Wall Street: come sarà il mese di aprile, secondo gli analisti di eToro

29 Marzo 2021, di Mariangela Tessa

Con la chiusura del mese di marzo, gli analisti, come consueto, si interrogano su come sarà il mese di aprile per la Borsa Usa. Negli ultimi dieci anni, la primavera e l’inizio dell’estate hanno corrisposto al periodo migliore per gli indici di Wall Street, che da inizio anno ha già messo a segno un progresso del 5,7 per cento.

Come sottolinea Edoardo Fusco Femiano, market analyst di eToro, che ha messo sotto osservazione la performance dello S&P 500:

“in 15 degli ultimi 20 anni l’indice ha chiuso il mese di Aprile in positivo, con guadagni medi superiori al 2.5%. In aggiunta, se escludiamo il 2002, l’indice ha registrato anni molto positivi, c.d. outliers, nel 2003, 2009 e 2020, ossia in uscita dalle recessioni degli ultimi 20 anni”

Restringendo il campo di osservazione agli ultimi 10 anni:

“Il bias rialzista dell’indice è stato ancora più marcato, con quasi l’82% dei mesi chiusi in positivo e il 2020 che ha rappresentato l’eccezione statistica nel periodo preso in considerazione. Tuttavia, l’elemento che spicca è la persistenza statistica di aprile come un mese positivo per il principale indice americano”.

Wall Street: settimana scarna di dati macro

Sul fronte degli appuntamenti della settimana, in partenza oggi, con l’eccezione dei Non Farm Payrolls, gli investitori non sembrano avere una settimana particolarmente densa sul piano degli eventi macroeconomici. Tuttavia, sullo sfondo i mercati potrebbero essere influenzati da una serie di eventi che, anche solo potenzialmente, potrebbero incidere significativamente sul sentiment degli investitori, dicono gli esperti di eToro.

Sul fronte vaccinale, il quadro resta ancora complesso in Europa, con molti dei nuovi casi che sono il risultato della diffusione della variante del Regno Unito e con un’adozione molto lenta del vaccino in gran parte del continente.  L’aumento dei nuovi casi quotidiani in Italia, Francia e Polonia ha costretto i paesi a nuove restrizioni e, in Germania, anche Angela Merkel è stata costretta a prolungare il lockdown nel paese. In aggiunta aumentano le tensioni tra il Regno Unito e il resto d’Europa, con l’UE che ha minacciato di bloccare le esportazioni verso il Regno Unito, finché AstraZeneca non avrà onorato gli impegni in termini di fornitura dei vaccini.  

Negli Stati Uniti, dopo l’approvazione del pacchetto di stimolo da $1.900 miliardi, il presidente Joe Biden ha intenzione di iniziare a discutere del suo progetto infrastrutturale “Build Back Better” da $3.000 miliardi. Tuttavia, non sembra potersi attendere l’appoggio dei repubblicani in questa circostanza, impauriti dall’ipotesi che un simile stimolo fiscale sia successivamente ripagato da un aumento delle tasse sulle aziende. 

In questo senso, il Segretario del Tesoro, Janet Yellen, non ha escluso la possibilità di un aumento strutturale delle tasse nel corso della sua ultima testimonianza al Congresso.

Infine, questa settimana è attesa la riunione dell’OPEC+ dalla quale tuttavia non sono attesi interventi significativi, anche per via del progressivo aumento delle scorte nelle ultime settimane e in ragione di una ripresa della domanda che in Europa è sempre più flebile.