Voto Brexit: May data per sconfitta, si cerca di posticipare data di addio?

11 Gennaio 2019, di Alessandra Caparello

I pronostici parlano di una sconfitta matematicamente certa per la premier Theresa May martedì prossimo, quando i parlamentari britannici saranno chiamati a votare l’accordo siglato con la Ue sulla Brexit. In compenso la scadenza delle trattative del 29 marzo potrebbe essere posticipata e questo ha dato nuovo slancio alla sterlina sui mercati valutari.

Rimandare la deadline concederà a Londra più tempo per tentare di organizzare un’uscita dal blocco europeo che sia ordinata, scongiurando una Hard Brexit senza accordi precisi.  Uno scenario di “no-deal” scatenerebbe un pandemonio in un paese che già deve fare i conti con una crisi di fiducia e una fuga di capitali da parte del settore dei servizi finanziari. Secondo il quotidiano inglese Evening Standard “alti funzionari di governo”, che hanno richiesto di rimanere anonimi, sostengono che la data ultima per siglare un’intesa sulla Brexit verrà spostato in avanti.

Brexit, rimandare scadenza trattative potrebbe essere “unica opzione

Secondo il cancelliere austriaco Sebastian Kurz la scadenza verrà rimandata solo se non c’è alcun progresso nei colloqui: in quel caso “sarà l’unica opzione” possibile per evitare uno scenario catastrofico di “no-deal”. “Dobbiamo vedere cosa accade, le cose si stanno muovendo con estrema lentezza”.

Anche se nelle ultime settimane il governo è apparso meno categorico nell’escludere un eventuale prolungamento delle trattative viste le difficoltà incontrate, la portavoce di May Alison Donnely ha escluso che si possa posticipare la data rimandando l’invocazione dell’articolo 50. La premier è ancora convinta di poter ottenere in tempo l’approvazione del testo legislativo necessario per evitare il caos.

Quella di martedì 15 gennaio rimane invece una sconfitta certa per la premier, che apre prospettive tutte poco rosee: quella di una caduta del governo, di un addio “disordinato” dal blocco Ue o addirittura il fallimento dell’intero processo di Brexit.

La premier May è ancora fiduciosa di ottenere maggiori assicurazioni da parte dell’UE sull’accordo, eventualità che le permetterebbe di guadagnare consensi tra i suoi, ma finora i segnali da parte di Bruxelles di offrire a Londra la copertura legale che stava cercando, in particolare sul cosiddetto accordo di “backstop” per il confine irlandese, sono stati pressoché nulli.

Le autorità europee, che hanno il coltello dalla parte del manico, hanno escluso che si possa rivedere l’accordo stretto e che si possa ricorrere a un piano B. Se l’accordo dovesse passare dal vaglio parlamentare allora Gran Bretagna e UE si troverebbero sulla buona strada per entrare in un periodo di transizione dal 29 marzo prossimo anche se i negoziati continuerebbero nel tentativo di risolvere una futura relazione.

Voto in Parlamento: i numeri non ci sono

Per passare, l’accordo firmato da May, ha bisogno del sostegno di 320 legislatori, oltre la metà dei 639 deputati che votano a Westminster. I numeri non sembrano favorire il governo May, che si trova a dover far fronte ai voti contrari dal principale partito all’Opposizione, il Labour, oltre a quelli del Partito nazionale scozzese e del DUP (Partito unionista democratico) dell’Irlanda del Nord. A questi si aggiungono le fronde sia pro che anti-UE dello stesso partito conservatore al governo.

Anche una piccola sconfitta con circa 30 o 40 voti in meno potrebbe indurre la May a tornare a Bruxelles per fare un ultimo tentativo di modificare il progetto di accordo di ritiro, ma a Londra sarebbe comunque il caos. Il fallimento politico è scontato anche nei valori della sterlina.

I mercati finanziari in generale restano a guardare e la sterlina che si prepara ad affrontare una forte volatilità la prossima settimana. Secondo un’analista di JP Morgan Asset Management, come riporta la Cnbc, la sterlina britannica potrebbe rimbalzare fino al 4 per cento rispetto a tutte le altre principali valute. Potrebbe perdere anche più del 2% rispetto al dollaro USA se l’accordo viene respinto invece secondo Nomura.