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Wall Street: chiusura sprint, Dow +181 punti

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NEW YORK (WSI) -Wall Street inizia la settimana all’insegna degli acquisti sulla scia degli ultimi dati macroeconomici e dopo le prime reazioni dell’Occidente al voto in Crimea: i mercati temevano infatti sanzioni economiche più pesanti contro la Russia. A fine seduta, il Dow segna un incremento dell’1,13% a 16.247 punti (+181 punti), il Nasdaq guadagna lo 0,82% a 16.247 punti mentre lo S&P 500 cresce dello 0,97% a 1.859 punti.

I volumi di scambio sono rimasti sui minimi durante la seduta mentre l’indice Vix e’ calato del 12% a quota 15,68 punti. Il petrolio ha terminato in calo dopo due sedute di rialzi: il contratto ad aprile e’ sceso di 81 centesimi, lo 0,8%, a 98,08 dollari il barile. I titoli di Stato americani hanno chiuso negativi in vista delle riunioni della Fed e soppesando l’impatto delle sanzioni economiche contro la Russia dopo il voto di ieri in Crimea. Il rendimento del benchmark decennale e’ salito al 2,69% e quello del trentennale si e’ attestato al 3,62%. Sui mercati valutari, l’euro guadagna terreno a 1,3924 dollari mentre il biglietto verde avanza 101,75 yen.

Nella mattinata americana ha soddisfatto il dato sulla produzione industriale cresciuta in febbraio dello 0,6%, ben al di sopra dell’incremento dello 0,1% atteso dagli analisti. Nel mese il tasso di utilizzo degli impianti è salito al 78,8% dal 78,5% del mese precedente. Le attese degli analisti in questo caso erano per una conferma al 78,5%. Secondo i dati della Federal Reserve, nel mese la produzione del comparto manifatturiero è salita dello 0,8% mentre quella del comparto utilities è scesa dello 0,2%. In crescita dello 0,3% l’output del settore minerario. Occhi anche alla riunione della Federal Reserve, la prima presieduta da Janet Yellen, che inizia domani e si conclude mercoledì.

Torna la modalità ‘risk-on’ sui mercati. Gli investitori non nutrono nessun timore di una nuova Guerra Fredda al momento (non va dimenticato che la Russia detiene l’arma nucleare). Usa ed Europa per il momento hanno imposto contro Mosca sanzioni per limitare i visti concessi a chi viaggia e per congelare gli asset, dopo il controverso voto plebiscitario per l’annessione della Crimea, piccola penisola filo-russa.

Sul versante macro l’indice Empire Index si è attestato a quota 5,6 nel mese di marzo dopo il 4,5 di febbraio. Brutte notizie sul fronte immobiliare: la fiducia dei costruttori edili è salita da 46 a 47 punti nel mese di marzo a fronte dei 50 punti attese dal mercato. Lo ha comunicato l’associazione settoriale Nahb (National Association of Home Builders), ricordando che un valore inferiore a 50 punti indica che i costruttori edili sono pessimisti sull’andamento delle vendite di case. Secondo la Nahb sulla fiducia dei costruttori edili continuerebbero a pesare il maltempo e le difficoltà a trovare abbastanza lavoro.

Tra i titoli in evidenza oggi, il gigante dell’e-commerce cinese Alibaba Group Holding dice che inizierà l’Ipo negli Usa mettendo fine così a mesi di speculazione. E’ ancora sconosciuta la data dell’Ipo e se il gigante cinese dell’e-commerce sceglierà di quotarsi sul Nyse o sul Nasdaq. Ma, secondo indiscrezioni, Alibaba starebbe negoziando sei banche (Credit Suisse, Deutsche Bank, Goldman Sachs, Jp Morgan Chase, Morgan Stanley e Citigroup) per la gestione dello sbarco in borsa. Le commissioni per le banche potrebbero ammontare a 260 milioni di dollari per un collocamento da forse 14 miliardi che valuti l’intera società almeno 140 miliardi. La società potrebbe tuttavia anche rastrellare oltre i 16 miliardi di dollari raccolti da Facebook nella sua Ipo di due anni or sono.

Intercept Pharmaceuticals Inc annuncia che il farmaco sperimentale sulla malattia al fegato ha superato il terzo test, mettendo così l’azienda nelle condizioni di avviare l’iter per l’ok del marketing. Giant Investment rileverà la società cinese di giochi online Giant Interactive group per 3 miliardi di dollari.

Da un punto di vista operativo, gli esperti di analisi tecnica consigliano per quanto riguarda lo S&P 500 di fare particolare attenzione all’area di supporto più immediata vista a 1.826,35 con target successivo stimato a 1.811,57. Resistenza a 1.869,1

In ambito valutario, l’euro -0,16% a $1,3892; dollaro/yen +0,47% a JPY 101,82; euro/yen +0,31% a JPY 141,44.

I commodities, i futures sul petrolio -0,19% a $98,70 al barile, mentre le quotazioni dell’oro +0,05% a $1.379,70 l’oncia.