Wall Street in rialzo: S&P da record, sfonda 1.850 punti

27 Febbraio 2014, di Redazione Wall Street Italia

New York (WSI) – Dopo una partenza incerta, Wall Street imbocca la via del rialzo e chiude la seduta su nuovi record. Lo S&P 500 sale sopra il livello di resistenza chiave (1.850 punti): +0,46% a 1.854 punti. Bene anche il Dow Jones, che guadagna lo 0,46% a 16.273 punti mentre il Nasdaq cresce dello 0,63% a 4.319 punti. I mercati hanno ben ricevuto le parole di Janet Yellen, oggi in audizione di fronte alla commissione bancaria del Senato. Il presidente della Fed ha confermato il ruolo del maltempo nella debolezza degli ultimi dati economici ha tuttavia sottolineato che se il mercato del lavoro non riprende la banca centrale potrebbe rivedere la sua politica monetaria.

Il petrolio ha terminato in calo: il contratto ad aprile ha perso 19 centesimi a 102,40 dollari il barile. Nel frattempo, i titoli di Stato americani chiudono positivi con rendimenti in ribasso al 2,65% per il benchmark decennale e al 3,6% per il titolo trentennale. Sui mercati valutari, l’euro avanza a 1,3712 dollari mentre il biglietto verde arretra a 101,99 yen.

Fari sulla Fed con il governatore Janet Yellen che, nel corso della sua testimonianza al Senato, ha dichiarato la sua intenzione di portare a termine il tapering off entro l’autunno, procedendo dunque alla riduzione degli acquisti di bond in “passi misurati” (cioè scendendo di 10 miliardi a ogni meeting). “La Fed, ha aggiunto in risposta a una domanda, “riconsidererebbe i tempi del tapering a fronte di un cambiamento significativo dell’outlook”. Rispondendo alla richiesta di un senatore che chiedeva conto di quanto sia al momento l’esposizione attuale totale dalla banca centrale americana, la Yellen ha indicato che il “portfolio al momento supera i 4mila miliardi” ma che “al momento non vi e’ ne’ la necessita’ ne’ l’intenzione di ridurre rapidamente tale esposizione”.

Riguardo alla famosa soglia indicata per la disoccupazione al 6,5%, la Yellen ha spiegato che la Fed non considera affatto che sotto tale soglia si entri in un territorio di “piena occupazione”. “Quella soglia – ha detto – indica solo che sotto tale soglia possiamo iniziare a valutare la condizione macroeconomica in modo diverso ma tenendo conto di molti altri indicatori. Il tasso in se’ non e’ del tutto indicativo. Ad esempio bisogna tenere conto di quanti sono senza lavoro da oltre sei mesi, e sono sempre di piu’, o di quanti hanno un lavoro part-time pur cercando un’occupazione a tempo pieno”. Secondo la Yellen, l’opinione prevalente e’ tuttavia che la piena occupazione e’ sotto il 6%.

L’azionario globale non resta privo di tensioni per il caso Ucraina: protagonista il blitz dei russofoni, che hanno occupato il parlamento della Crimea. Lo scopo è quello di indire un referendum sulla secessione della Crimea dall’Ucraina.

Immediate le ripercussioni sui mercati, con il rublo russo che ha testato un nuovo minimo in cinque anni contro il dollaro, e la hryvnia ucraina scesa al record di sempre.

Masafumi Yamamoto, chief strategist presso Praevidentia Strategy, sottolinea intanto che la “forza del dollaro dovrebbe essere interpretata più come avversione al rischio che come un aumento della fiducia verso l’economia degli Stati Uniti”.

Diffusi intanto i sussidi settimanali alla disoccupazione negli Stati Uniti sono aumentati di 14mila unità nella settimana terminata il 22 febbraio a 348mila, dai 334mila della settimana precedente (dato rivisto). Lo ha reso noto il Dipartimento del Lavoro. Le attese erano per 335mila richieste. La media mobile a quattro settimane, indicatore meno volatile di quello settimanale, è rimasta stabile a 338.250 unità. Un analista del Dipartimento del Lavoro ha detto che non ci sono stati fattori speciali a pesare sui dati della scorsa settimana. Le richieste continue sono aumentate di 8mila unità a 2.964.000 nella settimana terminata il 15 febbraio.

In calo per il terzo mese consecutivo gli ordini di beni durevoli, che a gennaio hanno messo a segno una flessione dell’1% dopo il – 5,3% accusato in dicembre. Il dato reso noto dal dipartimento del Commercio è migliore delle attese degli analisti che erano per un calo del 2%. Rispetto a un anno fa, gli ordini di beni durevoli sono cresciuti del 2,4%.

Tra i titoli in evidenza oggi: Best Buy è in rialzo dopo l’annuncio dei risultati del quarto trimestre chiuso in utile dopo la perdita del precedente esercizio. Escluse le poste straordinarie il retailer ha realizzato un utile per azione di 1,24 dollari, sopra attese di 1,01 dollari. Anche J.C. Penny sale dopo gli incoraggianti risultati e l’outlook positivo annunciato ieri sera. Kohl’s ha riportato per il quarto trimestre un utile in calo prevedendo per l’anno un leggero progresso delle vendite, viste in rialzo tra lo 0,5% e il 2,5%. Sears Holding ha chiuso il quarto trimestre con una perdita netta ridotta a 3,37 dollari per azione rispetto al rosso di 4,61 dollari dell’anno scorso, ma vendite ed Ebitda sono in calo.