Carlos Slim, ha infatti a disposizione 40 giorni del cosiddetto “go shop” durante i quali altri gruppi interessati possono farsi avanti e rilanciare.

Omicom invece avanza dopo avere firmato l’accordo di fusione con la francese Publicis dando così origine al più grande gruppo di advertising su scala globale.

Sul fronte macro, la National Association of Realtors (l’associazione agenti immobiliari degli Usa) ha comunicato oggi che il suo indice che misura l’andamento dei contratti di vendita di abitazioni già firmati ma non ancora conclusi è sceso a giugno, rispetto a maggio, dello 0,4%. Gli economisti avevano atteso un calo dell’1,7%. Da inizio anno l’indice della National Association of Realtors, che è un importante indicatore delle vendite di case esistenti (Existing Home Sales), è aumentato a giugno del 10,9%.

Sul valutario, euro poco mosso a 1,3274 dollari (1,3276 alla chiusura di Wall Street venerdì) e 129,89 yen in avvio dei mercati europei. La divisa giapponese ha registrato guadagni verso il dollaro (+0,2%) e si appresta a chiudere sui livelli più elevati dal 26 giugno, mentre la maggior parte dei metalli così come il gas naturale accusano ribassi.

In ambito di commodities, il petrolio cede lo 0,34% a $104,36 il barile. L’oro è tra le materie prime più ricercate, mentre il rame cede lo 0,3%. I futures sul gas naturale lasciano sul campo il 2,3%. Quanto ai Treasuries, i rendimenti decennali si attestano al 2,56%.