Wall Street, incerta. Nasdaq giù, sotto il peso di Apple

14 Gennaio 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Inizio di settimana incerto per le piazze finanziarie americane, con gli indici principali di borsa che chiudono contrastati. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,14% e chiuso a quota 13507,32; il Nasdaq ha perso lo 0,24% a 3118 punti . Segno meno anche lo S&P 500 che lascia sul terreno lo 0,07% a 1.471 punti.

Gli investitori non hanno voluto esporsi troppo prima della pioggia di dati macroeconomici e societari in programma nei prossimi giorni. Vola Dell Computer (+13%) sulle voci riportate da “Bloomberg” secondo cui il produttore di PC starebbe negoziando con almeno due fondi di private equity su un suo possibile buy-out. Male Ibm (-0,9%) dopo che J.P. Morgan ha tagliato il suo rating sul titolo del colosso dell’IT da “Overweight” a “Neutral”. Hewlett-Packard ha guadagnato il 4,9% grazie all’incremento, registrato nel quarto trimestre, della sua quota di mercato nel settore dei pc

Da segnalare comunque che l’indice S&P 500 è salito a valori vicini al livello record degli ultimi cinque anni nelle prime due settimane di contrattazioni dell’anno, salendo +0,4% la scorsa settimana, quando ha chiuso a 1.472,12, al massimo dal dicembre del 2007.

Detto questo, Virginie Maisonneuve, responsabile azionario globale presso Schroeder Investment Management, afferma in una intervista alla televisione Bloomberg che “i mercati sono appena reduci da un forte balzo, ragion per cui bisogna essere cauti”. Di conseguenza, “sarebbe normale assistere a una pausa dei mercati. A questo punto, sarebbe buona cosa approfittare della pausa e inserire nel portafoglio titoli ciclici, se non lo si è fatto ancora”.

A poco servono i segnali incoraggiati arrivati dalla Cina e anche all’interno dei confini statunitensi. La possibilità che Pechino aumenti il tetto limite imposto dalle autorità di controllo agli investimenti stranieri ha dato carburante a tutte le borse mondiali quest’oggi. Ma ora è Wall Street che pesa sull’azionario globale.

Incidono poco anche le parole proferite dal presidente della Fed di Chicago (e membro votante del board della banca centrale Usa), Charles Evans, che fanno pensare a un outlook in miglioramento per la maggiore economia al mondo nel 2013, visto che Evans ha anticipato per il Pil statunitense una crescita +2,5% quest’anno e +3,5% nel 2014. In miglioramento anche lo stato del mercato del lavoro: il tasso di disoccupazione è atteso al 7,4% quest’anno in discesa al 7% nel 2014.

Fattore cruciale, Evans ha anche smorzato i timori che la Fed possa ridurre a breve le proprie misure di quantitative easing a sostegno dell’economia, affermando che l’istituto continuerà ad assicurare alla congiuntura il proprio sostegno.

La nota stonata di oggi è, per l’appunto, nelle notizie sui nuovi iPhone, che mettono sotto pressione i titoli Apple, che scivolano (-3,6%) poco sopra $500 . Nel primo trimestre dell’anno, sono stati ridotti infatti gli ordini per i display degli smartphone di successo dell’azienda di Cupertino, che patisce la concorrenza con Samsung.

Attendismo anche per i risultati di bilancio che saranno resi noti nei prossimi giorni, e che vedranno protagoniste, in particolare, le trimestrali di Goldman Sachs, eBay, General Electric. Per ora, delle 27 società quotate sullo S&P 500 che hanno comunicato i conti, l’81% ha reso noti profitti migliori delle attese, e il 67% ha assistito a un aumento dei profitti stessi, stando a quanto riporta Bloomberg. L’outlook è per una crescita media degli utili +2,5% nel quarto trimestre del 2012: si tratterebbe della seconda crescita più debole dal 2009.

ALTRI MERCATI – In ambito valutario, l’euro +0,04% a $1,3345; dollaro/yen +0,03% a JPY 89,19. Euro/yen +0,07% a JPY 119,05. La recente solidità dell’euro – arrivato nelle ultime ore a salire fino a quota $1,34 – porta gli analisti a interrogarsi se per caso non si sia tornati a una fase di Super euro.

Sul fronte delle commodities, i futures sul petrolio +0,24% a $93,78 al barile, quotazioni oro +0,60% a $1.670,60. Tassi sui Treasuries a 10 anni in calo all’1,839%.