Wall Street a due velocità, fari sulla Fed

28 Ottobre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) -Chiusura a due velocità per Wall Street con lo S&P 500 che si lascia alle spalle l’ottava seduta positiva su nove (+0,13% a 1.762 punti). Poco sotto la parità il Dow Jones (-0,01% a 15.569 punti) e il Nasdaq (-0,09% a 3.940 punti). Gli investitori restano alla finestra in vista delle riunioni del FOMC previste per domani e dopo domani.

Il petrolio ha finito la seduta in rialzo: i future con scadenza a dicembre hanno guadagnato 83 centesimi, lo 0,9%, a 98,68 dollari per azione. I titoli di Stato americani hanno chiuso sulla parita’ con rendimenti al 2,51% per il benchmark decennale e al 3,61% per il bond trentennale. Sui mercati valutari, l’euro scende a 1,3788 dollari mentre il biglietto verde guadagna terreno a 97,67 yen.

La scorsa settimana l’azionario ha chiuso la settimana in rialzo per la terza volta consecutiva, con il paniere delle blue chip Dow Jones che ha guadagnato un punto percentuale.

Dal fronte macro, indicazioni positive sono arrivate dall’industria. A settembre, per il secondo mese di fila, la produzione industriale è cresciuta, segnando un progresso dello 0,6% mensile a fronte dello 0,4% di agosto e contro lo 0,4% atteso dal mercato. Lo ha reso noto la Fed, specificando che su base annua l’incremento è stato del 2,3%.

Segnali negativi sono invece arrivati dal settore immobiliare. La National Association of Realtors (Nar, l’Associazione Agenti Immobiliari degli USA) ha comunicato oggi che l’indice che misura l’andamento dei contratti di vendita di abitazioni già firmati ma non ancora conclusi è sceso a settembre, rispetto ad agosto, del 5,6% a 101,6 punti ai minimi da nove mesi. Si è trattato del quarto calo mensile consecutivo. Gli economisti avevano messo in conto un calo dell’1,3%. Su base annua, l’associazione si aspetta per l’intero 2013 un aumento delle vendite del 10% circa rispetto allo scorso anno.

Ma a rubare l’attenzione degli investitori in settimana sarà indiscutibilmente il meeting della Federal Reserve. Sebbene nella due giorni che termina mercoledì non ci sia alcun timore di tapering – la riduzione del ritmo con cui la banca centrale acquista Treasury e bond ipotecari – i trader guarderanno a ogni parola del comunicato per capire se ci sarà un taglio delle stime economiche. Non essendoci alcuna conferenza stampa, i trader si limiteranno a interpretare la nota.

A livello societario, Apple, dopo la chiusura del mercato, ha snocciolato i dati dell’ultimo trimestre fiscale, periodo in cui la società della Mela ha battuto le stime degli analisti ma ha chiuso il bilancio annuale con un calo dell’utile a 37 miliardi di dollari: il primo declino dei profitti annuali in 11 anni. L’azienda ha annunciato un fatturato trimestrale di 37,5 miliardi di dollari e un utile netto trimestrale di 7,5 miliardi di dollari, pari a 8,26 dollari per azione diluita. Questi risultati si raffrontano con quelli dello stesso trimestre dell’anno passato in cui l’azienda aveva registrato un fatturato di 36 miliardi di dollari e un utile netto trimestrale di 8,2 miliardi di dollari, pari a 8,67 dollari per azione diluita. Il margine lordo e’ stato del 37 percento, rispetto al 40 percento registrato nello stesso trimestre di un anno fa. Le vendite internazionali hanno rappresentato il 60 percento del fatturato trimestrale.

Sugli altri mercati, per l’oro si prospetta il prima calo annuale in 13 anni. Investitori vendono il metallo prezioso e comprano dollari.

In ambito valutario, l’euro oscilla attorno alla soglia di $1,38, ai massimi in due anni, ma frena con +0,04% a $1,3809, dollaro/yen +0,21% a JPY 97,61. Euro/franco svizzero +0,20% a CHF 1,2343, euro/yen +0,27% a JPY 134,78.

Riguardo alle materie prime, i commodities, i futures sul petrolio +0,06% a $97,91 al barile, mentre le quotazioni dell’oro invariate a 1.352,40 l’oncia.