Wall Street euforica. Si allontana spettro Brexit

24 Maggio 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Chiusura in rialzo per le contrattazioni odierne della Borsa di New York. Nel finale, il Dow Jones guadagna l’1,22% a 17.706 punti, lo S&P 500 mette a segno una crescita dell’1,37% a 2.076 punti mentre il Nasdaq sale del 2% a 4.861 punti.

L’azionario americano oggi sembra inseguire quello europeo, dove gli investitori hanno tirato un sospiro di sollievo leggendo sul Telegraph un sondaggio in base al quale la Brexit non e’ l’opzione preferita tra gli elettorici britannici.

Tra coloro che il prossimo 23 giugno intendono votare al referendum, il 55% vuole che il Regno Unito resti nell’Unione europea. Una minoranza pari al 42% vuole invece la Brexit. La propensione al rischio e’ alimentata anche dalle vendite di case nuove, ad aprile in Usa balzate ai massimi di otto anni. A cio’ si aggiunge una trimestrale oltre le attese del costruttore di immobili di lusso Toll Brothers, il cui titolo (+7,9%) e’ protagonista della migliore seduta dal 2013.

Il colosso americano dell’agrochimica Monsanto (+2,85% a 109 dollari) ha intanto rifiutato l’offerta della tedesca Bayer per 62 miliardi di dollari ma si e’ detto disposto a trattare spingendo di fatto la rivale ad alzare la posta rispetto ai 122 dollari per azione messi sul piatto.

Gli investitori sembrano concentrarsi sul rialzo del dollaro nei confronti delle principali valute, sulla scia di un aumento delle aspettative per un aumento dei tassi da parte della Federal Reserve magari gia’ a giugno. Favorito dal calo dello Zew tedesco, segno meno per il cross euro/dollaro che viaggia ampiamente sotto quota 1,12 (1,118).

Il biglietto verde si appresta a chiudere il mese con il maggiore balzo da mezzo anno, segno di come il mercato abbia iniziato a includere nei prezzi una possibile stretta monetaria dallo scorso mercoledi’, quando la banca centrale Usa ha diffuso i verbali della riunione di aprile dicendo di avere lasciata aperta la porta a una mossa a giugno.

Sarebbe la prima dallo scorso dicembre quando, per la prima volta dal giugno 2006, il costo del denaro fu alzato dai livelli minimi record a cui si trovata dal dicembre 2008. Considerando che l’approccio della Fed e’ basato sui dati macroeconomici, quelli in arrivo tra qui e il 14-15 giugno saranno monitorati con particolare attenzione. Oggi in calendario ci sono le vendite di nuove case.

Fari su Apple che sale sulla scia delle indiscrezioni circolate sulla produzione della nuova versione dello smartphone di Cupertino, attesa dopo l’estate. A sostenere le azioni sono le indiscrezioni riportate dal quotidiano di Taiwan Economic Daily e riprese dall’americana Cnbc, secondo cui Apple avrebbe chiesto ai fornitori, per lo piu’ quelli in Asia, di produrre un maggior numero di quello che dovrebbe chiamarsi iPhone 7s. In particolare, la societa’ americana avrebbe chiesto di produrre tra 72 e 78 milioni di smartphne entro la fine delll’anno, piu’ dei 65 milioni ipotizzati dagli analisti di Wall Street.

All’indomani di una seduta in calo, il petrolio ha rimbalzato. Il contratto a luglio al Nymex e’ salito di 54 centesimi, l’1,12%, a quota 48,62 dollari al barile. Si tratta di un livello che non veniva raggiunto dallo scorso ottobre. Il focus e’ sul dato delle scorte Usa previsto domani: per la settimana chiusa il 20 maggio scorso, gli analisti stimano una contrazione pari a 2,5 milioni di barili. In vista del dato ufficiale del dipartimento americano dell’Energia, oggi arrivera’ quello del gruppo privato American Petroleum Institute che oggi ha orgogliosamento detto che i suoi calcoli sono simili a quelli Usa per tre quarti delle volte su base mensile. Cosi’ non e’ stato nelle ultime due settimane. A sostenere le quotazioni sono state anche indicazioni arrivate dall’Iraq, dove problemi alla manutenzione e blackout elettrico hanno fatto scendere la produzione del Paese parte dell’Opec di 4,5 milioni di barili al giorno dal record raggiunto a gennaio pari a 4,78 milioni di barili.