Wall Street, cosa ci dice l’effetto gennaio per il 2021 delle Borse Usa

21 Febbraio 2021, di Massimiliano Volpe

Come ogni anno, l’ufficio studi di Marzotto Sim ha analizzato la stagionalità dell’indice S&P500 per avere qualche indicazione per l’anno appena cominciato. Ci sono 3 indicatori che vengono rilevati nel mese di gennaio che possono dare indicazioni su come si comporterà Wall Street nel corso dei mesi successivi.

Il primo è il cosiddetto “Barometro di Gennaio” ideato da Yale Hirsch, ha avuto infatti percentuali di successo estremamente alte negli ultimi settanta anni, per cui vale a nostro avviso la pena almeno farci una riflessione che può accompagnarsi alla più tradizionale analisi fondamentale e alla analisi tecnica.
Insieme al Barometro di gennaio, un altro indicatore estremamente utilizzato da trader e investitori per cercare di anticipare la direzione dell’S&P500, sono le prime cinque sedute borsistiche del nuovo anno che funge appunto da “anticipatore”.
Infine, non va dimenticata la capacità predittiva del cosiddetto Santa Claus rally. L’insieme di queste tre stagionalità dovrebbe aiutare, o almeno in passato lo ha fatto, a rafforzare in un senso o nell’altro le previsioni per l’anno appena cominciato.

Le prime 5 sedute del nuovo anno: un segnale anticipatore (early warning)

Marzotto Sim ha fatto partire l’analisi dal 1950, su 71 anni il 65% dei casi l’”early warning system” ha evidenziato per l’anno in corso un segno finale positivo per l’S&P500, contro un 35% di segnali negativi.
In realtà l’analisi per essere completa deve essere fatta a posteriori: per l’early warning positivo, su 45 casi, solo in 7 anni il segno della performance finale dell’S&P è stato diverso. In altre parole, in caso di un andamento positivo delle prime cinque sedute del nuovo anno, nell’84,5% dei casi il segno è confermato per l’intero anno. Nel 16% di casi in cui l’early warning è stato smentito, il 28% dei casi la perdita è stata assolutamente marginale.
Analogamente, dei 24 anni in cui l’early warning ha evidenziato un segnale negativo nelle prime cinque sedute, solo in 10 casi, ovvero il 41,2%, effettivamente l’anno ha avuto un andamento negativo.

Nella ultima seduta borsistica del 2020, l’indice S&P500 aveva chiuso il 31 dicembre a $3756,07. A parte la prima seduta del 4 gennaio in cui l’indice ha subito una violenta presa di profitto, le successive giornate si sono poi chiuse positivamente. Dal minimo a $3662 del 4 gennaio (con chiusura a 3700,65), il successivo 8 gennaio l’S&P500 ha chiuso a 3824,68, con un guadagno complessivo dalla chiusura del 31 gennaio del 1,83%.
Un early warning dell’1,83% si posiziona dal 1950 all’interno del migliore 30%, per cui il positivo risultato del 2021 si può definire “solido”.
Da un certo punto di vista è preferibile un risultato non eclatante in termini percentuali. Gli analisti evidenziano che non si deve dimenticare, che il migliore andamento si ha avuto nel 1987 con il 6,2%. L’anno ha poi chiuso su del 2%, ma dopo essere passato per uno dei crolli epocali dell’indice statunitense.

Wall Street, il Barometro di gennaio

Se l’early warning ha un elevato potenziale preditivo per l’andamento dell’S&P500 per l’intero anno, il January Barometer è ancora più importante.
Il detto popolare è infatti il seguente: “As January goes, so goes the year”. Dal 1950 solo in 17 casi su 71 il Barometro è stato smentito. Nel 73% dei casi l’andamento di gennaio si è riflesso sull’anno. L’autore della metodologia però considera i risultati tra +5 -5% come non rilevanti e quindi escludendo gli anni con una performance tra questi due valori, l’accuratezza del Barometro salirebbe all’85,5% dei casi.
Secondo Marzotto Sim se lo scorso 31 dicembre 2020 la chiusura era stata $3756,07, il 29 gennaio scorso la chiusura è stata 3714,14, evidenziando una perdita dell’1,1%. Il paradosso è che si è trattato di una liquidazione di fine mese, perché sia la seduta precedente che la successiva erano invece state contraddistinte da performance decisamente positive con chiusure sensibilmente più elevate, rispettivamente a 3787,38 e a $3773,86.

Nel 2021 il segnale delle due principali stagionalità dell’anno (insieme a “sell in May and go away”) è quindi tendenzialmente contraddittorio.
Ad un early warning che lascerebbe ipotizzare una chiusura positiva per l’S&P500 nel 2021, si contrappone al contrario il Barometro che invece evidenzia una chiusura negativa. Statisticamente il quadro è perciò confuso e per gli analisti della Sim milanese non ci sono indicazioni forti e precise su quello che potrebbe essere l’andamento del 2021 utilizzando queste due stagionalità come strumento predittivo.

Il “Santa Claus Rally”

In realtà c’è anche una terza stagionalità che si utilizza per prevedere l’andamento dell’anno a Wall Street. Si tratta del detto “if Santa Claus should fail to call, Bears may come to broad and wall”. Questa statistica si basa sull’andamento delle ultime cinque sedute borsistiche dell’anno e sulle prime due del nuovo anno.
In questo caso si parte quindi dal 24 dicembre 2020 e si conclude il 5 gennaio 2021. La performance degli ultimi cinque giorni di dicembre è stata rispettivamente dello 0,35%, 0,87%, 0,22%, 0,13%, 0,64%.
Le prime due sedute di gennaio hanno segnato rispettivamente -1,48% e 0,71%. Il risultato totale è stato positivo per l’1%, per cui c’è una ulteriore attenuazione del risultato negativo del Barometro di Gennaio.

Wall Street, cosa emerge per il 2021

Le principali stagionalità per cercare di prevedere l’andamento dell’anno appena iniziato a Wall Street, contraddistinte dal 1950 da una buona significatività a livello statistico, nel 2021 hanno fornito segnali contrastanti. La più importante, ovvero il Barometro di gennaio, seppure con modalità fortuite perché la performance negativa si è concentrata l’ultimo giorno del mese, ha avuto un andamento negativo.
Viceversa, il Santa Claus rally e l’early warning hanno avuto entrambe un segno positivo, la cui somma supera il Barometro. Secondo Marzotto Sim la conseguenza di simili esiti è che possiamo affermare che le indicazioni dalla stagionalità per il 2021 sono contraddittrorie e relativamente poco attendibili e che perciò dovremo ancora di più basarci sull’analisi fondamentale e l’analisi tecnica.