La ricchezza è tutta questione di abitudini

18 Ottobre 2021, di Redazione Wall Street Italia

Articolo di Francesco Milazzo, Consulente Finanziario di Agrigento

Ho subito due buone notizie per te! La prima è che non servono redditi e patrimoni stellari per raggiungere la ricchezza e la libertà finanziaria e la seconda è che è tutto nelle tue mani. Si hai capito bene, dipende solo da te e da quanto ti saprai impegnare a raggiungere questo obiettivo.E’ risaputo come gli italiani siano ottimi risparmiatori; noi tutti sogniamo la ricchezza e non è forse anche vero che l’ambizione di molti sia la tanta desiderata libertà finanziaria?

 

Regole base per raggiungere il benessere finanziario

Nella mia professione di consulente finanziario cerco sempre di trasmettere quelli che sono i principi che tutte le persone di successo seguono nella creazione e mantenimento del loro benessere economico. Ve ne svelo alcuni:

  • Il primo passo consiste nel tenere traccia del cosiddetto flusso di cassa familiare, che in altre parole si traduce, nel prendere nota di tutte le entrate e le uscite di cassa in un determinato periodo di tempo, tipicamente mensile;
  • Analizzato lo stato attuale andremo ad intervenire nelle inevitabili spese superflue che ognuno di noi ha e che non portano nessun giovamento reale al nostro stato fisico e mentale; ma prima di arrivare a questo è opportuno introdurre il concetto di Attività e Passività

Attività e passività: cosa sono? Perchè monitorarle?

Si definiscono Attività, tutte quelle spese che per loro natura contribuiscono ad aumentare il nostro flusso di cassa periodico, come ad esempio investimenti in strumenti finanziari, investimenti in immobili (non la casa in cui vivi, ma solo immobili a reddito), realizzazione e vendita di libri, videocorsi ecc. In sostanza tutte ciò che porta ad entrate ricorrenti non collegate a un lavoro pagato ad ore o che richieda la tua costante presenza.

Nell’insieme delle passività troveremo tutte quelle spese, necessarie e non, che contribuisco a un mero esborso economico senza generare alcun flusso di cassa positivo nel futuro. Troveremo dunque tra le passività, la maggior parte delle voci di spesa di una famiglia, come le spese per la casa, l’alimentazione, lo shopping, i viaggi, l’auto ecc. Come già detto, molte delle passività sono necessarie al sostentamento e altre sono necessarie a mantenere un buon tenore di vita, come spese per viaggi, shopping ed intrattenimento, ci sono spese dunque che non possono e non devono essere tagliate, al massimo riviste e razionalizzate.

In medio stat virtus dicevano i latini, dunque le sane abitudini della maggior parte della popolazione ricca tendono a trovare un buon compromesso, nel proprio budget familiare, tra la parte delle proprie entrate da destinare alle attività e quelle alle passività.

Chi può definirsi ricco?

Il dizionario definisce la persona ricca come chi: “possiede denari, beni, sostanze e in genere mezzi di sussistenza in misura maggiore di quanto occorra per vivere in modo normale”. “In modo normale” mi sembra abbastanza vaga come definizione. Una mia personale interpretazione della ricchezza suggerirebbe di definire la persona ricca come “colui possiede entrate regolari mensili, maggiori delle spese ricorrenti atte a sostenere il suo attuale tenore di vita”.

Vediamo come anche questa definizione mantenga un aspetto soggettivo, ma è qualcosa di numerabile da persona in persona. Scopriremo dunque come famiglie da un salario elevato possano essere non necessariamente ricche e viceversa, individui con un minore introito mensile possano definirsi ricche in quanto coprono interamente le loro spese mensili e riescono anche a risparmiare ed investire in attività.

Le entrate derivanti dagli investimenti in Attività introducono il concetto di Libertà finanziaria, condizione raggiunta da coloro che possiedono entrate regolari dalle loro attività superiori alle uscite mensili, ragione per la quale non necessitano più di lavorare per mantenere il loro attuale tenore di vita.

La formula del 10-20-70

Fatte queste necessarie considerazioni arriviamo dunque alle abitudini che ogni famiglia che mira alla libertà finanziaria dovrebbe adottare: 10-20-70.

No, non sono numeri da giocare al Lotto per tentare la fortuna (anzi le lotterie e il gioco in generale sono le prime spese da tagliare) ma sono percentuali, le prime 2 minime, con le quali suddividere le nostre uscite mensili. Ricordiamoci che l’obiettivo è far lavorare i soldi per noi e non lavorare per i soldi, altrimenti ogni bene che compreremo sarà barattato con il nostro tempo, quest’ultimo si veramente limitato.

Minimo il 10% è la percentuale da destinare a un fondo che permette di mantenere l’attuale tenore di vita in caso di ribasso del reddito (per esempio nel momento in cui si va in pensione) oppure a spese necessarie e impreviste che aumentino le spese periodiche. Queste somme andrebbero accantonate ed investite in strumenti finanziari e/o assicurativi a basso rischio, per esempio fondi pensione.

Minimo 20% da investire in attività che producano un reddito futuro come i succitati esempi. Nota bene che nella prima fase dell’adozione di questo programma, nel caso in cui si possiedano debiti di qualsiasi genere (con erario, istituzioni e/o privati), è consigliato usare parte di questo budget del 20% per estinguere questi debiti. Una famiglia con una mentalità volta alla ricchezza non possiede debiti per comprare passività come auto, viaggi e per lo shopping; nel caso in cui una persona ricca prenda a prestito del denaro, lo fa per investire in attività che ne accrescano il valore e le entrate future.

Massimo il 70% restante da destinare alle spese ordinarie familiari sulle quali basare il proprio tenore di vita tra spese necessarie e non.

Ricorda! Paga prima te stesso e poi gli altri! Motivo per il quale, deciso quale sarà d’ora in poi il tuo budget familiare, prima accantona ed investi le somme prestabilite e dopo goditi in serenità le spese quotidiane sapendo che stai lavorando e agendo nella direzione giusta per raggiungere la libertà finanziaria della tua famiglia.

Come faccio a risparmiare ed investire minimo il 30% del mio reddito?

Adesso provo ad indovinare cosa stai pensando, cioè: “Se fosse davvero così semplice, tutti seguirebbero questo programma e sarebbero ricchi nel giro di qualche anno”. E’ così vero?

Nel caso in cui tu stessi pensando proprio questo, formulo a te (sì, proprio a te):  Stai adottando questo programma? Quante persone conosci che lo stanno facendo? A volte pensiamo che le soluzioni a problemi complessi sia complesse a loro volta, quando invece bastano pochi e semplici passi ma costanti e persistenti nel tempo.

Nel caso invece in cui mi fossi sbagliato, sono sicuro che un altro tuo pensiero possa essere stato quello: “Si facile a dirsi, ma come faccio a risparmiare ed investire minimo il 30% del mio reddito?”. Torna alla prima fase del programma analizzando onostamente le tue attuali spese, suddividile per categoria e sono sicuro che troverai tante spese da poter ridurre che non modificheranno in alcun modo il tuo tenore di vita né tantomeno il tuo benessere a lungo termine.

Il metodo di gestione del budget familiare appena descritto è naturalmente di carattere generale e andrebbe adattato ad ognuno di noi, compito primario di ogni buon consulente finanziario.

 

Questo articolo fa parte di una rubrica di Wall Street Italia dedicata ai consulenti finanziari che vogliono raccontare le loro esperienze e iniziative professionali. Se siete interessati a pubblicare una vostra storia scriveteci a: [email protected]

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