Truffe, tanti casi Enron in agguato. Chi saranno prossime a cadere?

11 Maggio 2016, di Laura Naka Antonelli

NEW YORK (WSI) – Enron: un caso di bancarotta fraudolenta che ha fatto la storia di Wall Street. Un caso però anche molto attuale, dal momento che Wall Street avrebbe in seno diverse serpi, pronte a provocare nuovi scandali da un momento all’altro. E a dirlo è lo stesso ex numero uno di Enron, l’ex amministratore delegato Andy Fastow, uscito di prigione dopo aver scontato una pena di sei anni per i reati commessi.

Secondo Fastow, Wall Street è piena di funzionari che stanno facendo la stessa cosa che fece lui quando era a capo di Enron. Stando a quanto riportato da Business Insider, le accuse del dirigente non risparmiano di certo Apple. Così scrive Business Insider.

“A suo avviso l’azienda più grande al mondo starebbe adottando un comportamento di elusione fiscale che, per quanto forse tecnicamente legale, è chiaramente concepito per aumentare gli utili e gonfiare il titolo, ingannando e confondendo le autorità di regolamentazione (e forse gli investitori), attraverso una massiccia e complessa rete di entità – la stessa cosa che fece Enron-. E questo atteggiamento è routine al 100%, si tratta di un comportamento comune tra le principali società Usa”.

Negli Stati Uniti, qualcuno ride alle parole di Fastow, ricordando come le dichiarazioni provengano da un condannato. E tuttavia, la società di ricerca Casey Research invita gli investitori a ricordare i casi di Valeant, produttore di farmaci, e di SunEdison, società attiva nel mercato delle fonti rinnovabili di energia.

Così come Enron, entrambe le aziende sono state considerate una sorta di Eldorado degli investimenti. “Dal gennaio del 2013 al luglio del 2015, Valeant ha guadagnato +332%, mentre il titolo SunEdison è balzato +892%”.

Così come Enron, entrambe hanno fatto ricorso a una sorta di “contabilità creativa”, tanto che, stando a quanto riporta il Wall Street Journal, la Sec sta cercando di capire se “SunEdison abbia presentato in modo ingannevole agli investitori la sua posizione di liquidità, mentre il titolo crollava”. Valeant, anche, è indagata per le pratiche contabili adottate.

Peggio di mele marce e non solo Valeant e SunEdison

Così come Enron, entrambi i titoli hanno registrato tonfi record. SunEdison ha bruciato ben il 99% del suo valore prima di annunciare l’intenzione di ricorrere al Chapter 11, ovvero alla procedura di amministrazione controllata. Le quotazioni di Valeant sono scivolate dell’89%.

Il punto è che spesso Valeant e SunEdison vengono descritte come mele marce di Wall Street. Ma una definizione del genere potrebbe essere fin troppo ottimistica.

Tra l’altro i fondamentali sembrano tutto fuorché confortanti. Sempre il Wall Street Journal ha reso noto la scorsa settimana che le 1.500 principali società non finanziarie degli Stati Uniti hanno assistito a un aumento del debito, su base netta, di $409 miliardi nell’anno terminato alla fine di marzo, secondo Société Générale, e hanno fatto uso di quasi tutta la cifra – $388 miliardi – per acquistare le loro proprie azioni, al netto delle operazioni di nuovi emissioni azionarie.

Ciò significa che “le aziende sono diventate le principali clienti delle proprie azioni”, con operazioni di buyback. D’altronde, come conferma la società di ricerca FactSet, il 76% delle società scambiate sullo S&P 500 ha fatto ricorso al buyback nel periodo compreso tra novembre e gennaio.