Wall Street giù. S&P e Dow: peggior mese dal 2012

30 Agosto 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Wall Street sceglie il ribasso, nell’ultima sessione della settimana e del mese di agosto. Alla chiusura il Dow Jones scende dello 0,21 per cento, a 14.810,08 punti, il Nasdaq scende dello 0,84 per cento, a 3.589,87 punti, e lo S&P 500 cala dello 0,32 per cento, a 1.632,92 punti.

Wall Street si prepara al week end lungo, visto che lunedì sarà chiusa a causa della festività nazionale del Labour Day. Agosto si conferma il mese peggiore per il Dow Jones e lo S&P 500 in più di un anno. Di fatto, il Dow Jones ha perso -4,2%, lo S&P 500 -2,8%, la peggiore performance dal maggio del 2012.

Dal fronte economico diversi gli indicatori diffusi in giornata.

Comunicato il dato relativo alle spese per consumi e redditi personali di luglio; entrambi gli indicatori sono saliti +0,1%, ma le spese hanno deluso, gettando un’ombra sulla performance dell’economia americana nel terzo trimestre, di cui luglio è il primo mese. Gli analisti avevano previsto un incremento +0,3%.

Resi noti anche il Chicago Pmi di agosto, salito rispetto al mese precedente a 53 punti, in linea con le previsioni e l’indice della fiducia dei consumatori stilato dall’Università di Michigan, che è avanzato a 82,1 punti sempre ad agosto, dagli 80 preliminari, confermandosi migliore delle stime.

Azionario globale ancora attento all’evoluzione del caso Siria, dopo il no del Parlamento britannico a intervenire nel paese.
Detto questo, gli operatori ritengono che, in ogni caso, l’attacco non avrà grandi conseguenze sui mercati, visto che lo stesso Obama ha rassicurato che si tratterà di un intervento militare limitato.

L’ansia di settembre è tuttavia tangibile; il fattore Siria è soltanto una delle incognite che si presenteranno nei prossimi giorni. In primo piano il tapering possibile della Fed, ovvero la decisione di Ben Bernanke & colleghi di iniziare a ridurre il QE, l’insieme delle misure di quantitative easing che ha drogato finora i mercati e che si è concretizzato attraverso l’acquisto di titoli legati ai mutui e Treasuries per un valore di $85 miliardi al mese.

JPMorgan ritiene che la Fed darà il via a una riduzione degli acquisti di $15 miliardi a settembre, seguita da tagli di $20 miliardi negli incontri di dicembre e marzo.

“Settembre sarà un mese importante, in quanto la pausa estiva terminerà e si riaffacceranno le trattative nel Congresso per l’innalzamento del tetto sul debito – ha detto in una intervista a Bloomberg Richard Hunter, responsabile dell’azionario presso Harbreaves Lansdown, a Londra – Con gli investitori che si preparano all’ultimo trimestre dell’anno, i volumi dovrebbero aumentare in modo sostenuto dai livelli bassi, attuali”.

ALTRI MERCATI – In ambito valutario, euro -0,39% a $1,3188, dollaro/yen -0,21% a JPY 98,11; euro/franco svizzero -0,20% a CHF 1,2295. Euro/yen -0,62% a JPY 129,40.

Sui mercati delle commodities, i futures sul petrolio -0,67% a $108,07 al barile, Brent -0,37% a $114,73 dopo aver superato ieri quota $117; oro -1,25% a $1.394,90 l’oncia.