Un investimento a misura di risparmiatore

3 Febbraio 2020, di Redazione Wall Street Italia

A cura di Luca Scavella, consulente finanziario di Fermo.

L’euforia che ha accompagnato i mercati azionari nel 2019 sembra non essersi esaurita. I mercati hanno infatti inaugurato il 2020 proseguendo al rialzo. In uno scenario così complesso e incerto, come può districarsi il risparmiatore?

Viviamo in un’epoca in cui cercare del rendimento diventa sempre più complicato: il mercato del reddito fisso non riesce più a garantire yield adeguati. Non solo, quello che fino a pochi anni fa era considerato una certezza per i Bot people, ora presenta tassi molto spesso negativi anche su scadenze di lungo periodo. D’altro canto, le masse di liquidità sopraggiunte sul mercato azionario lo hanno reso vistosamente più volatile, con cambi di direzione improvvisi e di difficile gestione per i non addetti ai lavori. È chiaro dunque che il modo di investire dei risparmiatori è cambiato rispetto a qualche anno fa. Per cercare del rendimento il risparmiatore è ora costretto ad aumentare il rischio.

A questo punto la domanda sorge spontanea: come fare?

L’ingegneria finanziaria ha creato strumenti ad hoc per gli investitori che permettono di partecipare al rialzo del mercato e contestualmente proteggere il capitale in caso di discesa di quest’ultimo: parliamo dei certificati, strumenti che oltre ad avere un’efficienza finanziaria offrono anche un’efficienza fiscale.

Ma cosa sono i certificati?

I certificati sono derivati cartolarizzati, emessi dalle banche sotto forma di strumento finanziario e sulla base di un prospetto di quotazione approvato da Consob o da un’altra autorità europea, il cui valore dipende dall’andamento di un’altra attività finanziaria detta sottostante. I certificati inoltre sono strumenti quotati su Borsa Italiana e/o EuroTLX. Investire in certificati equivale a fare un investimento passivo sul sottostante ma, a differenza degli ETF, permettono di implementare diverse strategie di investimento – anche asimmetriche rispetto all’andamento del sottostante – come la protezione condizionata del capitale e il pagamento di premi periodici.

Tra i prodotti più apprezzati e negoziati dagli investitori ci sono i certificati d’investimento (come per esempio i Cash Collect o i Bonus Cap) che offrono la protezione condizionata del capitale a scadenza, ovvero sono caratterizzati da una cosiddetta barriera. La barriera viene posta al di sotto del valore del sottostante al momento dell’emissione del prodotto (solitamente tra il 50% e 70%). A scadenza, qualora il sottostante si trovasse sopra il livello barriera prefissato, il certificate rimborsa il 100% del valore nominale proteggendo così il capitale dai ribassi del sottostante, oltre a pagare un premio. Quindi, se il certificato presenta una barriera del 30%, questo significa che, se il titolo sottostante perde fino al 30% il cliente riceverà comunque il 100% della somma investita (più eventuale bonus).

Alcuni certificati come i Cash Collect offrono il pagamento di premi periodici (molto interessanti) che possono essere mensili, trimestrali, semestrali o annuali. I premi possono essere condizionati o incondizionati. Nel primo caso saranno legati all’evento barriera, nel secondo il certificato staccherà il premio a prescindere dal comportamento del sottostante.

Un aspetto interessante dei certificati è il trattamento fiscale (ottimizzazione fiscale) che permette, di compensare eventuali minusvalenze presenti nel portafoglio (entro quattro anni dalla loro generazione). In pratica, con i guadagni derivati dai certificati, potete compensare le vostre perdite pregresse e quindi non pagare il 26% di tasse che invece paghereste nel caso di guadagni percepiti da qualsiasi altro strumento.

ESEMPIO PRATICO

Selezioniamo un certificato Cash Collect su FCA, ovvero un prodotto finanziario che paga premi periodici. Il prodotto è caratterizzato da un livello iniziale fissato all’emissione (strike), un livello barriera (calcolata come percentuale del livello iniziale) e una data di scadenza.

Nel nostro caso, ipotizziamo di avere un certificato emesso il 1° gennaio di quest’anno al prezzo di 100 euro per ogni singolo certificato, con una barriera sia per il capitale che per i premi al 50% e una durata di 4 anni. Il certificato staccherà premi dello 0,7% mensili a condizione che, alle date di valutazione intermedia, FCA sia uguale o maggiore al livello barriera. Ricordiamo però che ci sono anche Cash Collect che pagano senza condizioni i premi, come accennato sopra (in tal caso si parla di Fixed Cash Collect). Per semplicità ipotizziamo che lo strike del prodotto sia 10 euro e la barriera posta a 5 euro.

Come funziona dunque questo prodotto?

Ogni mese il valore di FCA viene misurato (data di valutazione) e se è maggiore o uguale alla barriera (5 euro), il certificato stacca il premio dello 0,7%, di fatto con un rendimento potenziale annuo dell’ 8,4%. Nelle date di valutazione in cui FCA risulta essere al di sotto del livello barriera semplicemente il certificato non stacca il premio e si passa al mese successivo.

Alla scadenza, quindi all’ultima data di valutazione, ipotizziamo 1° gennaio 2024, se il prezzo di FCA è maggiore uguale alla barriera, il certificato ripaga il capitale investito (solitamente 100 euro per certificato) più il premio. In caso contrario, invece, il prodotto replicherà la performance del titolo e sarà esattamente come avere il sottostante con conseguente perdita sul capitale investito. Inoltre, i guadagni derivanti dai premi sono considerati redditi diversi. Questo permette di compensare eventuali premi con le minus valenze realizzate in portafoglio nei 4 anni precedenti. In questa eventualità l’investitore si troverebbe a non pagare tasse sui premi fino ad esaurimento dello zainetto fiscale.

A seguire un grafico esplicativo del funzionamento del certificato. Ipotizzando un prodotto con strike fissato a 13,37 euro e barriera a 8,02 euro. Se alla scadenza il valore sarà sopra il livello della barriera verrà rimborsato l’intero capitale anche se il valore dell’azione fosse sceso a 9 euro.

In conclusione, nell’attuale contesto di mercato, il certificato permette di trovare ottimi rendimenti, protezione condizionata del capitale e lascia il risparmiatore libero da preoccupazioni sul possibile andamento negativo del sottostante (durante la vita del prodotto).