Wall Street chiude bene ma restano dubbi sulla Fed

5 Luglio 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Chiusura in territorio positivo per Wall Street. Il Dow Jones sale dello 0,98 per cento, a 15.135,84 punti, il Nasdaq avanza dell’1,04 per cento, a 3.479,38 punti, e lo S&P 500 mette a segno un progresso dell’1,02 per cento, a 1.631,89 punti.

La pubblicazione del rapporto mensile ha messo in evidenza un aumento dei nuovi posti di lavoro superiore alle attese in giugno (+195.000 unità), a fronte di un tasso di disoccupazione al 7,6%.

“Il mercato del lavoro è più solido – commenta Harm Bandholz, responsabile economista Usa presso Unicredit a New York, in una intervista rilasciata a Bloomberg – Si tratta di numeri positivi, soprattutto se si considerano anche le revisioni al rialzo (dei mesi precedenti). Il “tapering” della Fed si sta avvicinando”.

Proprio la conferma che la banca centrale potrebbe ridurre la portata delle misure straordinarie a sostegno dell’economia ha frenato l’entusiasmo degli investitori. Gli analisti intravedono circa 20 miliardi di dollari in meno in titoli di stato acquistati al mese da parte delle autorità di politica monetaria.

I timori che, sulla scia di questi dati positivi, Ben Bernanke dia il via alla riduzione delle misure straordinarie di quantitative easing, a partire già da settembre, come lui stesso ha peraltro ventilato, hanno per ora la meglio sulla fiducia nei fondamentali dell’economia Usa.

E’ vero comunque che la Fed ha fissato come obiettivo il 7% come tasso di disoccupazione massimo prima di iniziare a staccare la spina. I numeri appena diffusi confermano che il tasso rimane ancora alto, al 7,6%, più di quanto atteso dagli analisti, che avevano previsto un calo al 7,5% per il mese di giugno, al minimo dal 2008.

Treasuries Usa sotto attacco, in un periodo di evidente fuga generalizzata dai bond. Intensi i sell off sui bond americani, a fronte di un balzo dei rendimenti. In particolare, quelli decennali balzano fino a oltre +8% toccando il 2,698%, al massimo livello dall’agosto del 2011. I tassi a 30 anni +4,6% circa al 3,649%, quelli a cinque anni +11% all’1,583%.

“La riduzione del QE è in cantiere, e riteniamo che inizierà a settembre con un calo degli acquisti di $15-20 miliardi”, ha commentato David Ader, responsabile della divisione di strategia sui bond governativi presso CRT Capital Group.

Wall Street guarda con ottimismo anche alle novità arrivate dal fronte Bce, che per la prima volta ha dato una guidance sui tassi, lasciando intendere che ulteriori tagli non sono da escludere e che la politica monetaria rimarrà accomodante per molto tempo ancora.

Ieri gli indici azionari Usa sono rimasti chiusi per la festività dell’Independence Day e quindi questa è la prima seduta finanziaria da quando il presidente della Bce ha promesso di “mantenere i tassi di interesse ai minimi storici o su livelli anche più bassi per un periodo prolungato”, fondamentalmente finché sarà necessario.

Tensioni nel settore bancario in attesa della pubblicazione dei risultati degli stress test condotti sui conti delle principali banche americane. A differenza degli esami della Fed completati in marzo, queste analisi sono auto gestite e si basano su scenari scelti dagli stessi istituti. Sotto osservazione saranno in particolare BB&T e Ally Financial: entrambe le società di credito erano infatti state bocciate ai test della banca centrale Usa.

In ambito valutario, l’euro -0,68% a $1,2825; dollaro/yen +1,02% a JPY 101,05. Euro/franco svizzero +0,03% a CHF 1,2354. Secondo gli analisti di Mps Capital Services, verso il dollaro Usa l’euro si è portato ai minimi da fine maggio al di sotto di soglia 1,29, con il supporto importante collocato per oggi in prossimità di area 1,28. La resistenza passa da 1,30.

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio virano in positivo scommettendo su un miglioramento dei fondamentali e fanno +0,31% a $101,55, ma avevano superato anche quota $102; oro -3,07% a $1.213,50. Le quotazioni del metallo prezioso continuano a scivolare, l’appetibilità del bene rifugio per eccellenza segna un forte tonfo, in un momento in cui l’inflazione è molto bassa, e il valore del dollaro è destinato a salire, in vista dell’adozione, prima o poi, di una politica monetaria meno accomodante.

IL COMMENTO SU DATI OCCUPAZIONE USA DI IG MARKET

Parla Filippo Diodovich, market strategist di IG: “Le condizioni sul mercato del lavoro evidenziano un forte miglioramento (molto positive le revisioni al rialzo dei mesi precedenti). Vengono così confermate le dichiarazioni del governatore della Federal Reserve, Ben Bernanke, rilasciate dopo il meeting del Fomc del 19 giugno. Riteniamo che l’inizio del “tapering” (diminuzione graduale dell’ammontare del piano di quantitative easing) sia sempre più vicino. Crediamo che il progressivo miglioramento dello stato di salute del mondo del lavoro nel paese a stelle e strisce incentiverà i membri del Board a ridurre il programma di acquisto di titoli governativi di 20-25 mld di dollari circa al mese nei vertici del Fomc di settembre (17/18) o al massimo nella riunione di ottobre (29/30). Bernanke diminuirà inizialmente gli acquisti di Treasury lasciando l’ammontare del piano di QE pari a 60-65 mld di dollari circa al mese (40 mld di dollari di acquisti di MBS – Mortgage Backed Securities e 20-25 mld di Treasury)”.

Continuando: “Sui mercati finanziari è soprattutto il dollaro a evidenziare un forte rialzo. Il dollar index mostra un forte aumento a 84,75 punti. Il dollaro/yen torna a mostrare una marcata accelerazione rialzista, toccando un nuovo massimo delle ultime 6 settimane al di sopra di 101. Forte calo per il cambio euro/dollaro che si avvicina al supporto strategico di 1,28”.