Wall Street chiude in calo. S&P vicino ai livelli di supporto

24 Marzo 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) -Chiusura col segno meno per Wall Street che a fine seduta vede lo S&P 500 perdere lo 0,46% a 1.859 punti a un soffio dal livello di supporto di 1.850 punti. In flessione modesta il Dow Jones: -0,10% a 16.286 punti . Peggio ha fatto il Nasdaq, che perde l’1,14% a 4.229 punti, sotto il peso delle vendite dei titoli biotech.

A pesare sull’umore degli investitori è un dato che segnala il rallentamento dell’attività manifatturiera negli Stati Uniti e il fatto che alcune banche sostengono che l’economia russa entrerà in recessione. Fitch ha rivisto per altro in negativo l’outlook di 15 banche russe.

Sul fronte macro, l’indice Chicago Fed è salito a quota +0,14 a febbraio da -0,45 di gennaio (dato rivisto dal precedente -0,39). La media mobile dei tre mesiè scesa a -0,18 dal +0,02 del mese precedente (+0,10% il dato precedente di gennaio), prima lettura sotto lo zero in sei mesi. L’indice, che misura l’attività economica dell’area di Chicago, è formato dalla media ponderata di 85 indicatori dell’attività economica nazionale: una lettura superiore a zero indica una crescita superiore alle attese.

Secondo la stima flash di Markit Economics l’indice Pmi manifatturiero per gli USA è sceso a marzo, rispetto a febbraio, da 57,1 a 55,5 punti. Si tratta del calo maggiore in 14 mesi. Gli economisti si attendevano un rialzo di 56,5 punti. Ricordiamo che un valore superiore a 50 punti segnala una crescita dell’attività manifatturiera mentre un valore inferiore indica una contrazione.

Buone notizie sono intanto arrivate dagli economisti aziendali americani riuniti nell’associazione Nabe, secondo cui l’economia degli Stati Uniti, dopo una frenata nel primo trimestre del 2014 legata al maltempo, saprà accelerare nuovamente il passo. Questo consentirà alla Federal Reserve di terminare il Quantitative Easing, gli acquisti di bond, nel corso dell’autunno e forse anche prima. Gli analisti del settore privato stimano che l’espansione abbia rallentato all’1,9% tra gennaio e marzo, ma che in seguito ritrovi slancio e finisca l’anno con una crescita al passo del 3% o superiore. Le previsioni per l’intero anno, un’espansione media del 2,8%, sono migliori rispetto a quelle del precedente sondaggio, condotto in dicembre e che aveva ipotizzato il 2,5 per cento. Il Nabe si aspetta una marcia dell’economia ancora piu’ solida nel 2015: pari al 3,1 per cento.

Secondo John C. Williams, presidente della Federal Reserve di San Francisco (California) i tassi di interesse negli Stati Uniti “non saliranno prima della seconda meta’ del 2015” e “ci vorrano diversi anni” prima che il costo del denaro torni a livelli normali. I tassi sono visti “ben sotto il 4%” alla fine del 2016. Le parole di Williams concesse in esclusiva al Washington Post arrivano sulla scia di quelle del governatore della banca centrale americana di mercoledi’ scorso, quando Janet Yellen aveva fatto intuire che tra la fine del programma di acquisto di bond e il primo rialzo dei tassi potrebbero passare “circa sei mesi”.

Analisi tecnica dello S&P 500, che riparte da 1.866 punti circa: la prima resistenza è rappresentata dalla conferma del superamento dell’angolo rialzista che va da 1.823,50 punti a 1.863,50 punti.

Se ciò venisse confermato, ci sarebbero i presupposti per testare l’angolo di resistenza più vicino a quota 1.869,50 punti. L’angolo che ha frenato il rally lo scorso venerdì corrisponde oggi al livello di 1.875 punti. Un superamento di 1.876,75 punti potrebbe portare i mercati a balzare fino al massimo a 1.880,50 punti.

Segnali di debolezza si manifesterebbero in caso di mancato superamento di 1.863,50 punti e di performance verso l’angolo ribassista a 1.858,50.

Tra i titoli in evidenza, Herbalife ha detto che farà entrare nel consiglio tre rappresentanti di Carl Icahn, primo azionista della società. Secondo il Wall Street Journal, Apple è in trattative con Comcast per un accordo nel campo dei servizi streaming per la televisione, che gli consentirà di fornire prodotti in grado di superare le congestioni della rete. Microsoft sotto pressione, dopo che le autorità di regolamentazione asiatiche hanno ritardato l’approvazione per l’acquisizione della divisione di cellulari di Nokia per un valore di $7,45 miliardi.

Sul valutario, euro -0,17% a $1,3768; dollaro/yen +0,19% a JPY 102,43; euro/franco svizzero +0,20% a CHF 1,2197. Euro/yen -0,01% a JPY 141,01.

Riguardo alle materie prime, i commodities, i futures sul petrolio +0,45% a $99,91, il prezzo dell’oro -0,82% a quota $1.325 l’oncia.