Wall Street giù: S&P in rosso per la quinta seduta di fila

25 Settembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Wall Street si attesta in rosso con lo S&P che segna la piu’ lunga serie di cali dall’inizio dell’anno. L’attenzione degli investitori resta puntata sul dibattito in corso a Washington per l’approvazione del budget 2014 e l’aumento del tetto del debito: il rischio di un default degli Usa, per quanto ancora limitato, resta concreto. In questo momento, il Dow Jones cala dello 0,40% a 15.273 punti, il Nasdaq scende dello 0,19% a 3.761 punti e lo S&P 500 arretra dello 0,26% a 1.693 punti. Il petrolio ha finito in calo per la quinta seduta consecutiva: il contratto a novembre ha perso 47 centesimi, lo 0,5%, a 102,66 dollari il barile.

Nel frattempo, i titoli di Stato americani proseguono positivi con rendimenti in ribasso al 2,62% per il benchmark decennale e al 3,66% per il titolo trentennale. Sui mercati valutari, l’euro avanza a 1,3521 dollari mentre il biglietto verde cede a 98,56 yen.

Ad alimentare la cautela, i timori di paralisi del governo americano per i mancati accordi tra Casa Bianca e Congresso su budget e debito. Il Segretario al Tesoro Jack Lew, che oggi pomeriggio incontrera’ il presidente Barack Obama a porte chiuse, ha indicato questa mattina che il governo esaurira’ le sue risorse non oltre il 17 ottobre, quando gli saranno rimasti solo 30 miliardi di dollari a disposizione se il Parlamento non alzera’ il tetto sull’indebitamento federale oggi fermo a 16.700 miliardi. “Il risultato potrebbe essere una catastrofe”, ha detto Lew.

Delusione per il dato di agosto relativo agli ordini dei beni durevoli, che sono saliti +0,1%, contro le stime di una crescita +0,5%. Tuttavia, la ripresa è stata considerevole, considerato lo scivolone superiore a -8% del mese precedente. Sopra le attese invece le vendite di case nuove che sono aumentate in agosto del 7,9% alla quota destagionalizzata di 421mila unita’. Il dato e’ lievemente migliore delle attese degli analisti che si attendevano un rialzo del 6,6%. In realta’ il governo ha abbassato la stima relativa alla scorsa settimana a 390.000 unita’ da 394mila e dunque la performance odierna, al netto delle correzioni, non e’ lontana dalla stima del consensus. Nel mese il totale delle case ancora sul mercato e’ sceso all’equivalente di 5 mesi di vendite da 5,2 mesi in luglio.

Per l’indice S&P 500 è la quinta sedute di cali consecutivi, in cui ha lasciato sul terreno -1,6%. La paura diffusa è che il Congresso Usa non riesca a trovare un accordo sull’innalzamento del tetto del debito.Le preoccupazioni sono sulla reale capacità dei Repubblicani e dei Democratici del Congresso americano di arrivare a un accordo per innalzare il tetto sul debito e schivare la minaccia del default.

Jacob J. Lew, segretario al Tesoro Usa, ha affermato che la fiducia degli investitori sulla possibilità che venga trovata un’intesa “è un po’ più grande di quella che dovrebbe essere”. Lew ha avvertito che il governo americano disporrà di una liquidità inferiore ai $50 miliardi entro la metà di ottobre.

Nel frattempo, arrivano i risultati di un sondaggio di Bloomberg, secondo cui il il 27% degli americani crede in un miglioramento dell’economia nel 2014,in calo rispetto al 39% del sondaggio condotto a giugno, stando al Bloomberg National Poll.

“Le preoccupazioni del tetto sul debito pubblico – commenta in una intervista a Bloomberg Kit Juckes, strategist globale presso Societe Generale a Londra – hanno scatenato un ritorno dell’avversione al rischio. L’ottimismo verso la crescita mondiale ha subìto un deterioramento”, anche se i dati macro ci dicono che la ripresa sta continuando, seppur sempre a ritmi blandi.

In ambito valutario, euro +0,24% a $1,3507; dollaro/yen -0,03% a JPY 98,68; euro/franco svizzero invariato a CHF 1,2298. Euro/yen +0,21% a JPY 133,27.

Sul versante delle commodities, i futures petrolio +0,71% a 103,86 dollari al barile; quotazioni oro +0,11% a $1.317,50.