Visco: banche faticano ad accedere al mercato dei capitali

5 Febbraio 2019, di Alessandra Caparello

Una preoccupazione in particolare è emersa dal 25esimo Congresso Assiom Forex, tenutosi il 1 e 2 febbraio scorso a Roma: la questione legata al funding del sistema del credito, ossia l’accesso delle banche italiane al mercato dei capitali.

Grande attesa nella due giorni di convegni era per l’intervento del governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco il quale ha ricordato come dal 2011 a oggi l’ammontare di obbligazioni nette emesse sui mercati internazionali è stato complessivamente negativo per 47 miliardi di euro, mentre la loro incidenza sul totale della raccolta è nello stesso periodo scesa dall’11,5% al 9,5 per cento. Come scrive Maximilian Cellino sul Sole 24 Ore:

Due cifre che testimoniano come le crescenti problematiche riscontrate sul mercato interbancario siano state in larga parte tamponate con il ricorso al finanziamento a tassi agevolati garantito dalla Bce, operazioni che «hanno contribuito a sostenere l’erogazione del credito alle famiglie e alle imprese e a ridurne il costo

Finora a tamponare c’è stato il ricorso al finanziamento a tassi agevolati garantito dalla Bce, operazioni che, a detta di Visco, hanno contribuito a sostenere l’erogazione del credito alle famiglie e alle imprese e a ridurne il costo. Il problema è che le quattro aste di rifinanziamento vincolate a lungo termine T-Ltro effettuate fra giugno 2016 e marzo 2017 – attraverso le quali Bruxelles ha assegnato alle banche italiane circa 240 dei 740 miliardi totali destinati agli intermediari dell’area dell’euro – stanno per scadere. La prima tranche di finanziamenti da 105 miliardi di euro dovrà essere restituita nel giugno 2020. Da qui Visco dinanzi alla platea di Assiom Forex ha puntualizzato:

Il ripristino di condizioni di normale accesso ai mercati all’ingrosso è necessario per il buon funzionamento dell’attività di intermediazione e contribuirà anche a contenere i costi che le banche medio-grandi dovranno sostenere per costituire il “cuscinetto” di passività in grado di assorbire le perdite previsto dalle nuove regole europee per la gestione delle crisi.