Wall Street giù, balzo rischio default più alto in 4 anni

27 Settembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Wall Street in territorio negativo: alle 17.15 circa ora italiana, il Dow Jones scende -0,51% a 15.250,80 punti; lo S&P 500 fa -0,52% a 1.689,88, mentre il Nasdaq cede -0,48% a 3.769,43.

L’indice allargato Standard & Poor’s 500 ha perso questa settimana -0,7%, sulla scia delle preoccupazioni che l’impasse sul bilancio possa compromettere la ripresa della maggiore economia mondiale. L’indice è destinato a segnare il primo calo settimanale da agosto; nel terzo trimestre, lo S&P 500 è salito comunque +5,8% e +19% dall’inizio del 2013.

Obama e i Repubblicani hanno un paio di settimane di tempo per evitare un ritardo nei pagamenti. Se il Congresso non dovesse trovare un accordo di bilancio per innalzare la soglia del debito, la crescita economica rischierebbe di ridursi di una percentuale pari all’1,4% nel quarto trimestre.

Una soluzione è indispensabile il prima possibile, al fine di scongiurare il default. Washington ha tempo fino al 18 ottobre. Il segretario al tesoro Jacob Lew ha rimarcato nei giorni scorsi come nelle casse del governo Usa rimarranno appena 30 miliardi di dollari, non più tardi del 17 ottobre.

“Gli investitori rimangono cauti sulla questione del tetto sul debito – ha commentato in una intervista rilasciata a Bloomberg Nick Xanders, strategist sull’azionario presso BTIG, a Londra – l’atteggiamento sarà all’insegna dell’attendismo, per capire cosa accadrà nell’arco dei prossimi giorni”. Cruciale l’appuntamento di lunedì: se il Congresso non riuscirà ad approvare la finanziaria entro la scadenza, il governo sarà incapace di operare.

Il nervosismo del mercato è dimostrato dalla performance dei cds sui Treasuries, Usa, ovvero dei credit default swap che proteggono i detentori dei bond americani dal rischio di default; negli ultimi 4 giorni, il rialzo messo a segno dal prezzo dei cds è stato il più sostenuto degli ultimi 4 anni. Il trend dimostra che politici ed economisti temono un default tecnico sul debito americano.

Dal fronte economico, pubblicato il dato relativo alle spese per consumi e redditi personali, che si sono confermati ad agosto entrambi migliori delle attese, con rialzi rispettivamente dello 0,3% e dello 0,4%. Pubblicato anche l’indice della fiducia dei consumatori stilato dall’Università di Michigan, in calo rispetto ag agosto.

Tra i titoli, male IBM -2%, Apple -1%, Ford -1%. Sotto i riflettori la perdita accusata da Blackberry nel secondo trimestre fiscale: perdita netta di $965 milioni, quasi $1 miliardo, o di $1,84 per azione, nel trimestre terminato lo scorso 31 agosto, su un fatturato di $1,6 miliardi, contro la perdita di $229 milioni, o 44 centesimi per azione, su un giro d’affari di $2,9 miliardi, dello stesso periodo dell’anno precedente.

In ambito valutario, euro +0,50% a $1,3557; dollaro/yen -0,72% a 98,26; euro/franco svizzero -0,33% a CHF 1,2240. Euro/yen -0,19% a JPY 133,23.

Sul versante delle commodities, i futures petrolio -0,11% a 102,92 dollari al barile; quotazioni oro +0,89% a $1.335,40. Acquisti sui Treasuries, rendimenti decennali -1,06% al 2,62%.