Ville e auto di lusso: chi sono i furbetti del reddito di cittadinanza

18 Ottobre 2021, di Alessandra Caparello

Nuove risorse per il reddito di cittadinanza. Il consiglio dei ministri presieduto da Mario Draghi ha dato via libera allo stanziamento di 200 milioni in più di qui a fine anno per lo strumento portabandiera del Movimento Cinque Stelle la cui esistenza è stata messa in discussione da Lega, Forza Italia e Italia Viva.

“Il reddito di cittadinanza è una misura che ha funzionato e deve essere rifinanziata, potenziata e ampliata il più possibile”. Così il  ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli a margine del Vinitaly ha affermato che “mettere in discussione questo strumento è inspiegabile e immotivato”.

“Abbiamo rifinanziato con il decreto fiscale la misura per il 2021 perché sempre più persone hanno purtroppo avuto la necessità di farvi ricorso anche per la pandemia, si tratta di 1 milione e 400mila famiglie con un valore medio di 546 euro a nucleo. Mettere in discussione lo strumento è fuori dal tempo (…) “se certe tensioni sociali non si sono sviluppate in questo paese è stato grazie a questo strumento profondo di sostegno a reddito”. “Poi siamo disponibilissimi a ragionare e migliorare la parte sulle politiche attive del lavoro per far sì che circa un terzo della platea che è la parte di occupabili possa più facilmente trovare un’occupazione”.

I furbetti del reddito di cittadinanza: chi sono

Tra i vari motivi sottolineati dai detrattori del reddito di cittadinanza  che ne hanno chiesto l’abolizione, vi sono i pochi controlli sui beneficiari della misura che in molte occasioni sono truffaldini.
Nel dettaglio le persone finte povere che hanno percepito il reddito di cittadinanza indebitamente hanno sottratto alle casse dello Stato un ammontare pari a 217 milioni di euro, di cui 127 milioni indebitamenti percepiti, 90 milioni richiesti ma non ancora riscossi. Queste le cifre che emergono dall’ultimo rapporto della Guardia di Finanza, rivelato dal Corriere, sul periodo da gennaio 2020 a settembre 2021 che segnala tra i percettori del reddito di cittadinanza anche  proprietari di ville, auto di lusso, oppure  evasori totali, appartenenti ad associazioni criminali e mafiose fino a stranieri non in possesso dei requisiti di residenza.

Come conferma il generale Giuseppe Arbore, capo del Reparto che dispone e coordina le verifiche, «la platea già rilevante dei soggetti destinatari di risorse pubbliche è aumentata enormemente con il Reddito di cittadinanza e si è ulteriormente accresciuta con le misure previste dai decreti “Sostegni” e “Ristori”. Non sono furberie, ma un gravissimo danno economico e sociale» scrive il Corsera. Qualche esempio?

Ebbene a Reggio Calabria  tra le 300 persone denunciate per aver percepito indebitamente il reddito troviamo “ndranghetisti, già gravati da pesanti condanne passate in giudicato per associazione per delinquere di stampo mafioso”. Così anche a Palermo su 1.400 percettori abusivi che hanno sottratto un milione e 200 mila euro allo Stato 145 hanno precedenti condanne per mafia. Stessa storia a Napoli con 120 denunciati per un milione e 200 mila euro percepiti illecitamente. Ed era proprio la criminalità ad aver gestito le «1.532 domande presentate nel 2020 da stranieri abitanti a Genova, ma privi dei requisiti necessari» che sono riusciti a guadagnare tre milioni e 500 mila euro si legge nel rapporto della Guardia di Finanza su sprechi e truffe nella spesa pubblica. In totale sono stati sottratti 15 miliardi di euro e il danno erariale causato dai dipendenti della pubblica amministrazione ammonta a 8 miliardi di euro. Da gennaio 2020 al 30 settembre 2021 ci sono stati 65.600 controlli e 12 mila fascicoli aperti per delega dei magistrati penali, circa 1.700 per la Corte dei conti.

Ma non solo bonus sociali e reddito di cittadinanza. Con la pandemia in corso, la sanità è stato uno degli ambiti presi di mira dai furbetti con le gare pilotate che hanno portato a truffe per 887 milioni ma mai poi ci sono le altre frodi relative alla spesa sanitaria per un ammontare di 158 milioni: sono circa 300 le persone segnalate ai pm, 24 arrestate. Numeri che sono ancora più gravi se si intrecciano a quelli snocciolati dall’Istat sull’economia non osservata intesa come le attività produttive di mercato che, per motivi diversi, sfuggono all’osservazione diretta ponendo particolari problemi di misurazione. Ebbene nel 2019 l’economia non osservata dice l’Istat vale 203 miliardi di euro, pari all’11,3% del Pil. Rispetto al 2018 si riduce di oltre 5 miliardi (-2,6%) confermando la tendenza in atto dal 2014 mentre la componente dell’economia sommersa ammonta a poco più di 183 miliardi di euro mentre quella delle attività illegali supera i 19 miliardi.