Wall Street, rimbalzo fallito. Nuova raffica di vendite (Dow -365 punti)

13 Gennaio 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Tornano le vendite a Wall Street, che chiude la seduta odierna sui minimi di seduta. Dopo avere perso slancio a causa della frenata del settore biotech e dei titoli Netflix e Amazon (i migliori dell’S&P 500 nel 2015 con rialzi sopra il 100%), i listini hanno accelerato al ribasso non appena e’ stato pubblicato il dato sulle scorte settimanali in Usa: sono cresciute meno del previsto ma restano vicine a livelli record.

A preoccupare sono le scorte a Cushing, Oklahoma (il centro nevralgico del comparto americano dove avviene la consegna fisica dei future sul greggio), salite a livelli senza precedenti. Inoltre le scorte di benzina e distillati sono aumentate piu’ delle attese. E’ venuta cosi’ meno la spinta data alle quotazioni da importazioni di greggio record in Cina il mese scorso. Il tutto si verifica all’indomani della caduta dei prezzi a livello intraday sotto la soglia psicologica dei 30 dollari al barile, per ora mantenuta.

Nel finale, Dow Jones perde 365 punti (-2,21%); lo S&P 500 fa -2,51% a 1.890, il Nasdaq -3,41% a 4.5226 punti.

Sul fronte macro, il Beige Book, il rapporto sullo stato di salute dell’economia americana che la Federal Reserve pubblica ogni sei settimane, ha messo in evidenza che l’attivita’ economica americana “si e’ espansa a passo modesto” in molte Regioni tra la fine dello scorso novembre e l’inizio di gennaio.  Nei distretti di Boston, Atlanta e San Francisco la crescita e’ stata “moderata” mentre a New York e Kansas City e’ stata invariata. In generale, il rapporto riflette altri indicatori economici che mostrano l’impatto dato da un dollaro forte, il calo del greggio e un clima insolitamente tiepido. Fatta eccezione per i settore dell’auto e dell’aerospazio, il comparto manifatturiero rallenta, i redditi nel settore agricolo sono sotto pressione e il clima caldo ha condizionato il retail e il turismo. La Fed nota un miglioramento del mercato del lavoro ma le pressioni sui salari sono contenute. Solo per alcune tipologie di lavori, i salari aumentano.

Dal fronte societario, il colosso automobilistico GM che ha annunciato di aver rivisto al rialzo le stime sugli utili del 2016 e di aver deciso di aumentare in modo sostenuto sia il proprio piano di buyback azionario che il dividendo trimestrale.

Per il 2016, GM prevede un utile per azione tra $5,25 e $5,75, contro le precedenti stime di un valore tra $5 e $5,50. Il programma di buyback è stato aumentato di $4 miliardi, al totale di $9 miliardi, mentre il dividendo è stato alzato +6% a $0,38 per azione, con effetto dal primo trimestre di quest’anno.

Focus anche su General Electric, che ha annunciato un piano per tagliare 6.500 posti di lavoro in Europa, nel corso dei prossimi due anni.

Sul valutario euro in calo sopra 1,080 dollari.  Il dollaro sale sullo yen oltre JPY 118. Tra le materie prime oro in ribasso a 1.082 dollari l’oncia.

 Il petrolio a NY ha chiuso in frazionale rialzo una giornata che sembrava destinata a un poderoso rimbalzo. Il contratto a febbraio ha guadagnato 4 centesimi, lo 0,13%, a quota 30,48 dollari al barile. Nel durante era arrivato a salire di oltre il 3% salvo poi annullare i rialzo dopo il dato sulle scorte settimanali Usa, cresciute meno delle stime ma comunque arrivate vicino a livelli record.

A preoccupare sono le scorte a Cushing, Oklahoma (il centro nevralgico del comparto americano dove avviene la consegna fisica dei future sul greggio), salite a livelli senza precedenti. Inoltre le scorte di benzina e distillati sono aumentate piu’ delle attese. Il Brent, il petrolio del Mare del Nord scambiato a Londra, e’ scivolato sotto i 30 dollari al barile per la prima volta dal 2004 ma ha poi limitato i cali con un -2,2% a 30,27 dollari. Ieri anche il WTI aveva rotto al ribasso quella soglia psicologica a livello intraday: e’ stata la prima volta dal 2003.