Vuoi andare in pensione prima? Ecco 4 modi per riuscirci

18 Ottobre 2022, di Pierpaolo Molinengo

Sono in molti a sognare di poter andare in pensione in anticipo. Smettere di lavorare e andare in quiescenza prima è possibile, ma per poterlo fare è necessario conoscere alla perfezione la normativa italiana, in modo da poter pianificare al meglio la propria uscita dal mondo del lavoro senza commettere errori grossolani.

Nella maggior parte dei casi, per andare in pensione è necessario soddisfare due differenti requisiti: quello contributivo e quello anagrafico. Per andare in pensione, però, i lavoratori hanno la possibilità di accedere ad alcune opzioni – come può essere, ad esempio, Quota 41 – che permettono di andare in quiescenza con un po’ più di elasticità.

Per accedere alla pensione di vecchiaia è necessario aver compiuto 67 anni e maturato 20 anni di contributi. Per accedere alla pensione anticipata è necessario, invece, aver maturato 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, indipendentemente dall’età anagrafica.

Il lavoratore che non dovesse soddisfare i requisiti per andare in pensione, dovrà necessariamente attendere di aver compiuto 67 anni e di aver maturato 20 anni di contributi. Sempre che non sia riuscito a maturare prima i requisiti per accedere alla pensione anticipata.

Negli ultimi anni di carriera capita, però, che molti lavoratori siano stanchi e abbiamo solo voglia di andare in pensione. Si cercano, quindi, le strade migliori per potersi mettere a riposo. Vediamo quali trucchi – tutti perfettamente legali – si possono adottare per smettere di lavorare prima.

1. Riunire i contributi della gestione separata

Riunire i contributi nella gestione separata è una delle strade che è possibile percorrere. E che può essere utile per due motivi:

  • andare in pensione con 15 anni di contributi – invece che 20 – nel momento in cui si siano stati raggiunti i 71 anni;
  • se invece si vuole andare in pensione a 64 anni, è necessario aver maturato almeno 20 anni di contributi e aver diritto a una pensione superiore a 2,8 volte l’assegno sociale.

Riunire tutti i contributi nella gestione separata comporterà un ricalcolo contributivo della pensione. Questo permetterà di accedere ad alcune opzioni, che sono riservate unicamente ai contributivi puri. Questa possibilità è riservata unicamente a quanti abbiano:

  • meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995;
  • 5 anni di contributi accreditati dopo il 1° gennaio 1996;
  • 15 anni di contributi complessivi;
  • 1 mese di contributi accreditato presso la Gestione Separata.

2. Chiedere il versamento dei contributi figurativi

I lavoratori a cui dovesse mancare qualche anno di contributi per andare in pensione, potrebbero pensare anche ai cosiddetti contributi figurativi. Questi contributi sono accreditati gratuitamente dall’Inps per alcuni periodi di sospensione, interruzione o riduzione del lavoro. Ma che sono validi a tutti gli effetti per accedere alla pensione.  I contributi figurativi sono accreditati in automatico dall’Inps solo in alcuni casi, mentre in altri il diretto interessato ne deve fare esplicita richiesta. I lavoratori privati devono presentare la domanda per coprire i seguenti periodi:

  • servizio militare volontario;
  • servizio civile;
  • servizio militare obbligatorio;
  • maternità al di fuori di un rapporto di lavoro;
  • congedo parentale durante il rapporto di lavoro;
  • riposi giornalieri;
  • malattia e infortunio;
  • malattia del bambino;
  • aspettativa per cariche elettive;
  • aspettativa per cariche sindacali;
  • assenza dal lavoro per donazione sangue.

Farsi accreditare i contributi figurativi per i sopracitati periodi potrebbe risultare particolarmente interessante, nel caso in cui queste situazioni siano presenti. Si riuscirà a raggiungere il requisito contributivo minimo per accedere alla pensione anticipata prima.

3. Iscriversi a un fondo pensione complementare

I lavoratori che sono iscritti ad un fondo di pensione complementare da almeno 5 anni possono andare in pensione anticipatamente. Potranno percepire, in questo modo, la Rita (Rendita integrativa temporanea anticipata), che consiste nell’erogazione frazionata o in parte del montante accumulato nel fondo. Grazie alla Rita sarà possibile uscire dal lavoro anticipatamente:

  • di 5 anni, nel caso in cui il lavoratore abbia maturato 20 anni di contributi;
  • di 10 anni, per i disoccupati di lunga durata – 24 mesi – che abbiano almeno 20 anni di contributi.

4. Firmare un contratto di espansione

Grazie al contratto di espansione è possibile uscire dal lavoro anticipatamente, purché sia raggiunto un accordo con l’azienda e che questa abbia almeno 50 dipendenti in organico.

Entrando un po’ di più nel dettaglio, è utile ricordare che il contratto di espansione è un accordo sottoscritto tra l’azienda ed i rappresentanti sindacali, attraverso il quale si incentiva il ricambio generazionale. Grazie a questo accordo sarà possibile procedere alla risoluzione anticipata del rapporto di lavoro per i dipendenti a cui manchino 5 anni per poter andare in pensione. 

Nel corso di questi 5 anni, i lavoratori percepiscono un’indennità mensile sostitutiva della pensione, erogata dall’Inps ma è finanziata dalla stessa azienda. Nel corso di questi anni saranno anche riconosciuti i contributi.