Wall Street chiude in rialzo, attesa per l’occupazione di marzo

30 Marzo 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Finale di seduta positivo per Wall Street, che chiudono la terza seduta positiva di fila anche se in frenata rispetto alle ore precedenti sulla scia della brusca frenata del petrolio.

Nel finale, il Dow segna un aumento dello 0,47% a quota 17.716. L’S&P 500 avanza dello 0,47%, a quota 2.063. Il Nasdaq cresce dello 0,47% a quota 4.869 punti.

Il petrolio a maggio al Nymex ha chiuso in rialzo dello 0,1% a 38,32 dollari al barile. Il Wti, che era arrivato a guadagnare il 4% circa dopo il dato sulle scorte settimanali americane, ha prima virato in negativo e ha poi chiuso appena sopra la parita’.

L’attenzione degli investitori si sposta gia’ sulle notizie che arriveranno dal fronte economico americano. In particolare, i riflettori sono fissati sul rapporto sull’occupazione di marzo, in arrivo venerdi’: sara’ importante per la Federal Reserve, impegnata a stabilire la traiettoria della propria politica monetaria. Oggi il governatore della Fed di Chicago Charles Evans ha ripreso i toni estremamente cauti usati ieri dal presidente Janet Yellen.

A fare da traino agli indici, che gia’ ieri avevano chiuso in aumento sulla scia delle parole estremamente caute usate dal presidente della Federal Reserve Janet Yellen, e’ ancora la previsione che la Banca centrale americana non interverra’ sul costo del denaro durante il meeting di aprile e forse non scendera’ in campo prima di settembre.

Inoltre, gli investitori guardano alle notizie in arrivo dal fronte economico americano e, in particolare, da quello dell’occupazione: in marzo sono stati creati 200.000 posti di lavoro nel settore privato, in linea con le stime, e questo lascia ben sperare per il rapporto sull’occupazione in arrivo venerdi’.

Negli ultimi giorni, le dichiarazioni di alcuni membri della Fed avevano alimentato le speculazioni sull’adozione di una nuova manovra di politica monetaria restrittiva (dopo quella di dicembre, la prima in quasi dieci anni), già nel mese di aprile. Focus sulla decisione di Citigroup, che nella tarda giornata di ieri ha tagliato le previsioni sui rialzi dei tassi nel 2016 ad appena uno.

Le dichiarazioni di Yellen hanno portato il Dow Jones e lo S&P 500 a chiudere ai massimi del 2016, mentre i tassi sui Treasuries sono scivolati al minimo in due settimane. Sotto pressione anche il dollaro.

Yellen ha enfatizzato il ritmo moderato con cui verra portata avanti la politica monetaria, facendo riferimento ai rischi che incombono sull’outlook dell’inflazione. Tuttavia rimane sullo sfondo il dubbio che le divergenze si stiano allargando in seno alla Fed, dal momento che la scorsa settimana diversi esponenti avevano proprio invitato la Fed ad alzare i tassi. Ward McCarthy, responsabile economista presso Jefferies, si è così espresso. La Fed:

“sta inviando un messaggio molto confuso. Penso che (Yellen) abbia tentato di far capire che è molto più ‘colomba’ rispetto al resto del board”.

Si concentra sulle presunte spaccature in seno alla Fed anche Mohamed el-Erian, ex Pimco e ora responsabile consulente economico presso Allianz che, in un editoriale pubblicato su Bloomberg ha affermato che “Yellen ha detto quello che i mercati volevano sentire”.

“A giudicare dalla reazione immediata, i mercati hanno apprezzato nel complesso il suo messaggio, che è stato interpretato come una indicazione di un sostegno continuo da parte della Fed. Di conseguenza, le azioni e i corporate bond sono saliti, nell’ambito di un rally che ha interessato gli asset più rischiosi. I rendimenti dei titoli di stato sono scesi, con i trader che hanno rivisto al ribasso le loro attese sul percorso futuro dei tassi. Il dollaro si è deprezzato e il Vix, a cui ci si riferisce comunemente come indice della paura dei mercati, è calato”.

Tuttavia:

“Affinché tale movimento di breve periodo possa essere sostenibile, è necessario che il messaggio di Yellen sia sostenuto da altri suoi colleghi nei prossimi giorni. E questo è tutt’altro che certo”.

 

Sul valutario, il deprezzamento del dollaro porta l’euro a balzare +0,27%, oltre la soglia di $1,13, a $1,1321. Il dollaro cede anche sullo yen, a JPY 112,32.