Il vero tesoretto delle famiglie italiane è il risparmio

3 Ottobre 2019, di Redazione Wall Street Italia

Articolo di Lucio d’Auria, consulente finanziario di Milano

La sera mi capita di accendere distrattamente la TV e di imbattermi nel consueto telegiornale con le consuete facce ed i consueti commenti sulla scena politica. Puntualmente mi fermo a pensare se sia realmente questo il mondo che ci circonda, o piuttosto quelle immagini rappresentino un piccolo ed insignificante puntino, un Piccolo Mondo Antico, come nel romanzo di Fogazzaro, in un pianeta che ribolle di tendenze rivoluzionarie.

Sono affascinato dalle informazioni sulla evoluzione economica e sulle prospettive dei prossimi anni nelle varie aree del pianeta. Se analizziamo la crescita del PIL per area geografica e la contribuzione di ciascuna area al PIL mondiale, scopriamo delle tendenze interessanti:

 

 

Il PIL delle economie avanzate crescerà nel 2019 del 2,2%, mentre quello delle Economie emergenti aumenterà del 5,1%, con un 6,4% per la Cina, e un 7,8% dell’India. E il contributo al totale mondiale sarà del 40% da parte delle economie avanzate e del 60% da parte delle economie emergenti, con in testa la Cina al 19%, gli USA al 15% e l’India all’8%.

Le proiezioni al 2050 vedono in testa la Cina, seguita da Stati Uniti, India, Indonesia, mentre l’Italia scompare dalla classifica dei primi 10 paesi del mondo.

 

Queste semplici considerazioni dovrebbero stimolarci ad immaginare che salendo più in alto, per cambiare prospettiva e guardare più lontano, al di là del nostro Piccolo Mondo Antico, potremmo immaginare che ci siano aree geografiche i cui mercati potranno godere, nel medio lungo termine di interessanti sviluppi.

Un nuovo equilibrio

In pratica è in atto un copioso spostamento di ricchezza dall’ovest verso l’est, verso cioè quei paesi un tempo chiamati “in via di sviluppo”, e mentre il Sig. Trump con i suoi tweet cerca capricciosamente di difendere la supremazia americana, l’Europa rischia sempre più di essere il vaso di coccio tra i vasi di ferro, essendo un gigante economico ed un nano politico. E difatti la Cina ha lanciato la sfida della Silk Belt, la nuova Via della Seta, una rete di infrastrutture per arrivare al cuore dell’Europa con le sue merci oramai tecnologicamente avanzate ed ancora relativamente a buon mercato.

La Cina investirà nel progetto circa 14 mld di dollari, una cifra significativa, se si pensa che il Piano Marshall, che ha risollevato le sorti dell’Europa nel dopo guerra, valeva circa un mld di dollari a moneta corrente.

E l’Italia?

Il nostro paese è visto in arretramento nei prossimi anni, ed il mancato sviluppo renderà sempre più difficile mantenere in essere il sistema previdenziale e sanitario come lo concepiamo oggi. E per non farci mancare niente, occorre evidenziare che i trend demografici (il nostro paese è ai vertici per il calo delle nascite e per il livello di invecchiamento della popolazione) manderanno in crisi sia la previdenza che la sanità: ci saranno tanti pensionati avanti con gli anni e bisognosi di cure, e pochi giovani che pagano le tasse e versano i contributi. Ma in un panorama così desolato, esiste una variabile chiave che può difenderci, e lo sta già facendo.

Il vero tesoretto delle famiglie italiane è il risparmio, che ci vede all’ottavo posto nel mondo con una stima di circa 8.000 mld di euro, cioè quattro volte il debito pubblico, ed una gestione oculata di tale tesoretto può difenderci dalle tendenze negative in atto. Occorre però cambiare mentalità e cultura finanziaria, imitando prassi già in uso in altri paesi, specie quelli di matrice anglo sassone, dove l’accumulazione e la gestione del risparmio in una ottica di medio lungo termine sono abitudini consolidate.

Si rende necessario focalizzare l’attenzione, non su quanto si guadagna (e si spende), ma su quanta ricchezza si riesce a trattenere nel tempo.

Occorre perdere quella familiarità con i vecchi strumenti di investimento di casa nostra (BOT BTP e conti correnti) che per decenni hanno impegnato i capitali delle famiglie, ed occorre anche ridurre l’esposizione sugli immobili, in un paese dove la diminuzione della popolazione non può più alimentare la domanda del mercato immobiliare.

Allora la sera spegniamo la TV per allontanarci dal nostro Piccolo Mondo Antico, e magari proviamo a leggere qualche buon libro di finanza personale.

Ne gioverà il benessere delle nostre famiglie, e conseguentemente il benessere del paese.

 

Questo articolo fa parte di una nuova rubrica di Wall Street Italia dedicata ai consulenti finanziari che vogliono raccontare le loro esperienze e iniziative professionali. Se siete interessati a pubblicare una vostra storia scriveteci a: social.brown@triboo.it


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