Wall Street, dopo una seduta in altalena chiude in rosso

2 Luglio 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Seduta in altalena per Wall Street, che ha chiuso in calo in parte per via di alcune prese di profitto in vista del rapporto sull’occupazione di venerdi’ ma anche a causa delle notizie dal Portogallo (in serata si e’ dimesso il ministro degli Esteri all’indomani dell’abbandono del ministro delle Finanze) che potrebbero riaccendere i timori sullo stato di salute dell’Eurozona. A fine seduta, il Dow Jones cede lo 0,29% a 14,932 punti, il Nasdaq perde lo 0,04% 3.433 punti e lo S&P 500 arretra dello 0,06% a 1.614 punti. Il petrolio continua in rialzo: i future ad agosto guadagnano lo 0,89% a 98,86 dollari il barile. Nel frattempo, i titoli di Stato americani restano sulla parita’ con i rendimenti al 2,49% per il benchmark decennale e al 3,47% per il titolo trentennale. Sui mercati valutari, l’euro scende a 1,3004 dollari mentre il biglietto verde 100,67 yen.

Sul floor si parla ancora di una stretta creditizia in Cina e dell’espandersi del sistema bancario ombra. Il settore bancario americano intanto guarda alla Federal Reserve: si vota su Basilea III, che limiterebbe bonus e dividendi nel caso di ratio patrimoniali non sufficientemente alti.

In maggio intanto gli ordini all’industria sono cresciuti in maggio del 2,1% alla quota destagionalizzata di 485 miliardi di dollari. Il dato reso noto dal dipartimento del Commercio e’ lievemente migliore delle attese degli analisti che si attendevano un rialzo del 2%. Escludendo il comparto trasporti, gli ordini nel mese sono cresciuti dello 0,6% mentre al netto del settore della Difesa il rialzo e’ stato del 2%. Il governo ha rivisto al rialzo il dato di aprile, dal 1% iniziale al +1,3% definitivo.

Tra i singoli titoli, si mette in evidenza Zynga, dopo che il produttore di videogame per dispositivi portatitli ha nominato un nuovo amministratore delegato. Acquistati anche i titoli Nielsen Holdings NV, dopo che il gruppo e’ entrato a far parte del paniere di riferimento dell’azionario americano.

Riflettori accesi sulle auto: il settore automobilistico americano, sull’orlo del collasso solo quattro anni fa, marcia ora a passo veloce, sostenuto tra l’altro da tassi di cambio valutario favorevoli, da un costo del lavoro piu’ basso, dall’aumento delle produzione e dalla ristrutturazione e chiusura di stabilimenti meno efficienti. Tutti fattori che, secondo il Wall Street Journal, potrebbero sostenere il mercato per vari anni. Ulteriore segnale positivo e’ l’aumento delle esportazioni: stando ai dati della International Trade Administration, la divisione del dipartimento al Commercio che segue l’export, l’anno scorso dagli stabilimenti americani e’ uscito piu’ di un milione di auto e furgoni destinato all’estero, il massimo dal 2003 e una cifra tre volte superiore rispetto a quell’anno.

Sul fronte delle società, Chrysler ha messo a segno il miglior giugno dal 2007 e il 39esimo mese consecutivo di crescita. Nei primi sei mesi dell’anno sono stati acquistate 908.332 vetture, il 9% in piu’ rispetto al primo semestre 2012. Le vendite del marchio Fiat negli Stati Uniti sono cresciute in giugno dell’1%. Come si legge dai dati sulle vendite del mese scorso diffuse da Chrysler Group, che è controllata da Fiat, e’ stato il miglior giugno dal lancio della Fiat 500 nel 2011 e il sedicesimo mese consecutivo di crescita. Da segnalare che il mese scorso sono iniziate le consegne presso i concessionari della nuova Fiat 500L, che arricchisce ulteriormente la gamma

Bene anche Ford: nel mese di giugno le vendite nel mercato interno sono cresciute del 13 per cento rispetto a un anno fa, segnando i migliori risultati di vendita giugno dal 2006. Le auto sono in crescita del 12 per cento, mentre i veicoli commerciali hanno segnato un aumento su base annua del 20 per cento.

Male invece DaVita HealthCare Partners, che paga la proposta del governo di ridurre i pagamenti da versare ai proprietari dei centri i dialisi.

In ambito valutario, l’euro -0,28% a $1,3026; dollaro/yen +0,11% a JPY 99,76; euro/franco svizzero -0,02 a CHF 1,2346. Gli analisti di Mps Capital Services fanno notare che verso euro il cambio continua a muoversi poco al di sopra di area 1,30 con la resistenza di breve collocata presso 1,31.

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio +0,17% a $98,16 al barile, oro +0,34% a $1.260. Quanto ai Treasuries, i rendimenti decennali si attestano al 2,47%. I tassi hanno guadagnato 33 punti base nell’ultimo mese.