Wall Street in lieve rialzo, mercato immobiliare rischia?

28 Agosto 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Wall Street ha chiuso con gli indici in lieve rialzo: il Dow Jones sale +0,33% a 14.824; S&P 500 +0,28% a 1.635; Nasdaq +0,41% a 3.593. Vendite sui Treasuries, rendimenti decennali salgono al 2,768%.

Ci sono stati alti e bassi, con una certa pressione di vendite che ha dimezzato gli indici nell’ultima mezz’ora, ma in genere vari fattori frenano gli acquisti sulla borsa americana, come del resto sull’ azionario globale, a partire dalla situazione di un possibile attacco contro la Siria, che ovviamente da qualche giorno condiziona i mercati finanziari.

L’incertezza sulle modalità secondo cui Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna condurranno l’attacco militare – il via libera potrebbe arrivare entro due giorni (oggi era da ecludere, visto che è il 50esimo annniversario del famoso discorso “I have a dream” di Martin Luther King e Barack Obama lo ha celebrato parlando davanti a 200.000 persone a Washington) – si ripercuote sul sentiment degli operatori.

Per cui petrolio in rialzo per i timori sulla possibile restrizione di offerta, oro in crescita, ma poi piu’ soft sul finale (in quanto ritrova il suo status di bene rifugio per eccellenza) in un contesto in cui continua l’emorragia di capitali dai mercati emergenti. Turbolenze tensioni anche in Russia, dove un’asta di titoli del Tesoro e’ andata molto male.

Dal fronte economico, reso noto il dato relativo alle vendite di case con contratti in corso, che ha ampiamente deluso le attese, gettando un’ombra sulle reali condizioni di salute in cui versa il mercato del mattone Usa.

A tal proposito, focus sulle dichiarazioni di Bob Shiller che, in un’intervista rilasciata alla Cnbc (vedi sotto), consiglia agli investitori di non esultare troppo per il buon risultato dell’indice Case-Shiller 20-City index, pubblicato ieri, salito per il quarto mese consecutivo.

Shiller ha affermato che il mercato immobiliare è infatti caratterizzato da “fasi”, e che al momento “la fase è al rialzo”; detto questo, sebbene i prezzi delle case stiano recuperando, l’ultimo dato non è molto confortante. Il punto è che “niente di tutto questo è reale, il mercato immobiliare è diventato molto speculativo” ed è guidato da una “esuberanza irrazionale”.

Sullo sfondo, le tensioni geopolitiche portano alcuni economisti a prevedere un quadro diverso rispetto a quello di qualche giorno fa. In un articolo pubblicato sul sito Marketwatch.com, Matthew Lynn spiega che “la Siria e la crisi dei mercati emergenti impediranno il tapering”, in quanto, “gli Stati Uniti non potranno crescere se le economie del resto del mondo soffriranno”.

“Il problema è che già la minaccia della fine del QE negli Stati Uniti ha dato il via alla crisi nei mercati emergenti. Ora la minaccia di un attacco militare in Siria intensificherà la spirale al ribasso, che colpirà anche l’Europa. Una tale situazione interromperà la ripresa economica globale. Il risultato? La Fed continuerà a stampare denaro per un periodo di tempo più lungo rispetto previsioni originarie. Non ha altra scelta”.

Intanto i furures sullo S&P 500 hanno ritoccato e sfondato al ribasso la media mobile degli ultimi 100 giorni, mentre i rendimenti dei titoli di stato a 30 anni sono ai minimi delle ultime 2 settimane.

Tra i titoli in crescita bene alcuni tecnologici come Groupon +2%, TiVo +5,65%, Apple +0,74%, Hewlett-Packard +1,50%, Netflix +2%, Facebook +2%.

ALTRI MERCATI – In ambito valutario, euro -0,46% a $1,3331, dollaro/yen +0,71% a JPY 97,71; euro/franco svizzero -0,02% a CHF 1,2284. Euro/yen +0,27% a JPY 130,26.

Sui mercati delle commodities, il petrolio ha chiuso in rialzo a New York +0,94% a 110,94 dollari al barile. Oro vira in rosso con -0,23% a $1.417 l’oncia.