Voragine criptovalute: bolla peggio della dot com

13 Settembre 2018, di Alessandra Caparello

Il Bitcoin è in calo, così forte che risulta peggio della bolla internet di inizio 2000. Le perdite delle valute virtuali ieri sono state guidate da Ethereum, la seconda più grande valuta virtuale dopo il Bitcoin che è sceso del 6% a $ 171,15 alle 7:50 di mattina a New York, ampliando così il calo di questo mese al 40%. Su Coinbase il calo di Bitcoin è stato contenuto  a -0,3% a 6.260 dollari, anche se il suo valore resta ben distante dai 20.000 dollari toccati a dicembre 2017.

L’indice “Cryptocompare Digital Asset 10” è in calo di oltre l’80% da gennaio, superando il crollo del 78% del Nasdaq dopo lo scoppio della bolla dot com nel 2000, riferisce l’agenzia Bloomberg. Come i loro predecessori durante il boom delle azioni Internet quasi due decenni fa, gli investitori di criptovalute che puntano su una tecnologia apparentemente rivoluzionaria stanno subendo un doloroso contraccolpo.

“Tutto ciò mostra semplicemente che l’intero mondo criptato altro non è che una bolla enorme e speculativa come molti di noi avevano già detto”.

Così sempre a Bloomberg Neil Wilson, capo analista di mercato a Londra per Markets.com, una piattaforma di trading in valuta estera. A scatenare il selloff sulle valute virtuali essenzialmente la mancanza di regolamentazione e i timori di frode degli investitori. Intanto a Washington l’industria delle criptovalute crea la Blockchain Association, la prima lobby del settore per rappresentare nella capitale americana gli interessi del comparto. Come riporta il Washington Post del gruppo fanno parte Coinbase e Circle, che operano le due più popolari piattaforme di scambio, ma anche la start up Protocol Labs.  Fra gli investitori vi fanno parte Digital Currency Group e Polychain Capital.