Wall Street chiude in flessione, fari su Fed e Brexit

13 Giugno 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Dopo i ribassi della settimana scorsa, su Wall Street continua a pesare l’incertezza sull’esito del voto del referendum sull’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, che si terra’ il 23 giugno.

Nel finale, il Dow Jones segna un calo dello 0,74% a 17.732 punti, peggio fa lo S&P 500 in flessione dello 0,81% a 2.079 punti mentre il Nasdaq flette dello 0,95% a 4.848 punti.

Il timore della Brexit, data per possibile dagli ultimi sondaggi, sta mettendo sotto forte pressione anche le piazze internazionali, asiatiche ed europee in particolare.  Il calo avviene all’indomani del fine settimana dominato dalla strage di Orlando in Florida da parte di un cittadino americano ispiratosi a Isis che ha fatto 49 vittime e decine di feriti in una discoteca gay.

Nervosismo c’e’ anche per il vertice di politica monetaria della Federal Reserve domani e mercoledi’. Le decisioni sui tassi, gli aggiornamenti delle stime economiche e la conferenza stampa di Janet Yellen sono in calendario mercoledi’ ed e’ possibile che l’incertezza internazionale incida sulle scelte della Banca centrale americana. Fari anche sulle decisioni che quattro altre tre banche centrali, ovvero Banca del Giappone, Banca d’Inghilterra e Banca della Svizzera, prenderanno nel corso della settimana.

Sul fronte delle materie prime, per la terza seduta di fila il petrolio ha chiuso in ribasso, messo sotto pressione dalle preoccupazioni sul piano macroeconomico in Asia e in Europa e dal dollaro che ha smesso di correre. Il contratto luglio al Nymex e’ scivolato dello 0,4%, 19 centesimi, a 48,88 dollari al barile.

Sul fronte societario, fari puntati sulla maxi-fusione tra Microsoft e LinkedIn. 

I titoli di stato americani tirano il fiato dopo i forti cali registrati dai rendimenti nella precedente ottava. Gli investitori tornano, con molta cautela, agli investimenti piu’ rischiosi, motivo per cui i bond si attestano in modesto rialzo, con gli yield, che si muovono in senso inverso ai prezzi, in aumento contenuto. Gli yield decennali, benchmark del settore, si attestano in aumento all’1,635%, piu’ dell’1,613% delle contrattazioni overnight