Von der Leyen chiede scusa all’Italia: “fatti errori, Ue al vostro fianco”

2 Aprile 2020, di Mariangela Tessa

L’Europa prova a ricucire lo strappo con l’Italia. E lo fa attraverso la presidente della Commissione Ue, Ursula Von der Leyen che, in una lettera pubblicata sul quotidiano la Repubblica, chiede scusa per gli “errori” fatti e dichiara la disponibilità europea a sostenere l’economia italiana attraverso nuovo risorse finanziarie.

Nella missiva, Von der Leyen sottolinea che “L’Italia è stato il primo Paese ad essere colpito dall’emergenza da coronavirus e ora è un esempio per tutti. In Europa, in un primo momento, sono stati fatti degli errori, ma ora l’Ue è a fianco dell’Italia”.

L’Europa vuole dare una mano – scrive – stanziando nuove risorse per finanziare la cassa integrazione.

In particolare, “l’Unione stanzierà fino a cento miliardi di euro in favore dei Paesi colpiti più duramente, a partire dall’Italia, per compensare la riduzione degli stipendi di chi lavora con un orario ridotto. Questo sarà possibile grazie a prestiti garantiti da tutti gli Stati membri, dimostrando così vera solidarietà europea”.

“Questo sostegno europeo alla cassa integrazione – continua – aiuterà a salvare posti di lavoro – anche in un momento di minore attività. Quando la quarantena sarà finita, e la domanda e gli ordinativi torneranno a crescere, quelle stesse persone potranno tornare a lavorare a tempo pieno. E questo è fondamentale per far ripartire al più presto il motore dell’economia europea”

Questa iniziativa, aggiunge, fa parte di un pacchetto più ampio.

“Ieri abbiamo anche proposto che ogni euro ancora disponibile nel bilancio annuale dell’Unione europea venga speso per affrontare la crisi. Aiuteremo agricoltori e pescatori, che ogni giorno danno da mangiare al nostro continente. Allo stesso tempo, la Banca europea di investimenti sta aiutando le imprese europee – in particolare le piccole e medie – a trovare i finanziamenti di cui hanno bisogno in questa situazione di emergenza”

Von der Leyen riconosce anche che “nei primi giorni della crisi, di fronte al bisogno di una risposta comune europea, in troppi hanno pensato solo ai problemi di casa propria. Non si rendevano conto che possiamo sconfiggere questa pandemia solo insieme, come Unione. E’ stato un comportamento dannoso e che poteva essere evitato”. Se la distanza tra individui ci serve per la nostra sicurezza, “la distanza tra nazioni europee, al contrario, mette tutti in pericolo”.

“Preferiremmo tutti vivere tempi più facili. Ma oggi quello che possiamo decidere è come reagire. Ho in mente un’Europa fondata sulla solidarietà – la nostra più grande speranza e il nostro investimento in un futuro comune” conclude il numero uno dell’esecutivo UE.